Grazie a Guido Ceronetti che l’ha scritto, e a Francesco che me l’ha svelato.
Due volte al giorno, verso le sei del mattino e le cinque dellla sera, una tazza ripetuta di Tè verde della Cina arriva con la sua infallibile virtù unitiva, confirmativa, risuscitativa, a disincagliarmi e a preservarmi da ogni specie d’inerzia, d’inebetimento, di [...]
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Messaggi clandestini avvolti in carta di riso
Tian Mu Qing Ding (tè verde cinese)
“Tè di nuvole e nebbia“: così viene anche chiamato questo tè verde cinese, coltivato sulla montagna Tian Mu, nella provincia dello Zhejiang, a poca distanza dalla città di Hangzhou; quella stessa città che Marco Polo descrisse come la più incantevole al mondo.
E’ un tè incredibilmente poetico e suggestivo: Tian Mu, il nome della montagna che [...]
Pausa tè: metti un puerh in giardino
Per tutto il giorno,
senza parole,
tra ombre di farfalle.
ichinichi
mono iwazu
chō no kage sasu.
(Hōsai)
Di bianchi diamanti africani e neri rubini cinesi
La Selezione di Acilia (di cui vi ho già parlato qui) continua a crescere e a regalarci sempre nuove occasioni di avventura e scoperta.
Recentemente alla carta dei tè se ne sono aggiunti due che mi hanno particolarmente colpita: un insolito e raro bianco africano, il Malawi Thyolo Peony, e un nero cinese dello Yunnan; ho [...]
Pausa tè: nostalgia mattutina
Seduta in terrazza, di mattina, nel giardino di casa.
In tazza un tè bianco Bai Mu Dan
© LaSere – www.giustodueparole.it
Un puerh “appena ventenne” per riprendersi dalle feste (più qualche utile precisazione)
Vi presento il compagno prediletto di questi giorni post-panettone (e anche torrone, e panforte, e ricciarelli… ma sorvoliamo!): un tè puerh la cui denominazione precisa è 1990’s Sheng CNNP Da Ye Menghai Fang Zhuan Cha (acquistato da Tea Masters), che detto così, bisogna dire, spaventa un po’.
Ma vale la pena provare a decifrarla, perché questa [...]
Pausa tè: Non ce l’ho con la primavera
17 nov 2009 @ 14:37
Tazze, teiere e accessori, Tè, arte e poesia, dalla Cina, sheng, tè invecchiato, tè puerh
Non ce l’ho con la primavera
perché è tornata.
Non la incolpo
perché adempie come ogni anno
ai suoi doveri.
Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.
Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sull’acqua
abbiano di nuovo con che stormire.
Prendo atto
che la riva d’un certo lago
è rimasta – come se tu vivessi [...]



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