Posts Tagged: letteratura inglese

03 ago 09

Jerome | Pensieri oziosi di un ozioso

Proprio appena due parole per dovere di cronaca su questa raccoltina di pensieri di Jerome K. Jerome sui temi più diversi – tipo l’amore, il tempo, la pigrizia, la vanità… – apparsi a suo tempo in una rivista che però ora mi sfugge quale.

Non è che mi sia piaciuto granché, ci son rimasta anche un po’ male.
Cioè, voglio dire, è pur sempre Jerome, si fa leggere, alcuni pensieri che valgono la pena ci sono, che c’entra. Però insomma.

Allora io vi consiglio, se non avete mai letto niente di Jerome e vi viene la voglia, di provare i Tre uomini in barca che ne ho già parlato qui e ribadisco che secondo me è un capolavoro della letteratura umoristica d’ogni tempo.

Se invece avete già letto i Tre uomini in barca e vi è piaciuto tantissimo e vi viene la voglia di mettervi a cercare questo librino anche se non è più in commercio perché pensate che abbia un titolo troppo bello per non essere letto, tipo come è successo a me, ecco, in questo caso io vi consiglio di valutare l’opportunità di farne a meno, ché secondo me si può vivere bene anche senza.

Io dico sempre Che peccato che un sacco di bellissimi libri escano di circolazione e uno solo perché non li trova più in libreria magari si priva di letture che invece sarebbero meritevolissime.
Ma nel caso di questo libretto, io credo, può andar bene anche così.

Autore: Jerome K. Jerome | Titolo: Pensieri oziosi di un ozioso | poi basta, non scrivo altro perché è un libro che non si trova più in commercio e allora se lo volete leggere bisogna che lo prendiate in biblioteca oppure che ve lo cerchiate in una libreria antiquaria come ho fatto io che l’ho pagato 9 euro un’edizioncina bellina verde con le scritte d’oro sulla costola, del 1953, mi pare

27 lug 09

Jerome | Tre uomini in barca

More about Tre uomini in barca (per non parlar del cane)

Se non la ritenessi un’espressione invereconda, direi che questo libro è de-li-zio-so. Una psicopatologia della vita quotidiana, in salsa british.
Anzi, neanche. Perché più che humor britannico, qui c’è lo humor jeromiano, che secondo me sta diversi gradini sopra e fa parte a sé.

Un libro così bisogna leggerselo, non va mica tanto bene raccontarlo. Comunque: ci son tre uomini – per non parlare del cane! – che decidono di fare un giro in barca sul Tamigi. Poi più che altro si va avanti a forza di storie e digressioni sugli accidenti che succedono o son successi a questi tre uomini, narrati con una serietà da tregenda che ti fa compostamente sbellicare.
Della serie che Jerome, secondo me, ti fa ridere anche parlando di una cosa banale come lo spazzolino da denti che la mattina della partenza ti accorgi di averlo accidentalmente già infilato in valigia e butti all’aria tutto per ritrovarlo; o il bollitore che non bolle, se stai lì a guardarlo, e allora devi far finta che non ti interessa, se bolle o no, che faccia pure come gli pare. Continua →