Posts Tagged: cose che capitano

22 ago 09

Per un semplice motivo

Caritutti, volevo avvertirvi che bisognerà interrompere il conto dei giorni che ho smesso di fumare; per un semplice motivo: ho ricominciato a fumare.

Eh.

In realtà è già qualche giorno che ho ricominciato, solo che ho aspettato un pochino a renderlo noto in quanto volevo rismettere subito, poi però ho pensato che invece era proprio il caso di avvertirvi; per un semplice motivo: non ho mica rismesso subito.

Perché poi, non che mi voglia giustificare, ma a pensarci bene, non si può smettere di fumare con una crisi del trentesimo anno in pieno svolgimento; per un semplice motivo: fumare quando si è in crisi fa veramente molto figo. Uno c’ha quell’aria sbattuta da poeta maudit, con la barba di tre giorni (ho smesso apposta di farmela), e insomma, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi che siamo nati a Genova, per intenderci.

Fiore
Impapocchiamento digitale (a cura della sottoscritta) che ben rappresenta il mood decadente della giornata, io credo.

E niente. Il pleure dans mon cœur comme il pleut sur la ville, direbbe quel maledetto del Paul*.

Solo che magari almeno piovesse, sur la ville. Macché, neanche quello. Fa un caldo che veramente.

Ce deuil est sans raison. Oh yeah.


* Quel maledetto del Paul è Paul Verlaine, per chi non frequentasse l’ambiente. Che poi a me non mi piace neanche, come poeta. Ma insomma.

17 ago 09

Io, bisogna che ricominci a scappare

Oggi, pensavo.
Pensavo ai progetti per il mio autunno a girelloni, come si dice qui a Firenze.
Pensavo che mi va anche di tornare a Venezia. A novembre, o dicembre.

Pensavo che sarebbe la mia terza Venezia, ma la prima in solitaria.
La qual cosa da una parte un po’ mi preoccupa, e dall’altra pure.
Mica per niente, eh: è solo che tra una cosa e l’altra, pensavo, son tre anni che mi sposto in simbiosi con un’altra persona, e riabituarsi all’autarchia di qualche anno fa non è mica una roba che ci metti un attimo, capirete.

Pensavo ai ricordi della mia passata transumanza da single di ritorno.
Bei ricordi. Intensi.
Pensavo che però ero un’altra persona. Ero proprio un’altra persona.

Mentre scrivevo questo post, all’altezza dell’ultimo “pensavo”, mi è venuta voglia di ricercare su Google il mio vecchio MySpace, quello che avevo nel 2005 e che ha raccolto tutti i pensieri di quel periodo lì.
Di quando ero nel pieno del mio vagabondare ingenuo e ribelle, da poco uscita dalla fase più nera della depressione, con in mente ancora fresca l’ultima, unica vera perdita, e non ancora rientrata nei binari di una nuova “relazione”. Di quando me ne fregavo davvero, mica come adesso, che sono solo parole. Di quando ero libera come non lo sono mai stata.

io_2005
Io, da ragazzina (cioè intorno al 2005). A ritrovare queste foto sul MySpace m’è preso d’un male, ma d’un male. Vent’anni sembrano passati, altro che quattro. Venti. Io le guardo, guardo i pensieri che c’erano dietro quella faccia, e penso E te, chi saresti? Ed è la prima, traumaticissima volta che mi capita nella vita, una cosa così. Sarà la crisi del trentesimo anno, che volete che vi dica.

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13 ago 09

Di lanterne Raid (eh, ancora) e di referer scostumati

[ Piove. Diluvia. Deo gratias.
Ora di sicuro mi andrà via la luce, sicché, prima che mi vada via, vi dico. ]

Volevo solamente dire che a me non mi sembra una cosa che fa onore a questo loco, questa qui che da quando ho parlato delle lanterne Raid il 70% della gente che arriva su questo blog da Google è perché cercava la lanterna Raid, per l’appunto.
E di preciso cercano (in ordine decrescente): lanterna raid, lanterna zanzare, prezzo ricarica lanterna raid, raid lanterna. Ecco.

Non è per niente una bella cosa di cui vantarsi con gli amici, converrete.

Ora mentre stavo controllando le statistiche per copiare i referer o come si chiamano quelle cose lì, ho visto un’altra ricerca che ha attirato la mia attenzione in quanto simpaticamente scostumata: Melo sushi.
Ben sette persone oggi son arrivate qui cercando su Google: Melo sushi.
Questa cosa mi ha fatto molto ridere.
Ma non gli fa per niente onore neanche questo, a questo blog. Ri-converrete.

Poi: sapete che mi son comprata una borsina di quelle di stoffa, con su scritto Make Tea Not War (’Fate il tè, non la guerra‘)? Continua →

09 ago 09

Piccolezze

Questo fine settimana, ho anche pianto.

Mi sono crogiolata in giardino sulla panchina di pietra con le mie foglie di tè, la mattina presto, col sole ancora radente;
ho avuto paura, e ce n’ho ancora, eccome se ce n’ho;
ho pasticciato con le fragole in cucina per inventarmi un po’ di buono su cui esercitarmi a non fare affidamento;
ho pensato molto poco, e guardato di più;
già che c’ero ho anche smesso di fumare, che son tre giorni.

Un sacco di piccolezze, intorno, che se volevo ci sparivo dentro come Memole o la signora Minù.

Gufetto
Il gufetto

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05 ago 09

Di birra alle castagne e di lanterne Raid (o Dell’autogratificarsi)

Io, in questi ultimi giorni, non c’è da stare allegri, a pensarci.

Per prima cosa ho scoperto di essere metereopatica in una maniera che mi vergogno profondamente di me stessa. Roba che non mi son goduta neanche le sporadiche precipitazioni con annesso calo delle massime di questi giorni, a causa del cambiamento repentino di pressione atmosferica che ha attentato alla mia salute – che poi, “salute”, nel mio caso, è un parolone – in un modo che veramente, non va mica bene.
Per seconda cosa, un sacco di altre cose.

Allora uno, quando c’ha questi giorni un po’ così, che non si spiega la sua permanenza su questa terra, diciamo, cosa fa? Si autogratifica facendo acquisti.

Sicché ieri sono andata alla Coop, ad autogratificarmi.

Ho comprato la lanterna Raid contro le zanzare tigre che la pubblicità dice che fa come una barriera invisibile di venti metri quadri. Stasera dopo cena l’ho provata in giardino, funziona. Se sei nella traiettoria del vento ti intossichi tantissimo col copioso fumo di piastrina che vien fuori dalla lanterna, ma in compenso non ti buca nessuna zanzara, è bellissimo. Continua →