Per curiosità: Ja.M. Sen’kin, è uno pseudonimo. Pare che dietro ci si nasconda “uno storico di grande fama in Russia“, ma chissà. E comunque, poco ce ne cale.
Questo libro me l’aspettavo parecchio strampalato, e infatti.
C’è il narratore che, viaggiando nel bel mezzo del cuore antico della Russia, laddove “regna un silenzio secolare“, per ingannare il tempo e scongiurare appisolamenti di eventuali compagni di viaggio, racconta storie. Ma tante, eh. Un profluvio di storie “sorprendenti, misteriose, terribili e divertenti“, tante quanti sono i paesini che incrocia in questo suo procedere che non importa domandarsi se sia reale o immaginato attraverso il nulla.
E’ un viaggio nel tempo, nella fantasia, nelle credenze (e i comodini, certo) di un popolo, tramite questi raccontini-lampo surreali e annaffiati di vodka, dove c’è posto per draghi alati e angeli, disgrazie e favole.
Se vi faccio vedere una delle illustrazioni che ci son dentro il libro (che però non le ha disegnate l’autore), forse capite meglio lo spirito (ma può darsi anche no, eh): Continua →
