Secondo me questa cosa di leggere i libri a volte non giova.
Per esempio io a leggere i libri su Venezia onde prepararmi psicologicamente e ampliare i miei orizzonti culturali, ora che per dire ho finito l’apposito libro di tiziano scarpa, ma non solo, insomma ero partita che ardevo tutta del Sacro Fuoco dell’Arte all’idea di tornare in laguna, ‘desso invece dopo aver letto dei libri le cose che mi preme sopra ogni cosa vedere sono:
- il “cagalibri”
che sarebbe una statua di niccolò tommaseo in campo santo stefano così chiamata perché sembra che stia cagando una pila di libri, per l’appunto, e se lo cerchi su google ti dice Forse cercavi: cagliari venezia
- il ponte “delle gomme”
che è un sottoportico che a quanto dice tiziano scarpa negli anni ci hanno appiccicato una gran quantità di ciringummi sbiascicati di tutti i colori e forme e sapori creando una sorta di opera d’arte collettiva in fieri postmoderna bellissima che spero non l’abbian ripulito nel frattempo, sarebbe un vero peccato
- il ponte “di calatrava”
ma solo per vedere se a camminarci mi riesce anche a me rompermi una gamba (son quasi sicura di sì)
E sicché, converrete.
(ora però non è detto, siccome c’ho in lista anche Venezia minima di Predrag Matvejević – che è chiaramente un nome inventato – e Fondamenta degli Incurabili di Iosif Brodskij, ci sta che il Sacro Fuoco un pochino mi ritorni, eh, non dispero)