
Keith Jarrett al pianoforte, Charlie Haden al contrabbasso.
Assaggi sul sito della ECM, scaricaggio su iTunes.
Ci sciolgo dentro quelle due o tre attese bastarde, di notte.

Keith Jarrett al pianoforte, Charlie Haden al contrabbasso.
Assaggi sul sito della ECM, scaricaggio su iTunes.
Ci sciolgo dentro quelle due o tre attese bastarde, di notte.
che schifo
che schifo
che schifo
tutto.
(…)
Out in the garden where we planted the seeds
There is a tree as old as me
Branches were sewn by the color of green
Ground had arose and passed its knees
By the cracks of the skin I climbed to the top
I climbed the tree to see the world
When the gusts came around to blow me down
I held on as tightly as you held onto me
I held on as tightly as you held onto me
…
Jethro Tull, Bourée (Stand Up, 1969)
based on Bach’s Suite in E Minor for Lute (BWV 996)
Eh. Beh.
…
Giovanni Sollima, When We Were Trees part VI: The Family Tree (Vivaldi)
Giovanni Sollima, Monika Leskovar, Netherlands Youth String Orchestra. Played at the Amsterdamse Cello Biënnale festival on 18th October 2008
Da non poterne più.
John Fahey, Fare Forward Voyagers, 1973
Non buon viaggio
ma avanti, viaggiatori.
(T.S. Eliot, Four Quartets)
Per un motivo tutto mio intimo personale che non ve lo vengo certo a dire a voi, mieicari.
Anyway: please, enjoy.
(oh ma quanto farà strafigo cianciare in ingrese, eh? eh.)
NB: ascoltare l’intero pezzo per un totale di 23′37” guardando fissamente gli appositi effettini grafici può causare effetti collaterali tipo che ti ipnotizzi e poi alla fine magari anche muori.
Mi piaci quando taci perché sei come assente, e mi ascolti da lontano, e la mia voce non ti tocca, amava recitarmi un certo G., che aveva un gatto di nome Nilde e un poster di Gramsci sopra il letto, raccoglieva bacche di rosa canina per farci il tè, mi chiamava piccolo panda e quando facevamo l’amore gli sfuggivan sempre solennissime esclamazioni di gratitudine a sfondo mistico tipo Santa Maria Immacolata Benedettissima degli Angeli in Paradiso!!!, o roba simile, che dette da un comunistaccio come lui erano una roba da morir dal ridere (ma anche dette da altri, presumo).
Ma G. c’entra niente, in verità; mi è tornato in mente solo per via di quel verso di Neruda. Anche Neruda però c’entra niente; mi è tornato in mente solo perché riflettevo sulla mia assenza di questi giorni.
Sono assorta. Da ciò l’assenza.
Il che mi infastidisce non poco. Continua →
(Written by J. Shelton / Performed by Jeff Buckley)
I lost myself on a cool damp night
I gave myself in that misty light
was hypnotized by a strange delight
under a lilac tree
I made wine from the lilac tree
put my heart in its recipe
It makes me see what I want to see
and be what I want to be Continua →
Ma che cosa c’è in fondo a quest’oggi
di mezza festa e di quasi male
di coppie che passano sfilacciate
come garze stese contro il secco cielo autunnale
di gente che si frantuma in un fiato
senza soffrire senza capire
e i tuoi pensieri sono solo uno iato
fra addormentarsi e morire. Continua →
Che poi io ogni tanto mi capita di pensare che se credessi in dio delle volte mi verrebbe da dirgli, a dio, Caro Dio, già che mi se n’è presentata l’occasione ti volevo ringraziare che hai fatto tutte queste piacevoli cose tipo alberi animali fiumiciattoli stelle nuvole e sofficini doppio ripieno, ma soprattutto, caro dio, volevo dirti che menomale che hai inventato anche Mark Knopfler e gli hai messo una chitarra in braccio e una voce sconvolgente in gola e gli hai detto ‘Desso suona e canta, Mark, e lui, oh, ha suonato e cantato.
Ora per l’appunto non credendo in dio io mi trovo un po’ in una situazione che non so chi ringraziare per questa cosa del Mark Knopfler che io non lo so, una voce così, cosa si può dire di una voce così che ti vien da ringraziare che ci sia, al mondo, e pensi che se non c’era si stava peggio di sicuro. Io almeno stavo peggio, senza meno.
Allora niente. Menomale che c’è.
Loop della nottata: The Trawlerman’s song – Romeo and Juliet – Brothers In Arms – Money for nothing – What it is – Boom, like that – Tunnel of love – The Ragpicker’s dream (nonostante ce ne sia una tra queste che mi strappa il cuore me lo spreme per 6:05 minuti come fosse uno di quegli aggeggini antistress poi gli dà anche una pesticciatina di comporto e infine me lo rificca dentro tutto ammaccato derelitto sconsolato – ma insomma, l’importante è che lo rinfili).
(e se non le conoscete, conoscetele – come dicono i ggiovani)
Bon, torno alla mia insonnia incipiente.