21 giu 10 Ci sono ben 6 commenti
Allora ora racconto di Parma. Un gran guazzabuglio, avverto. Minuzzolame tosto stavolta (nel senso di melenso et frignoso). Tostissimo proprio. Eh.
A Parma prima cosa non ho fatto nemmeno una foto per via che gli appositi occhi, la maggior parte del tempo, ce li avevo impegnati a piangere. Uh madonna quanto abbiam pianto, a Parma (plurale maiestatis): abbiam pianto in casa fuori casa fermi in movimento sommessamente platealmente da soli e con apposito pubblico: non ci siam fatti mancare proprio nulla. L’ultimo giorno ci avevo una faccia sbattuta, ero fighissima. Modestamente.
Di Parma io stavolta mi ricorderò soprattutto alcune cose, tipo: il sapore dei manghi dell’ortofrutta Singh (i manghi che ho mangiato, io non lo so. ah sì invece lo so: cinque), l’aroma antico di un tè nero con un nome che dentro c’è un lago e il sole e la luna, il profumo di una roba tipo incenso che però proprio incenso non è e per l’appunto ora mi son anche dimenticata, cos’era di preciso, me l’han detto ma l’ho dimenticato perché mentre me lo dicevano io ero impegnatissima a fissarmi in mente quell’odore perché mi rimanesse intorno il più possibile; poi invece no, è scappato dai vestiti e dai ricordi, velocissimo: che merda oh.
Io Parma non ve lo immaginate, a un certo punto, quanto l’ho odiata che le avrei dato fuoco, le avrei, che mi sembrava di stare in una prigione e mi si suicidavano i pensieri, e le ore passate a una finestra a tener d’occhio le bici che passavano, ché le bici che passano nei borghi zitti di Parma ci son dei momenti nella vita che bisogna tenerle d’occhio, bisogna, ma è mica divertente come cosa da fare, anzi è bruttissima, pertanto non ve la consiglio. Continua →
17 mag 10 Ci sono ben 9 commenti
C’era questa foto di Alessandra Spranzi – mi pare – che ritraeva degli anellini di pongo di tutti i colori, mi piaceva tantissimo.
A Reggio Emilia quest’anno il tema del festival Fotografia Europea era l’incanto, e io mi sono incantata un continuo, coerentissima, e così davanti a tutti. Mi incantavo talmente che c’è uno che per strada mi ha fermata mi ha detto Sei bellissima. E non aveva neanche molto bevuto.
Vetrina di giocattolaio a Tivoli con abbondanza di Barbapapà (quello più grande nero è Barbabarba, l’artista della famiglia, ed è l’unico che ha i peli)
A Tivoli nessuno mi ha detto che ero bellissima nonostante abbia anche lì subìto diversi incantamenti per esempio quando ho visto una vetrina di giocattolaio che ci aveva tutti i peluche Trudi che io potevo desiderare e anche i peluche dei Barbapapà e le tazze, e io infatti ho comprato una tazza che rappresenta il Barbapapà – il babbo, quello rosa – che tramite apposito barbatrucco si è trasformato in tazza; quello è stato in effetti un momento molto incantevole che dovevo essere altrettanto bellissima, solo che non se n’è accorto nessuno. Continua →
15 mag 10 Ci sono ben 2 commenti
Va’, piove. Che due maroni.
A me mi fa freddo, mi girano tantissimo i coglioni, ho sonno, sono debole, sono triste, mi sento sola, mi sento male.
I minuzzoli dell’ultima trasferta doppia roma/tivoli + reggio emilia non mi va, metterli. Che peccato, erano anche tanti e diversificati. Eh ma proprio non mi va. Neanche le foto mi va. Magari un altro giorno, oppure mai.
A giugno vado a Parma, c’è questo Parma Poesia Festival dal 15 al 19 che non so com’è, allora nel dubbio vorrei andare a controllare (qui c’è anche l’apposito sito, però ancora non c’è traccia del programma, però magari vi interessa che c’è il concerto di Bob Dylan, il 18 giugno, al Parco Ducale), però siccome non mi aspetto granché e poi Parma mi sta anche un po’ sulle balle a livello di città nonostante sia in Emilia, ecco, ho in programma di allargarmi anche un po’ nei dintorni tipo la fondazione Magnani Rocca (sito), Fontanellato, Modena un saltino ci si fa sempre già che siam lì dài, Sabbioneta magari anche, boh, ma che cazzo ne so. Continua →
11 mag 10 Se hai qualcosa da dire, non far complimenti
che schifo
che schifo
che schifo
tutto.
(…)
Out in the garden where we planted the seeds
There is a tree as old as me
Branches were sewn by the color of green
Ground had arose and passed its knees
By the cracks of the skin I climbed to the top
I climbed the tree to see the world
When the gusts came around to blow me down
I held on as tightly as you held onto me
I held on as tightly as you held onto me
…
09 mag 10 Se hai qualcosa da dire, non far complimenti
«Un fastidio familiare camuffa di noia la scoperta del volo» (scritto sotto una foto di Pierluigi Fresia)
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07 mag 10 Se hai qualcosa da dire, non far complimenti
«Caro diario,
ieri sera è stata una ser
Ooops. Scusa, mi ero addormentato e adesso vicino alla scritta “caro diario” c’è tipo una macchia di bavetta.
Ricomincio da capo, che sono un po’ stracco. Il perché te lo racconto adesso, sperando di non riadd
Ooooops. Altra bavetta. Scusa, diario.
Ieri sera, che era sabato sera, niente disco. Ma anzi, si è deciso, con io, il Quaddu, il Bertoz e il Mei, di espatriare a Parma!! Che c’erano le giostre di San Giuseppe, che sono più fighe di quelle di Noceto della fiera, che pure sono ben fighe, eh!
Allora, cosa ti pensiamo, per risparmiare sulla miscela? Andiamo col Dieci, che poi sarebbe l’autobus preposto al percorso Noceto- Parma. Continua →
07 mag 10 Toh, guarda: un commento
Autoritratto del lunedì n. 7 da Tivoli, con pescetti appiccicosi e tubo per la cartaigienica sullo sfondo e il solito Poldo su mezza faccia.
E allora niente, son tornata, ora domani però rivado via, sicché per i consueti minuzzoli ci si sente quando torno anche da Reggio Emilia, eh.
Vi anticipo i punti salienti dei giorni appena trascorsi: ha piosso continuativamente, una scolaresca ha tentato di uccidermi a Villa Gregoriana, mi sono persa dentro Termini cercando il deposito bagagli e per la prima volta ho fatto pipì in uno di quei bagni automatici a tempo che ti sigillano dentro senza via di scampo e sono strumenti di morte e soprattutto senza che ci fosse qualcuno fuori che poteva eventualmente salvarmi. Trasferta avventurosissima.
PS: che gran faccia di culo mi viene negli autoritratti. era tempo di prenderne atto. il bello è che ce l’ho davvero anche dal vero, sappiatelo, però molto peggio perché nella realtà non sono presenti gli appositi effetti fotografici atti ad abbellirmi sconsideratamente (sic).
02 mag 10 Ci sono ben 6 commenti
E alzatosi dalla preghiera,
raggiungendo i discepoli, li
trovò addormentati per lo
sconforto.
Luca 22, 45(*)
Mah. Qualcuno venga qui mi abbatta, per cortesia. Son mica guarita in tempo come invece mi auspicavo fortemente. Nonostante Mr. Rino. Allora domani parto che invece di andar per mostre e ville romane io sarebbe meglio un saltino in sanatorio, altroché. Ho una tosse impressionante che stanotte mia mamma si è affacciata mi ha detto Ah credevo che col vento si stava disfacendo il tetto, menomale che invece sei te: … vuoi un lattino caldo?; e in generale mi viene da piangere dallo sconforto ma devo astenermi altrimenti produco altro muco e poi esplodo. E non ho neanche l’apposito Marito che di notte viene a controllare se respiro ancora (avevo un Marito che la notte da malata riversa sul divano in posizione da morta veniva spessamente a controllare se respiravo ancora, e certe volte mi manca ma che vuoi farci è la vita, eh, lo so lo so, grazietante). Continua →
28 apr 10 Ci sono ben 9 commenti
Mr. Rino aerosol a pistone.
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Ho l’aerosol più bello del mondo. Roba che stamattina svegliarmi con la laringotracheite son stata quasi quasi contenta. Grazie che esisti, Mr. Rino!
19 apr 10 Ci sono ben 7 commenti
Autoritratto del lunedì n. 5 con baffi finti (eh!), e per giunta triplo (eeeh!!!), che mi veniva anche molto da ridere e spero che dopo questo non saprò più cosa inventarmi.
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