Posts Tagged: roland barthes

28 mar 10

12 giugno 1978

casorati_donna_e_armatura


«12 giugno 1978

Crisi di tristezza. Piango.»

(Felice Casorati, La donna e l’armatura, 1921)
(Roland Barthes, Dove lei non è, Einaudi 2010, p. 143)

27 feb 10

10 novembre

27_02_2010

«10 novembre

Colpito dalla natura astratta dell’assenza; e tuttavia è bruciante, lacerante. Il che mi fa capire meglio l’astrazione: è assenza e dolore, dolore dell’assenza – forse dunque amore?»

(Roland Barthes, Dove lei non è, Einaudi 2010, p. 44)

Boh.

24 ago 09

L’Insopportabile

Edward Munch. Ceneri (Oslo, Galleria Nazionale)
Edward Munch. Ceneri
Olio su tela, 1894, Galleria Nazionale di Oslo

INSOPPORTABILE La coscienza di un accumulo delle sofferenze amorose trova sfogo con questa frase: «Così non si può più continuare».

Constatare l’Insopportabile: questo grido ha il suo lato positivo, giovevole: facendo presente a me stesso che bisogna trovare ad ogni costo una soluzione, io installo dentro di me il teatro marziale della Decisione, dell’Azione, della Risoluzione. L’esaltazione è come il frutto secondario della mia impazienza; me ne nutro, ci sguazzo. Essendo sempre “artista”, io faccio della forma un contenuto. Pensando a una via d’uscita dolorosa (rinunciare, andarmene, ecc.), faccio vibrare dentro di me il fantasma esaltato della soluzione; la gloria dell’abnegazione m’invade (rinunciare all’amore, ecc.) e subito dimentico ciò che invece bisognerebbe sacrificare: semplicemente la mia follia – la quale, per sua essenza, non può essere oggetto di sacrificio: quando mai si è visto un pazzo “sacrificare” a qualcheduno la sua follia? Per intanto, io vedo nell’abnegazione solo una forma nobile, teatrale, la qual cosa significa pur sempre trattenerla entro il recinto del mio Immaginario.

Quando l’esaltazione si è spenta, io sono solo più ridotto a fare della filosofia spicciola: la filosofia della sopportazione (dimensione naturale delle vere fatiche). Subisco senza adattarmi, persevero senza abituarmi: sempre sconsolato, mai scoraggiato; sono un pupazzo.

(Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso)

Eh.
No dico: eh.

Tanta roba.

(e lo dico a prescindere dal discorso amoroso)