Se è vero che la qualità di un Bai Mu Dan (o Pai Mu Tan che dir si voglia) dipende dall’abbondanza di germogli argentati – raccolti prima che inizino a schiudersi – e dalla presenza di piccole e giovani foglie verdi anziché più grandi e marroni-rossastre… bè, non posso proprio lamentarmi di questo Bai Mu Dan acquistato da Jing Tea UK: pieno, pienissimo di tenere punte interamente ricoperte da una soffice lanugine bianca, ben più numerose delle foglie, che comunque risultano di dimensioni ridotte e di un colore che va dall’ocra al verde scuro brillante.
Su alcune foglie si possono scorgere anche i segni del banchetto di qualche insetto (vedi foto sotto), trattandosi di un tè coltivato biologicamente.
Una tipologia, quella dei bianchi, in cui la lavorazione è ridotta al minimo: un breve passaggio “al vapore” per scongiurare l’ossidazione, una lenta e delicata asciugatura all’aria, e sono pronti per finire in tazza. L’appellativo “bianco” deriva dalla sottile peluria che ricopre – o comunque dovrebbe ricoprire – le giovani gemme, proteggendole da insetti e sbalzi di temperatura quando sono ancora sulla pianta: quando è sufficientemente fitta appare appunto di un bianco argenteo (foto sotto)
Proveniente nella maggior parte dei casi dalla provincia del Fujian, nel sud-est della Cina, questo tè bianco dal nome floreale – Bai Mu Dan significa “peonia bianca” – viene talvolta considerato semplicemente un grado inferiore del più celebre tra i tè bianchi, lo Yin Zhen (o Silver Needle, ‘aghi argentati’), che, come si può facilmente dedurre dal nome, è composto esclusivamente da germogli ancora chiusi, senza foglie.
Effettivamente i due tè provengono dalla medesima sottovarietà di Camellia sinensis (la Da Bai, o Big White), ma ciò non toglie che il Bai Mu Dan possa essere considerato un tè a sé stante, con un’autonoma e riconoscibile personalità.
Il disomogeneo e un po’ caotico mix di germogli e foglie variamente spezzate, cosparso di una sottile polverina bianca, si presenta gonfio, soffice, e quindi molto più ingombrante del normale: ne dovremo tenere conto al momento del dosaggio in tazza.
L’aroma delle foglie asciutte è vivace e pungente, come di erbe di campo appena raccolte; in sottofondo si percepisce come una punta di fresca dolcezza che a me ricorda il melone.
Il liquore è di un giallo-dorato neanche troppo pallido, se comparato all’infuso quasi incolore degli altri tè bianchi.
Anche al gusto si rivela più deciso e corposo rispetto alla media della tipologia: tra i tè bianchi probabilmente solo il Shou Mei, con le sue foglie ben più mature e coriacee e il suo gusto che può arrivare a ricordare un oolong lievemente ossidato, risulta più intenso del Bai Mu Dan.
In tazza emergono delicate note di erba fresca, di fiori umili, unite a lievi sentori mielati che accarezzano il palato in maniera molto morbida. E’ un gusto amabile e inaspettatamente pieno, che può addirittura finire col rivelare una coda lievemente maltata.
Una tazza in ogni caso quantomai rilassante, sia all’occhio che al palato. Un tè che è come una carezza: consolante e mai inopportuno.
Si può ben dire che il Bai Mu Dan rappresenti un punto d’incontro ideale tra la raffinata sottigliezza fiorita dei bianchi e il delicato ma più corposo aroma vegetale dei verdi. Questo lo rende particolarmente indicato per guidarci senza eccessive “scosse” nel passaggio dai verdi ai bianchi, senza rimanere troppo perplessi di fronte all’estrema delicatezza di cui possono essere capaci gli ultimi. Sempre rispetto agli altri bianchi è anche il più facilmente reperibile, e, aspetto non meno importante, anche tra i più economici.
Preparazione consigliata:
Quantità foglie per 150 ml d’acqua: 1 cucchiaio da minestra ben colmo
Temperatura: 70° – 75° C
Tempo d’infusione: 2 minuti
Quando e come:
Come ho già detto, trovo che il Bai Mu Dan sia un tè estremamente rilassante. E’ uno dei tè che sorseggio più volentieri appena prima di andare a letto, specie quando sento il bisogno di sciogliere una tensione o mettere da parte qualche pensiero invadente, ed è tra i pochissimi che tollero quando mi sento poco bene, soprattutto quando ho mal di testa e sopporto malamente la maggior parte degli altri tè.
Si presta ad essere infuso in vetro o porcellana; niente argilla per i bianchi, perché si rischierebbe di produrre un infuso insapore a causa della capacità di assorbimento dell’aroma da parte dell’argilla, appunto.
Raccomando l’uso di un’acqua con un basso residuo fisso, per non rischiare di “offuscare” la delicatezza dell’infuso.
Denominazione: Bai Mu Dan, o Pai Mu Tan, White Peony
Tipologia: tè bianco cinese biologico
Acquistato da: Jing Tea UK
Prezzo: 3,90 £ (pari a circa 4,50 €) per 50 grammi
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Il tè bianco è il più potente antiossidante della natura, più del tè verde.
Un saluto.