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26 dic 09

I regali, che bella invenzione

Ah, il Natale, che meraviglia! (sospira) …Bè sì insomma, diciamo i regali, ecco, soprattutto. Sicché, da capo: ah, i regali, che meraviglia! (sospira di nuovo, ma con più gusto)

Soprattutto quelli destinati a me, specie quando sono libri, vieppiù quando sono libri che avevo desiderato in maniera appositamente rumorosa e inequivocabile tendente al supplichevole.

Babbo Natale, quest’anno, non gli si può dir niente: mi ha portato un carico di libri talmente stupendi che io veramente a vederli tutti insieme mi congratulo con me stessa, c’ho dei gusti veramente bellissimi, mi dico, complimenti.

regali_2009

E di preciso: prima di tutti lui, proprio lui lui lui, il desiatissimo e cofanettato Nebbia di Eco-Ceserani (esulta facendo la hola); poi un altro con Eco di mezzo, ché questo Natale si vede m’era presa l’Echite: Vertigine della lista, s’intitola, e anche questo è un repertorio tematico dei suoi, libidinosamente illustrato; poi un inconsueto libretto di Tahar Ben Jelloun intitolato La via di uno soltanto, che parla di una via molto stretta e dell’arte di Giacometti, Alberto, quello delle sculturine secchesecche e lunghelunghe, in prevalenza; e infine L’Italia delle meraviglie di Sgarbi, ché a me Sgarbi a parlar d’arte non ci crederete ma quasi lo sopporto e anzi delle volte lo sto a sentire anche volentieri, mi vergogno un po’ a dirlo, e questo libro tra l’altro asseconda/alimenta il mio vizio dell’erranza peninsulare a sfondo artistico in maniera che ci piace molto, a noi. Ecco.

regali_2009_bis

Poi questa congiuntura favorevole di Natale passato e compleanno futuro (gennaio) mi sta pericolosamente istigando a un acquisto che pavento ormai da anni… che ora non voglio dirlo per scaramanzia ma vi do un indizio: comincia per “i” e finisce per “phone”, ed è un oggetto luciferino davanti al quale io mi commuovo fino alle lacrime per via di questa mia perversione tormentata ed estatica verso l’hi-tech fatto bene.
Son molto combattuta, eh. Mi sono apparsi anche l’angioletto e il diavoletto d’ordinanza sulle rispettive spalle, a contendersi quel che resta della mia anima. O meglio: ho un angioletto su una spalla e una torma di diavoletti molto fighi e motivati – e tutti tra l’altro muniti del suddetto “i” e poi “phone” – , sull’altra.

E’ una lotta tra il Bene e il Male che io però mi sento molto propensa verso il Male, vi avverto subito, e questa cosa mi prefigura vagamente un trentunesimo anno da vivere all’insegna della più bieca dissolutezza. (esulta furtivamente insieme alla torma di diavoletti viziosi)

03 dic 09

Questo libro sarà mio

umbertoeco_nebbia_einaudi

«Nella nebbia si cammina piano, bisogna conoscere i tracciati per non perdersi, ma si arriva sempre e lo stesso da qualche parte. La nebbia è buona e ripaga fedelmente chi la conosce e la ama. Camminare nella nebbia è più bello che camminare nella neve calpestandola con gli scarponi, perché la nebbia non ti conforta solo dal basso ma anche dall’alto, non la insudici, non la distruggi, ti scivola affettuosa d’intorno e si ricompone dopo il tuo passaggio, ti riempie i polmoni come un buon tabacco, ha un profumo forte e sano, ti accarezza le guance e si infila tra il bavero e il mento punzecchiandoti il collo, ti fa scorgere da lontano dei fantasmi che si dissolvono quando ti avvicini, o sorgere all’improvviso di fronte delle figure forse reali, che ti scansano e scompaiono nel nulla. Nella nebbia sei al riparo del mondo esterno, a tu per tu con la tua interiorità. Nebulat ergo cogitoContinua →