(l’altro giorno nel mio vagone c’era una classe di bambini in gita, una bambina raccontava che era stata a Milano, un bambino le ha detto Milano?? Ma è lontanissimo!!!, con il tono di uno che è veramente stupito e tantissimo ammirato per cotanta prodezza. io nel sedile dietro ridevo perché a trent’anni a me Milano mi sembra ancora, lontanissimo. mi fa un effetto avventuroso tipo fascino dell’esotico. e niente. chiusa parentesi.)
Il dramma di Milano è che sta lassù al nord, va mica bene.
Se era al sud mi tornava meglio.
Spiego: io, come potete ben rendervi conto sbirciando l’apposita cartina, le mie trasferte tendo a concentrarle nel pezzo di Italia che va da Firenze (mia terra natale e domiciliare) in su. Non è che lo faccio apposta. E’ che in quel pezzo lì per esempio c’è l’Emilia Romagna che io quella regione la amo di un amore incondizionato, mi tocca tornarci spesso proprio per un fatto di innamoramento, per dire; poi c’è Milano che non la amo per niente – cioè Milano non mi dispiace, come città, più che altro sono i milanesi che, mh, insomma – però essendo una città molto ricca essa ospita delle esposizioni d’arte senza pari in Italia che io delle volte non posso proprio farne a meno, e stando lassù al nord mi scompiglia tutti i piani di incrementare le mie scorribande verso sud. Continua →