Con questo post vorrei inaugurare una specie di “rubrica” (bizzosa e incostante come al mio solito, vi avverto :-) tramite cui segnalarvi tutte quelle sciocchezzuole, simpatiche e divertenti quanto di conclamata superfluità e assai dubbia utilità – inutility, per l’appunto – in cui di tanto in tanto mi capita di imbattermi gironzolando in rete. Accessori bizzarri, gadget, tazze e teiere originali… tutto a sfondo tèistico, ovviamente. Anche e soprattutto per prenderci un po’ in giro circa questa nostra voluttuaria passione che ci spinge talvolta a trasformare una semplice tazza di tè in un piacere aristocratico (quando per esempio centelliniamo tè pregiati acquistati a peso d’oro, o siamo pronti a far carte false pur di preparare il nostro prossimo Gyokuro in quel kyusu fatto a mano da un artigiano giapponese, costoso sì, ma così bello, ah!, così bello….): non ci farà certo male scherzarci un po’ su ;-)
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Partiamo alla grande, nel senso che l’inutiliTea di cui vi parlo oggi tocca i vertici della categoria: già, perché si tratta di magliette griffate dall’aria usata e vintage – proposte in edizione limitata – grazie alle quali potrete letteralmente indossare l’aroma della vostra miscela Twinings preferita (ammesso e non concesso che ne abbiate una preferita: tra “puristi” del campo non è affatto detto, per non dire che è abbastanza improbabile… Quanto siamo pesanti! ;-).

Il tutto nasce sotto il nome di Tea for Two dalla collaborazione tra la Twinings (qui il sito italiano) e la marca italiana di abbigliamento Vintage 55, coadiuvata da qualificati maestri profumieri; l’intento è stato quello di creare un “prodotto polisensoriale” in grado di coinvolgere tatto, vista e olfatto in un’esperienza percettiva all’insegna del tè: il risultato sono cinque magliette decorate con romantici motivi retrò – fiori farfalle uccelli e, ovviamente, tazze e teiere – e dotate ognuna di una “targhetta” dispensatrice di aromi: una volta lavata, la maglietta andrà quindi riposta nella sua raffinata scatolina in nero e oro, insieme all’etichetta profumata, così che riacquisti il suo effluvio originario (quanto longeve siano queste targhette, però, non è dato sapere).

La maglietta Tea for Two al “Prince of Wales”…
C’è quella al Darjeeling, colorata di un “verde lunare” che intende alludere ad una vaga tavolozza himalayana; il “grigio nebbia” vuole invece evocare l’aromatico bergamotto, il piccolo agrume che rende inconfondibile la celeberrima miscela Earl Grey; se preferite la robustezza dell’English Breakfast, composta da tè neri dall’India, Sri Lanka e Kenia, il colore che vi toccherà in sorte sarà un bel “rosso bacca”; “bianco satin”, altrimenti, per la miscela Lady Grey, un tè nero cinese aromatizzato al bergamotto, arancia e limone; e infine un “nero délavé” se siete dei fan della miscela di neri cinesi nota col nome di Prince of Wales.

… e quella all’ “English Breakfast”
Insomma, ce n’è per tutti i gusti, ma soprattutto per tutti i nasi.
Le magliette si acquistano nei negozi Vintage 55 di Milano (via Ponte Vetero 1) e Firenze (via de’ Boni, presso Gerald Loft), nonché in tutte le boutique italiane che commercializzano il marchio. Il prezzo? A partire da 80 euro l’una. E scusatemi se è poco ;-)
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L’idea della rubrica è molto carina, “InutiliTea” è geniale :-)
Ammetto di essere stata un po’ scettica anch’io quando ho saputo di queste magliette; tuttavia credo vada premiata l’originalità del progetto, una manovra di marketing intelligente da parte della Twinings: l’intento credo sia quello di avvicinare alla bevanda un target nuovo, la moda mi sembra un veicolo efficace (ahimè).
Certo con 80 euro posso acquistare una bottiglia da 40 ml del profumo al tè bianco di Masaki Matsushima e ho la sensazione molto più tangibile di “indossare” l’aroma della nostra bevanda, con un potere evocativo sicuramente più imponente. Ma tant’è.
Ti abbraccio.
Sono d’accordo. Nonostante io nutra una conclamata idiosincrasia per il mondo della moda, l’idea mi sembra comunque originale e ben realizzata: per dire, a me quei disegnini retrò non dispiacciono affatto… Detto tra noi, sono tendenzialmente molto sensibile al fascino non solo delle “inutiliTea” ma anche delle inutility in generale! ;-)
Ad ogni modo anche io, dovessi scegliere, opterei per la versatilità del profumo, che tra l’altro a contatto con la pelle crea un’alchimia tutta particolare e senz’altro più “modulabile”. Al tè bianco, poi… Non immaginavo esistesse: dev’essere proprio speciale :-)
molto bella l’idea della rubrica…
un modo per ironizzare sul rischio di nocivi estremismi :)
l’intento è proprio quello, sì :)
Che idea originale! Ciao :)
Decisamente originale! ;)