«gli uomini e le donne alla fine si mollano.
gli uomini e le donne
volutamente abbandonano le
persone che amano nei manicomi
sotto sedativi o
elettroshock
fino a che non muoiono.
i gatti ammazzano i gatti alle
3 del mattino
sbranando via le zampe
anteriori e squarciando la
gola
lasciando pellicce irrigidite
e forme immobili
per un qualsiasi raccoglitore di
immondizia e vita
che se n’è andata.
tanti vorrebbero essere buoni
e comprensivi
tanti vorrebbero comportarsi da colti
e consapevoli
tanti usano la parola
amore
come se parlassero sul
serio.
e troppi ci credono
quando la
sentono.
le nostre possibilità sono annullate
proprio dal desiderio di
essere buoni.
c’è bisogno delle tasse
per poter sfamare e
vestire e divertire
tutti quelli
nei manicomi
e altrove
che hanno creduto nell’amore
quando in realtà non
c’era quasi
niente.»
(Charles Bukowski, The cosmic joke, in Quando mi hai lasciato mi hai lasciato tre mutande,
minimum fax 2004, pp. 75-77)
(e che gli vuoi dire, a uno così: che delle volte serve, è l’unico possibile. anche se preferiresti di no. o forse invece ti va benissimo così, grazie: questa poesia è meravigliosa, e vaffanculo)
