
a marzo…

… roba che a te, vederla…

… (che tra l’altro c’avevi già i tuoi problemi per conto tuo)…

… ti sale uno sconforto tale che ti sembra d’essere anche te…

… nient’altro che un lungo marzo di neve.

a marzo…

… roba che a te, vederla…

… (che tra l’altro c’avevi già i tuoi problemi per conto tuo)…

… ti sale uno sconforto tale che ti sembra d’essere anche te…

… nient’altro che un lungo marzo di neve.
Autoritratto del lunedì n.1, con golf azzurro cielo che però qui non si capisce, ed espressione di estremo sforzo concentrativo per far vedere che ho preso la cosa molto sul serio.
(perché ogni tanto è bello anche vedersi in faccia, dài)

PS: questo è il n.1, però so mica se d’ora in poi tutti i lunedì mi andrà davvero di metterci la faccia, eh. sicché aspettate ad allarmarvi.
Non so se vi è mai successo.
Che un giorno – tipo oggi alle ore 12.47 – ti arriva la newsletter di una nota casa editrice e vedi un nome che non ti suona per niente nuovo, fai mente locale e pensi Noddài, non è possibile che quel cretino pervertito pallonegonfiato maniaco sessuale insulso squilibrato* che anni fa ci trovammo a scambiarci parole e non solo – soprattutto non solo – in riva a un fiume in un momento di mia particolare dissolutezza e sbandamento e lui mi raccontava della famosa scuola di scrittura creativa che frequentava e io pensavo che schifo, le scuole di scrittura creativa, e soprattutto quella che frequentava lui, e mi mandava da leggere i suoi fessi raccontini nel cassetto che facevano il verso a chi insegnava nella famosa e odiata scuola di scrittura creativa testé ricordata, e insomma al di là di tutto era veramente un cretino, fidatevi, e ora mi tocca ricordarmi come si chiamava solo per via del suo nome e cognome stampato sulla copertina di un libro in uscita per una nota casa editrice. Diosanto. Dove-andremo-a-finire.
E allora mi chiedevo: vi è mai successo?
Ecco, sappiate che fa tantissimo ridere, quando succede.
E comunque gli scrittori secondo me è sempre meglio non conoscerli di persona. Anche quelli futuri. Proprio a livello di precauzione.
* per la cronaca: fui io a troncare. sennò sembra che è il mio orgoglio ferito che parla, quando invece sono io
Noi il giovedì mattina è giorno di spesa.
Io non lo so, a occhio e croce, saran vent’anni che ogni giovedì mattina andiamo tutta la famiglia alla Coop a fare la spesa. Un giovedì mattina senza spesa alla Coop, in famiglia mia, non è un vero giovedì mattina: è un giovedì mattina che si dovrebbe solo vergognare, non andare alla Coop.

Simpatici manichini che c’erano stamattina alla Coop di Pontassieve – provincia di Firenze – per far vedere dei pigiami in offerta da prendere con la carta socio, se uno voleva
E sicché stamattina abbiam fatto la spesa alla Coop.
Eravamo lì nel parcheggio, non so come parlavamo del mio dover tornare a Roma entro giugno prossimo, a un certo punto il mio babbo mi fa: Posso venire anch’io? Continua →
Cari tutti, come va?
No, niente, siccome ho fatto caso son nove giorni che non aggiorno, di qua, mentre di là è tutto un’aggiornìo, allora via, aggiorniamo, mi son detta. E sicché aggiorno.
Io sto normale, grazie. Approfondiamo pure l’argomento.
Ho già prenotato la tana milanese, in via Sottocorno. E’ una vecchia casa “di ringhiera” stile vecchia Milano. 25 metri quadri sotto e 20 sopra, sul soppalco, dove c’è il letto che di preciso è un futon. Poi c’è il bagno/doccia, che voi quando leggete “bagno/doccia” dovete imparare che intendono che il bagno è così piccino che quando fai la doccia l’intero bagno si tramuta esso stesso in una cabina doccia. Io li odio profondamente, i bagni/doccia.
Faccio un sacco di passeggiate, ultimamente. Detto da me, vi assicuro, è un notizione. Sarà che è un mesetto buono che non fumo (dio quanto mi manca, rullarmi le sigarette. e anche fumarmele) e sicché ho di nuovo una capacità respiratoria tutta mia. Ad ogni modo cammino un sacco – anche in salita!!! – per colline e vigne e boschi intorno a casa, e il bello è che una volta terminata la passeggiata sono ancora in grado di ricordare e pronunciare il mio nome per intero, o quasi. Non ci si crede. Posso fornire anche spartana documentazione fotografica della passeggiata odierna, a beneficio dei più scettici tra voi: Continua →
Il mio Sim(s) lavorava come cavia in laboratorio ha bevuto da una fialetta senza etichetta è morto.
Poi Altaïr – che sarebbe l’omino protagonista di Assassin’s Creed – sono arrivata a un punto che non mi riesce farlo scampare alle possenti asciate di un gigante residente entro un tendone da circo dove c’è anche una signorina a cui dovrei chiedere alcune cose molto importanti circa una specie di Graal che sto cercando ma finché c’è lui che mi sfastidia non gliele posso mica chiedere.
Io da quando c’ho l’iPhone (cioè da ieri) mi sento già molto più intelligente, volevo solo dirvi.
Per esempio gli uccelli, che a Roma ce ne son tantissimi, una gran varietà e abbondanza di uccelli; per esempio i gabbiani, ce ne son più che a Venezia, io far colazione col verso dei gabbiani era bellissimo, e anche vederli volare sopra il Vittoriano la sera con le panciotte illuminate, e fare il bagno nella fontana di Trevi e appollaiati sugli avanzi della Storia con l’aria da gran condottieri che scrutano l’orizzonte; poi poco prima dell’imbrunire se ti metti a guardare il cielo a Roma vedi un gran numero di stormi – ma roba tipo dieci o quindici eh – che si muovono in cielo in quella maniera bellissima di muoversi tipica degli stormi nel cielo com’esuli pensieri nel vespero migrar, preciso proprio; poi come ultimo esempio vorrei dire che all’incrocio tra i lungotevere e i ponti, io non lo so, è una cosa per me impressionante, tutta la merda di uccello che si riesce ad accumulare in concomitanza dei suddetti incroci, dal che ho dedotto che a Roma gli uccelli scacazzano copiosamente più che in ogni altro posto della Terra, tipo cinque centimetri di merda che si estende per diversi metri quadri ad ogni incrocio, passarci è molto avventuroso e mette a repentaglio l’incolumità, pare incredibile, non l’ho mai vista in nessun’altra città una roba del genere, che forza. Continua →

Francisco Goya, El sueño de la razón produce monstruos, acquaforte, 1797.
Madrid, Biblioteca Nacional de España
Allora adesso ho deciso mi comporterò da persona adulta e responsabile stilerò una lista dei pro e una dei contro per valutare in tutta coscienza e obiettività se l’iPhone mi è davvero così indispensabile che lo devo comprare a tutti i costi oppure meglio di no.
PRO:
1. allora…
2. … eeeh va bè, troppo facile…
3. … per esempio: lo voglio
4. lo voglio tantissimo
5. è da quando è uscito che il pensiero di volerlo mi perseguita, comprarlo potrebbe essere una soluzione
6. se lo compro la mia vita diventerà bellissima, e io con lei (ma non è proprio sicura sicura come cosa) Continua →
Io non per cattiveria ma più che invecchio e meno mi riesce di capire il come mai di questo atavico bisogno di far festa proprio dell’essere umano in concomitanza di certe evidenze del passare inesorabile del tempo e di noi con lui.
Cazzo ci sarà mai, da festeggiare.
Mistero.
Comunque buon 2010, eh.