Posts Tagged: sulla via emilia

08 ago 10

La matéina

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«Mè, l’è sgònd cmè ch’a m svégg, u i è dal matéini
ch’a stagh alè a cuvè te lèt, si ócc céus,
a péns, acsè, cmè ch’a insugnéss, dal robi,
ènca dal bèli robi,
ch’a m putéva suzéd e al n’è suzèsti.»

(Raffaello Baldini, La matéina, in Intercity, Einaudi 2003, p. 103)

Io, a seconda di come mi sveglio, ci son della mattine | che sto lì a covare nel letto, a occhi chiusi, | penso, così, come se sognassi, delle cose, | anche delle belle cose, | che mi potevano succedere e non son successe.

26 lug 10

Il pensiero più disperato

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«Veramente non era stata una mia idea quella di andare in giro con l’automobile, Miriam aveva detto andiamo in giro per la città, approfittiamo di questo sole, di questa bella giornata prima che finisca. Tanto tutto finisce sempre, mi ero detto, e questo era il pensiero più disperato che io avessi mai avuto. Però avevo detto va bene, andiamo.»

(Luigi Malerba, Il serpente, cit., p. 107)

24 lug 10

A piedi o a cavallo?

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«Io ho sempre sognato di notte da quando mi ricordo. Anche mia madre sognava. Quando si alzava dal letto le facevano male le gambe e le ginocchia per le corse che aveva fatto in sogno. A tavola raccontava a mio padre le lunghe storie della notte. Nei suoi sogni c’era quasi sempre un uomo a cavallo che entrava in scena a un certo punto della rappresentazione. Mio padre odiava questo Cavaliere perché sospettava che fra lui e mia madre ci fosse qualcosa. Così mia madre, raccontando i suoi sogni, incominciò a lasciarlo fuori. Allora rimanevano le praterie, le piste polverose, i sentieri nel bosco, il fiume con il suo grande letto sassoso, e i banditi che la inseguivano (a piedi o a cavallo? domandava mio padre), rimaneva lo scenario pronto per l’entrata dell’uomo a cavallo che doveva salvare mia madre, ma l’uomo a cavallo non entrava. [...] Qualche volta mio padre, che non era stupido, metteva giù la forchetta e usciva di casa.»

(Luigi Malerba, Il serpente, Mondadori 1989, pp. 117-118)

~

(comunque io boh, è che mi viene da piangere per tutto, ma tutto, per esempio questo passo qui, a leggerlo, mi sembra bello e tenero, talmente tenero, mi viene da piangere, come si fa)

17 lug 10

Francobolli

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«In quel periodo incominciavo a avere vergogna dei francobolli e quindi anche di me stesso. Certi giorni rimanevo dietro il mio banco e non osavo voltare l’occhio verso la strada. Trattavo male i clienti. Li prendevo in giro. Lei fa la collezione, fa il collezionista? domandavo, e quello rispondeva di sì. Bravo, dicevo io. Complimenti.»

(Luigi Malerba, Il serpente, Mondadori 1989)

08 lug 10

e a rógg

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«Che pu u m suzéd da rèd, e u n sint niseun,
tla cambra schéura, ad sòtta, tra i pan spórch,
a céud la pórta, e a rógg. Dop a stagh mèi.»

(Raffaello Baldini, La cambra schéura, in Furistír, Einaudi 2003)

Che poi mi succede di rado, e non sente nessuno, | nella stanza buia, di sotto, tra i panni sporchi, | chiudo la porta, e urlo. Dopo sto meglio.

04 lug 10

In bilico

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«Nei fatti noi, quasi tutti, non siamo altro che delle collezioni ambulanti, una collezione di cose in bilico dove ci sta dentro un po’ di tutto, un po’ di prati, pioppeti, lavori, hobby, nuvole, carriole del nonno, automobili, mamme. [...] Come se ci fosse Dio che un bel giorno ha steso per terra tanti lenzuoli, ha aspettato che ci vada a finire dentro della roba, un po’ di tutto, poi ha fatto su i lenzuoli come se fossero dei fagotti, e ogni fagotto è diventato una vita.»

(Ugo Cornia, La bellezza delle vite singolari, prologo a Alfredo Gianolio, Vite sbobinate a altre vite, Incontri editrice 2007)

02 lug 10

Trasloco

(perché io tutto luglio ho deciso mi trasferisco entro l’apposita poesia)
(che diosanto è meravigliosa)

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«Il nove luglio, una domenica,
doveva essere verso le cinque del pomeriggio,
a Ciola, proprio in cima,
alla casa di Baròus,
ma di dietro, nell’ombra,
tra la siepe, che di là cala giù dritto
nel fondo di Lasagna,
e il muro, che era tutta una verdura,
con un venticello che faceva ogni tanto
un po’ di tramestío tra le canne,
a un tavolino giocavano a tressette
e tenevano i sassi sulle carte
perché non volassero via. Continua →

30 giu 10

Il meccanismo del cambiare

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«… Viene freddo a pensare
che un insetto quasi invisibile
se gli metti la punta del lapis
davanti
cambia il tragitto,
non si comprende dove stia in quel nullo spazio
il meccanismo del cambiare e c’è.»

(Cesare Zavattini, in Ligabue, Bompiani 2004, p. 58)

29 giu 10

Dòu t’a n’i sii

More about Voci. Tre grandi poeti in musica. Con CD Audio
«Dalvólti la véita
la dventa una finèstra
sal ròbi ch’al sta dlà
cumè ti sógn:
un pan che zócla te vent,
un fiòur, una ragaza
e cla luce biènca de mònd
dòu t’a n’i sii.»

(Nino Pedretti, La finèstra, in Voci. Tre grandi poeti in musica, NdA Press 2009, p. 42)

A volte la vita | diventa una finestra | con le cose che stanno al di là | come nei sogni: | un panno che ciondola al vento | un fiore, una ragazza | e quella luce bianca del mondo | dove te non ci sei.

28 giu 10

Un indice

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I. Gli uccelli volano io invece mi avviai a piedi verso la stazione delle ferrovie

II. Era bello cantare e sentire nascere il canto dentro il proprio corpo e venire fuori nell’aria

III. La mia storia d’amore incominciava così con una lunga passeggiata che era come un lungo discorso

IV. Anche nello sviluppo dell’erotismo è una questione di fiato e di ritmo come per il canto e per la musica

V. Se dentro di noi c’è l’anima è chiaro che quest’anima dovrà prevalere come dice la Bibbia

VI. Ogni tanto devi scusarti e pregarlo di perdonarti anche se pensi di non avergli fatto un torto Continua →