09 mag 10 Toh, guarda: un commento

«Nel 1960 è andato ad abitare in città, a Modena. Quelli a Modena sono stati gli anni più difficili… Verso il 1968 lavorava per una società immobiliare, in uno di quei palazzoni di vetro che gli facevano orrore. Mentre era al lavoro spesso si chiudeva nel gabinetto a leggere: “Ghirri, venga fuori, lo sappiamo che sta leggendo!”.»
(Gianni Celati, postfazione a Luigi Ghirri. Lezioni di fotografia, Quodlibet 2010)
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(poi volevo solo dire che la presentazione di questo libro qui, ieri, col Celati e il Cavazzoni presenti e rimembranti e le foto del Luigi che intanto andavan dietro sullo schermo del cinema – si era al cinema – , è stata una cosa bellissima e triste e divertente e emozionante e altre cose di sicuro, tutte insieme, che uno a non esserci stato si deve solo vergognare e basta.)
09 mag 10 Ci sono ben 2 commenti
«Un fastidio familiare camuffa di noia la scoperta del volo» (scritto sotto una foto di Pierluigi Fresia)
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07 mag 10 Se hai qualcosa da dire, non far complimenti
«Caro diario,
ieri sera è stata una ser
Ooops. Scusa, mi ero addormentato e adesso vicino alla scritta “caro diario” c’è tipo una macchia di bavetta.
Ricomincio da capo, che sono un po’ stracco. Il perché te lo racconto adesso, sperando di non riadd
Ooooops. Altra bavetta. Scusa, diario.
Ieri sera, che era sabato sera, niente disco. Ma anzi, si è deciso, con io, il Quaddu, il Bertoz e il Mei, di espatriare a Parma!! Che c’erano le giostre di San Giuseppe, che sono più fighe di quelle di Noceto della fiera, che pure sono ben fighe, eh!
Allora, cosa ti pensiamo, per risparmiare sulla miscela? Andiamo col Dieci, che poi sarebbe l’autobus preposto al percorso Noceto- Parma. Continua →
07 mag 10 Toh, guarda: un commento
Autoritratto del lunedì n. 7 da Tivoli, con pescetti appiccicosi e tubo per la cartaigienica sullo sfondo e il solito Poldo su mezza faccia.
E allora niente, son tornata, ora domani però rivado via, sicché per i consueti minuzzoli ci si sente quando torno anche da Reggio Emilia, eh.
Vi anticipo i punti salienti dei giorni appena trascorsi: ha piosso continuativamente, una scolaresca ha tentato di uccidermi a Villa Gregoriana, mi sono persa dentro Termini cercando il deposito bagagli e per la prima volta ho fatto pipì in uno di quei bagni automatici a tempo che ti sigillano dentro senza via di scampo e sono strumenti di morte e soprattutto senza che ci fosse qualcuno fuori che poteva eventualmente salvarmi. Trasferta avventurosissima.
PS: che gran faccia di culo mi viene negli autoritratti. era tempo di prenderne atto. il bello è che ce l’ho davvero anche dal vero, sappiatelo, però molto peggio perché nella realtà non sono presenti gli appositi effetti fotografici atti ad abbellirmi sconsideratamente (sic).
02 mag 10 Ci sono ben 6 commenti
E alzatosi dalla preghiera,
raggiungendo i discepoli, li
trovò addormentati per lo
sconforto.
Luca 22, 45(*)
Mah. Qualcuno venga qui mi abbatta, per cortesia. Son mica guarita in tempo come invece mi auspicavo fortemente. Nonostante Mr. Rino. Allora domani parto che invece di andar per mostre e ville romane io sarebbe meglio un saltino in sanatorio, altroché. Ho una tosse impressionante che stanotte mia mamma si è affacciata mi ha detto Ah credevo che col vento si stava disfacendo il tetto, menomale che invece sei te: … vuoi un lattino caldo?; e in generale mi viene da piangere dallo sconforto ma devo astenermi altrimenti produco altro muco e poi esplodo. E non ho neanche l’apposito Marito che di notte viene a controllare se respiro ancora (avevo un Marito che la notte da malata riversa sul divano in posizione da morta veniva spessamente a controllare se respiravo ancora, e certe volte mi manca ma che vuoi farci è la vita, eh, lo so lo so, grazietante). Continua →
01 mag 10 Ci sono ben 2 commenti

«Se mi vuoi vienimi a cercarmi, dissi e me ne andai. E lei non venne.»
(Salvio Formisano, Nella mia vita ci piove dentro, Avagliano Editore, 2009, p. 7)
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(certe cose son di uno sconveniente, dirle, che uno se è furbo mica le dice. io infatti a cinque o sei diversi, mi pare che le ho dette, nella vita. mai venuto nessuno. per dire.)
29 apr 10 Se hai qualcosa da dire, non far complimenti

«E a Nestore lì gli è incominciata a non star dritta le testa; e ha ripetuto le frasi che diceva alla sua lavatrice, delle frasi dolcissime, per quello che si capiva, e di tenero amore; ma con la voce fluttuante e lo sguardo come un po’ rilasciato. E anch’io avevo il sonno che mi ronzava negli occhi.
Poi muoveva solo la bocca per forza d’inerzia, e si doveva essere perso in un dormiveglia sereno e improvviso, un dormiveglia da pomeriggio.»
(Ermanno Cavazzoni, Il poema dei lunatici, Guanda 2008, p. 56)
28 apr 10 Ci sono ben 9 commenti
Mr. Rino aerosol a pistone.
Terapia veloce efficace e divertente con ampolla SideStream®
Ho l’aerosol più bello del mondo. Roba che stamattina svegliarmi con la laringotracheite son stata quasi quasi contenta. Grazie che esisti, Mr. Rino!
27 apr 10 Ci sono ben 2 commenti

«Da dove stavo là in alto, si poteva benissimo gridargli addosso tutto quel che volevi. Ci ho provato. Mi facevano tutti schifo. Non avevo il fegato di dirglielo durante il giorno, quando mi ci trovavo di fronte, ma da dove stavo non rischiavo niente, gli ho gridato “Aiuto! Aiuto!” solo per vedere se quello gli farebbe qualcosa. Proprio niente gli faceva. Spingevano la vita giorno e notte davanti a sé gli uomini. Gli nasconde tutto la vita agli uomini. Nel rumore che fanno loro stessi non sentono niente. Se ne fottono. Ve lo dico io. Ho provato. Val mica la pena.»
(L.-F. Céline, Viaggio al termine della notte, in una pagina che ora mi fa fatica)
26 apr 10 Ci sono ben 7 commenti
Autoritratto del lunedì n. 6: a pezzi, ma con sylvia plath
(della serie non-è-che-stia-proprio-benissimissimo)
«(…) Sono abitata da un grido.
Di notte esce svolazzando
in cerca, con i suoi uncini, di qualcosa da amare.
Mi terrorizza questa cosa scura
che dorme in me;
tutto il giorno ne sento il tacito rivoltarsi piumato,
la malignità. Continua →