Posts Tagged: parma

24 giu 10

Le banane sono pericolosissime

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No, niente: pensavo:

quei libri che uno li compra tipo dieci anni prima, stan lì intonsi tutti e dieci gli anni dan per niente fastidio come se non ci fossero – senza contare che se son degli Oscar Mondadori si logorano prematuramente anche se nessuno li tocca per una cosa proprio intrinseca agli Oscar Mondadori che fa sì che il passare del tempo li sfinisca con la forza del solo pensiero, ma ora a parte questo – , questi libri che uno li compra con larghissimo anticipo sulla propria vita, ecco, pensavo.

Allora la cosa che più mi piace di questi libri è che poi viene quasi sempre il momento che se uno non ce l’avesse, quel libro lì comprato con dieci anni di anticipo sulla propria vita, toccherebbe uscir di casa di corsa andare in libreria a comprarlo, dalla voglia che ti prorompe tutta insieme di leggere proprio quel libro lì e nessun altro: che fenomeno avvincente. Continua →

21 giu 10

Minuzzoli parmigiani

Allora ora racconto di Parma. Un gran guazzabuglio, avverto. Minuzzolame tosto stavolta (nel senso di melenso et frignoso). Tostissimo proprio. Eh.

A Parma prima cosa non ho fatto nemmeno una foto per via che gli appositi occhi, la maggior parte del tempo, ce li avevo impegnati a piangere. Uh madonna quanto abbiam pianto, a Parma (plurale maiestatis): abbiam pianto in casa fuori casa fermi in movimento sommessamente platealmente da soli e con apposito pubblico: non ci siam fatti mancare proprio nulla. L’ultimo giorno ci avevo una faccia sbattuta, ero fighissima. Modestamente.

Di Parma io stavolta mi ricorderò soprattutto alcune cose, tipo: il sapore dei manghi dell’ortofrutta Singh (i manghi che ho mangiato, io non lo so. ah sì invece lo so: cinque), l’aroma antico di un tè nero con un nome che dentro c’è un lago e il sole e la luna, il profumo di una roba tipo incenso che però proprio incenso non è e per l’appunto ora mi son anche dimenticata, cos’era di preciso, me l’han detto ma l’ho dimenticato perché mentre me lo dicevano io ero impegnatissima a fissarmi in mente quell’odore perché mi rimanesse intorno il più possibile; poi invece no, è scappato dai vestiti e dai ricordi, velocissimo: che merda oh.

Io Parma non ve lo immaginate, a un certo punto, quanto l’ho odiata che le avrei dato fuoco, le avrei, che mi sembrava di stare in una prigione e mi si suicidavano i pensieri, e le ore passate a una finestra a tener d’occhio le bici che passavano, ché le bici che passano nei borghi zitti di Parma ci son dei momenti nella vita che bisogna tenerle d’occhio, bisogna, ma è mica divertente come cosa da fare, anzi è bruttissima, pertanto non ve la consiglio. Continua →

19 giu 10

Qui

«Qui – vuol dire qui, dove il fiore del ciliegio
vuol essere più nero che laggiù.
Qui – vuol dire questa mano che ad esserlo lo aiuta.
Qui – vuol dire quella nave sulla quale
rimontai il fiume di sabbia:
stretta agli ormeggi essa giace
nel sonno che tu cospargesti.

Qui – vuol dire un uomo che conosco:
la sua tempia è bianca
come la brace che egli spense.
Mi scagliò in fronte il suo bicchiere
e venne,
trascorso un anno,
a baciare la fronte risanata.
Egli mi disse la mala e la buona parola
e nulla più disse da allora.

Qui – vuol dire questa città,
che è retta da te e dalla nube
dall’alto delle sue sere.»

(Paul Celan, Qui, in Di soglia in soglia, Einaudi 1996)

~

Da Parma: il mio ostinato, faticoso, inflessibile eppur paziente “qui”.

15 mag 10

Post non proprio positivissimo

Va’, piove. Che due maroni.

A me mi fa freddo, mi girano tantissimo i coglioni, ho sonno, sono debole, sono triste, mi sento sola, mi sento male.

I minuzzoli dell’ultima trasferta doppia roma/tivoli + reggio emilia non mi va, metterli. Che peccato, erano anche tanti e diversificati. Eh ma proprio non mi va. Neanche le foto mi va. Magari un altro giorno, oppure mai.

A giugno vado a Parma, c’è questo Parma Poesia Festival dal 15 al 19 che non so com’è, allora nel dubbio vorrei andare a controllare (qui c’è anche l’apposito sito, però ancora non c’è traccia del programma, però magari vi interessa che c’è il concerto di Bob Dylan, il 18 giugno, al Parco Ducale), però siccome non mi aspetto granché e poi Parma mi sta anche un po’ sulle balle a livello di città nonostante sia in Emilia, ecco, ho in programma di allargarmi anche un po’ nei dintorni tipo la fondazione Magnani Rocca (sito), Fontanellato, Modena un saltino ci si fa sempre già che siam lì dài, Sabbioneta magari anche, boh, ma che cazzo ne so. Continua →

27 dic 09

Andar per mostre – Tutto il Nove100 a Parma

“NOVE100. ARTE, FOTOGRAFIA, ARCHITETTURA, MODA E DESIGN”

Dove: Parma, Palazzo del Governatore, Galleria San Ludovico e Scuderie della Pilotta
Quando: dal 16 gennaio al 25 aprile 2010
Link: www.palazzodelgovernatore.itwww.cultura.comune.parma.it

nove100_parma

Più di 12 milioni di opere archiviate, il maggiore fondo sul Novecento esistente in Italia. E’ la “Collezione infinita” dello CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma), il centro di documentazione creato da Arturo Carlo Quintavalle e Gloria Bianchino, che in questi decenni si è accresciuto moltissimo grazie – ed è un fatto unico per dimensioni e qualità in Italia – alle donazioni degli artisti che scelgono questa istituzione per renderla depositaria delle testimonianze del loro ingegno.
Nel colossale archivio è possibile trovare tutto il ‘900 nelle diverse discipline di espressione umana: arte, fotografia, architettura, moda, design. Ecco alcuni nomi: Schifano, Burri, Boetti, Fabro, Ceroli, Guttuso, Fontana, Sironi nell’arte; Armani, Versace, Ferré, Krizia nella moda; Man Ray, Iodice, Ghirri, Giacomelli nella fotografia; Sottsass, Munari, Castiglioni, Mari per il design; Ponti, Nervi, Scarpa, Gardella per l’architettura.
Citare i nomi di tutti gli artisti, stilisti, fotografi, designer, architetti le cui opere compongono la collezione dello CSAC significherebbe stilare un elenco lungo moltissime pagine. Basti dire che nell’Archivio ci sono tutti o quasi i nomi che hanno fatto la storia dell’arte, della fotografia, del design e della moda del secolo appena finito e dell’oggi. In Italia, ma non solo.
Si tratta di una miniera immensa di saperi e di creatività, una raccolta in continuo divenire: è uno dei grandi tesori di Parma che per la prima volta in assoluto viene organicamente presentato al mondo, grazie alla preziosa collaborazione tra Comune di Parma e Università degli Studi di Parma.
Luca Sommi, Assessore alla Cultura del Comune, dopo il grande successo della mostra su Correggio dello scorso anno (la mostra più visitata in Italia), ha chiesto al curatore Arturo Carlo Quintavalle, a Gloria Bianchino e a tutti i membri dello CSAC di selezionare, per questa grande mostra, una serie di opere di altissimo valore, che possano essere rappresentative dell’Archivio. Continua →

23 ago 09

Nori | Siam poi gente delicata

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Io non lo so, i libri di Nori, ultimamente. Da una parte mi piaccion sempre tantissimo, dall’altra mi pare quasi che non mi dovrebbero piacere più. Non so se si capisce.

Questo l’ho letto stanotte perché mi è venuta l’insonnia. Una smania, c’avevo, che non mi riusciva dormire né stare sveglia. Poi io non essendo affatto abituata all’insonnia, quelle pochissime volte che mi viene, un’angoscia, una smania, che non vi dico.

Allora io quando sono angosciata e smaniosa i libri di Nori di solito mi fanno un buon effetto, soprattutto perché mi fanno ridere. Infatti io quando mi capita di parlare di Paolo Nori qui sul blog ci metto il tag “scrittori umoristici”, anche se lo so che è un tag messo lì a sproposito, perché per esempio in questo libro c’è un capitolo che si intitola “Il senso mio soggettivo che do io alla parola disperazione”:

«Quest’anno, tornato a casa dopo il pranzo di natale con mia mamma, io non credevo fosse così, invece passare la giornata di natale da solo senza neanche mia figlia, uno dei primi natali che ho una figlia, io piuttosto di farmi prendere dalla disperazione io per la prima volta nella mia vita ho fatto dei buchi col trapano ho fissato alla parete tubo aggancio 016 da 60 centimetri in cucina sopra il secchiaio, appendino in ottone 4 ganci made in China importato da M. Uno trading Imola (Italy), tubo reggitenda in alluminio diametro venticinque universale made in Italy by Bacchetta srl Via Cave Oltrefiume 49 28831 Baveno (VB), al quale tubo reggitenda ho poi fissato tramite appositi ganci in alluminio la speciale tenda vinile tevere centimetri 180 per 200 riciclabile spessore 120 micron.
(…)
Quando sono a far spesa mi chiama una di queste mie amiche Come stai? mi chiede, Sono un po’ disperato, le dico, e lei tace e a me vien da aggiungere Ma no, guarda che a me va bene così. Cioè son disperato, ma di quella disperazione bella che mi fa fare le cose, buchi col trapano, non so. Poi sento che tace ancora allora aggiungo A me, divertirmi, non mi è mai piaciuto.

Ah, dice lei. C’è qualcuno lì che ti ascolta?»

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