Posts Tagged: tiziano scarpa

16 nov 09

Il Cagalibri e altre cose che mi premono particolarmente

Secondo me questa cosa di leggere i libri a volte non giova.

Per esempio io a leggere i libri su Venezia onde prepararmi psicologicamente e ampliare i miei orizzonti culturali, ora che per dire ho finito l’apposito libro di tiziano scarpa, ma non solo, insomma ero partita che ardevo tutta del Sacro Fuoco dell’Arte all’idea di tornare in laguna, ‘desso invece dopo aver letto dei libri le cose che mi preme sopra ogni cosa vedere sono:

- il “cagalibri”
che sarebbe una statua di niccolò tommaseo in campo santo stefano così chiamata perché sembra che stia cagando una pila di libri, per l’appunto, e se lo cerchi su google ti dice Forse cercavi: cagliari venezia

- il ponte “delle gomme”
che è un sottoportico che a quanto dice tiziano scarpa negli anni ci hanno appiccicato una gran quantità di ciringummi sbiascicati di tutti i colori e forme e sapori creando una sorta di opera d’arte collettiva in fieri postmoderna bellissima che spero non l’abbian ripulito nel frattempo, sarebbe un vero peccato

- il ponte “di calatrava”
ma solo per vedere se a camminarci mi riesce anche a me rompermi una gamba (son quasi sicura di sì)

E sicché, converrete.

(ora però non è detto, siccome c’ho in lista anche Venezia minima di Predrag Matvejević – che è chiaramente un nome inventato – e Fondamenta degli Incurabili di Iosif Brodskij, ci sta che il Sacro Fuoco un pochino mi ritorni, eh, non dispero)

10 nov 09

Venezia inchiodata, di martedì mattina

Intro: prendi un martedì mattina che hai deciso che resti a letto sotto al piumone e di tanto in tanto scendi giù a riattizzare la stufa economica e intanto ti sei anche portata la colazione a letto a base di caffellatte e tantissimi biscotti e come compagnia c’hai un assortimento di libri che parlan tutti di Venezia – tra cui uno di Tiziano Scarpa che si intitola Venezia è un pesce – , perché tra un po’ ci devi tornare, a Venezia, e c’hai il vizio che ti piace prepararti, alle città.

E’ proprio simpatica l’immagine di una Venezia-sogliola gigante (perché a guardarla dall’alto un po’ ci sembra davvero) che ha vagabondato per tutti i mari e strusciato su un sacco di sponde dalla notte dei tempi fino a che, con le scaglie e le pinne appesantite da «madreperle mediorientali, sabbia fenicia trasparente, molluschi greci, alghe bizantine» e cose così, si è scelta un’insenatura tranquilla e appartata e lì si è fermata a riposare; poi gli uomini se ne sono così innamorati che per paura che un giorno si sentisse di nuovo in forze per riprendere il largo l’hanno presa all’amo con l’inganno – strada e ferrovia – e poi per star proprio tranquilli tranquilli l’hanno pure inchiodata al fondale, povera sogliolona:

venezia_pesce

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