In questo periodo mi tengo alla larga dai libri con tante pagine perché mi fa fatica anche solo l’idea. Sicché quando mi è arrivato in regalo questo libro di Saramago che pur desideravo, con tutte le sue quattrocento pagine fitte fitte, ho pensato Eeeeh chissà quando lo leggo questo qui.
Per curiosità ho letto le prime pagine, dove c’è una descrizione di un’incisione di Dürer, e precisamente una Crocifissione. Oh, è andata a finire che me lo son letto tutto.
E’ stato il mio primo Saramago, non ho ancora letto neanche Cecità che ce l’ho lì da anni ma niente, figurarsi, l’han letto tutti meno che io, questo invece è venuta subito la sua ora, credo soprattutto grazie allo stile, che è… evocativo, ecco sì, direi proprio evocativo, lo stile di Saramago. Insomma non è malaccio, secondo me.
(comunque Saramago bisogna anche dire che ci deve aver avuto delle brutte esperienze con la punteggiatura, che tipo è rimasto scioccato, non la usa più. Cioè, le virgole sì, è tutta una virgola. Punti, pochissimi. Virgolette e punti interrogativi, neanche mezzo – che invece nei dialoghi ci avrebbero il loro perché – . Però poi uno ci s’abitua, può anche piacere questo stile a-punteggiato, alla fine.) Continua →
