Tornata, son tornata. Solo che ora sono molto impegnata a comprare i regali impacchettarli e grufolarmi beata nell’atmosfera natalizia, sicché i minuzzoli romani li rimandiamo a dopo le feste, se non vi spiace.
L’unica anticipazione che mi par degna d’esser data è che nel viaggio di andata son rimasta chiusa dentro il bagno del treno, quei bagnetti agghiaccianti che misureranno 50cmx50cm, mi son ritrovata la serratura in mano e in testa la certezza che se qualcuno non mi apriva da fuori io sarei rimasta lì per l’eternità perché ero sprovvista di Marito che insospettendosi dopo massimo cinque minuti mi sarebbe venuto a salvare. Sicché venti minuti buoni a percuotere le pareti urlando Non si apre! Fatemi uscire! Aiuto! e nessuno mi sentiva e a pensare Ecco ora muoio, mi vien su un attacco di claustrofobia e muoio, ecco lo sapevo io che mi toccava morire, ecco, ecco, che brutto scherzo del destino, morir così per colpa di una pipì, lo sapevo io.
Poi niente, la signorina a cui avevo lasciato in custodia i bagagli si è insospettita al posto del Marito inesistente e alla fine mi ha salvata lei, santa donna, dio te ne renda merito.
Poi a raccontarlo in giro han riso tutti moltissimo.
L’ex Marito per esempio ha detto che son troppo piccola per viaggiare da sola senza l’apposito Marito. Ma che ci posso fare io, se son piccina e senza più un Marito. Eh.
Io comunque la lezione fondamentale che ho imparato è che non farò mai più pipì in treno e non mi chiuderò mai più in nessun posto nella mia intera vita, a prescindere dalla pipì.
Buon Natale a tutti quanti! :)




