14 feb 10 Se hai qualcosa da dire, non far complimenti
«Si tratta di un sorriso – crociani e strutturalisti abbiano pietà di me – dove confluiscono tutti i temi della sua opera di scrittore: contiene, in superficie, confusione, impaccio, una sorta di sbigottito deglutimento da recluta, che coprono appena una tremula richiesta di perdono, un’ammissione d’inettitudine a vivere, di completa vulnerabilità, e un fondo di sconfinata, disastrosa tenerezza verso le minime cose del creato, di comprensione per ogni concepibile debolezza, follia, bassezza e contraddizione umana. E’ un sorriso mite, soave, sincero, disarmante, e il suo effetto su chi lo vede per la prima volta è infallibile: ecco finalmente, si pensa, un Uomo Buono.»
(Carlo Fruttero descrive il sorriso di Franco Lucentini nel racconto-prefazione a Notizie degli scavi, Mondadori, 1973. Citato nella postfazione di Domenico Scarpa all’edizione Mondadori del 2001)
09 feb 10 Se hai qualcosa da dire, non far complimenti

«Quelli però stavano tutti quanti a parlare che nemmeno mi sentivano. Quell’altra seguitava a smaniare. Stavo a sedere su questo letto e guardavo per terra. Mi guardavo le scarpe scucite. Pure i calzini, che era poco che me l’ero comprati, erano già tutti rotti pure quelli, con tutto che gliel’avevo detto, a quello dove li avevo comprati, che magari volevo spendere qualche cosa di più ma li volevo di qualità buona. Hai visto che qualità buona, che m’avevano dato. No, qui allora si vedeva proprio che era inutile che uno cercava sempre di fare le cose bene. Perché tanto, dopo era uguale. Mannaggia, no. Mannaggia.»
(…)
«Sul sedici, c’erano pure diversi altri che si vedeva che andavano pure loro a San Giovanni, essendo che parecchi portavano i frutti per i parenti.
“Ah, ma che,” gli chiesi a una col figlio che portavano una busta con l’uva e un’altra con le noci, e pure un pacchetto tutto incartato bene che diceva premiata pasticceria Alpino, “si possono portare pure i generi di pasticceria?”
“No,” dissi, “perché io, anzi, mi credevo che magari si poteva portare solo l’uva! Perché credevo che le monache,” dissi, “facevano osservazione.”
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