Posts Tagged: luigi malerba

26 lug 10

Il pensiero più disperato

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«Veramente non era stata una mia idea quella di andare in giro con l’automobile, Miriam aveva detto andiamo in giro per la città, approfittiamo di questo sole, di questa bella giornata prima che finisca. Tanto tutto finisce sempre, mi ero detto, e questo era il pensiero più disperato che io avessi mai avuto. Però avevo detto va bene, andiamo.»

(Luigi Malerba, Il serpente, cit., p. 107)

24 lug 10

A piedi o a cavallo?

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«Io ho sempre sognato di notte da quando mi ricordo. Anche mia madre sognava. Quando si alzava dal letto le facevano male le gambe e le ginocchia per le corse che aveva fatto in sogno. A tavola raccontava a mio padre le lunghe storie della notte. Nei suoi sogni c’era quasi sempre un uomo a cavallo che entrava in scena a un certo punto della rappresentazione. Mio padre odiava questo Cavaliere perché sospettava che fra lui e mia madre ci fosse qualcosa. Così mia madre, raccontando i suoi sogni, incominciò a lasciarlo fuori. Allora rimanevano le praterie, le piste polverose, i sentieri nel bosco, il fiume con il suo grande letto sassoso, e i banditi che la inseguivano (a piedi o a cavallo? domandava mio padre), rimaneva lo scenario pronto per l’entrata dell’uomo a cavallo che doveva salvare mia madre, ma l’uomo a cavallo non entrava. [...] Qualche volta mio padre, che non era stupido, metteva giù la forchetta e usciva di casa.»

(Luigi Malerba, Il serpente, Mondadori 1989, pp. 117-118)

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(comunque io boh, è che mi viene da piangere per tutto, ma tutto, per esempio questo passo qui, a leggerlo, mi sembra bello e tenero, talmente tenero, mi viene da piangere, come si fa)

17 lug 10

Francobolli

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«In quel periodo incominciavo a avere vergogna dei francobolli e quindi anche di me stesso. Certi giorni rimanevo dietro il mio banco e non osavo voltare l’occhio verso la strada. Trattavo male i clienti. Li prendevo in giro. Lei fa la collezione, fa il collezionista? domandavo, e quello rispondeva di sì. Bravo, dicevo io. Complimenti.»

(Luigi Malerba, Il serpente, Mondadori 1989)

28 giu 10

Un indice

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I. Gli uccelli volano io invece mi avviai a piedi verso la stazione delle ferrovie

II. Era bello cantare e sentire nascere il canto dentro il proprio corpo e venire fuori nell’aria

III. La mia storia d’amore incominciava così con una lunga passeggiata che era come un lungo discorso

IV. Anche nello sviluppo dell’erotismo è una questione di fiato e di ritmo come per il canto e per la musica

V. Se dentro di noi c’è l’anima è chiaro che quest’anima dovrà prevalere come dice la Bibbia

VI. Ogni tanto devi scusarti e pregarlo di perdonarti anche se pensi di non avergli fatto un torto Continua →

25 giu 10

(io peggio ancora, che di caffè uno mi basta)

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«Mi è sempre stato difficile trovare qualcuno con cui parlare. Che cosa si dicono gli uomini? Certi giorni vado per la strada e vedo gente al caffè che parla, gente per la strada che parla muovendo le mani e le parole dell’uno si accavallano a quelle dell’altro, e poi in macchina, un uomo al volante parla con quello che gli sta vicino, anche in bicicletta, voglio dire da una bicicletta all’altra gli uomini riescono a parlare. Ma che cosa si dicono? Che cosa hanno da dirsi? Certe notti di insonnia sento dalla finestra delle voci. Mi affaccio e vedo due o tre uomini che fanno qualche passo e poi si fermano, e parlano, poi fanno qualche passo ancora e riparlano. Ma dove si trovano gli uomini per parlarci insieme? Ho provato a andare al caffè, ma ho parlato soltanto con il cameriere, mi dia un caffè e poi mi dia un altro caffè.»

(Luigi Malerba – che è nato a Berceto (provincia di Parma!) – , Il serpente, Mondadori 1989, p. 39)

24 giu 10

Le banane sono pericolosissime

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No, niente: pensavo:

quei libri che uno li compra tipo dieci anni prima, stan lì intonsi tutti e dieci gli anni dan per niente fastidio come se non ci fossero – senza contare che se son degli Oscar Mondadori si logorano prematuramente anche se nessuno li tocca per una cosa proprio intrinseca agli Oscar Mondadori che fa sì che il passare del tempo li sfinisca con la forza del solo pensiero, ma ora a parte questo – , questi libri che uno li compra con larghissimo anticipo sulla propria vita, ecco, pensavo.

Allora la cosa che più mi piace di questi libri è che poi viene quasi sempre il momento che se uno non ce l’avesse, quel libro lì comprato con dieci anni di anticipo sulla propria vita, toccherebbe uscir di casa di corsa andare in libreria a comprarlo, dalla voglia che ti prorompe tutta insieme di leggere proprio quel libro lì e nessun altro: che fenomeno avvincente. Continua →