Un’idea ganziale e originalissima (almeno così pareva)

Strauffa. Stamattina mi son svegliata con un fastidioso bisogno di sancire questa fine d’anno in qualche significativa maniera. Buoni propositi non ne parliamo, peccarità! Allora ho pensato potevo azzardare un bilancio dell’anno 2010 appena trascorso, solo che il progetto rischiava seriamente di esaurirsi nella seguente affermazione: l’anno 2010 appena trascorso è stato un anno veramente di merda sotto molteplici aspetti per non dire quasi tutti, merdosissimo proprio, come anno. Allora, capirete, lì per lì ho lasciato perdere, mi son messa a far la lavatrice.

Poi, essendo donna dalle insospettabili risorse ed essendo soprattutto la lavatrice giunta al termine, ho pensato che potevo proprio partire da tutte le cose merdosiche occorse nell’anno 2010 appena trascorso per vedere se mi riusciva rivoltarle per trovarci il fantomatico “lato positivo”, così il mio 2010 merdosico si sarebbe trasformato in un 2010 merdosico pieno di fantomatici lati positivi. Perbacco che idea ganziale e soprattutto originalissima!, mi son detta.

seggiolina_ferrara

Questa immagine scattata a Ferrara e di preciso nel Giardino dell’Amore che c’è fuori da Palazzo Schifanoia mi sembrava che ci stava bene nel post a causa della sua atmosfera di poetico disfacimento, poi per il resto non c’entra nulla

Sicché ora sciroppatevi l’elenco di fantomatici lati positivi del mio merdosico 2010, che di preciso inizia così:

1) a un certo punto del merdosico 2010 al mio babbo gli han trovato che ci aveva un tumore, MA non era un tumore di quelli stronzissimi allora gli han levato il pezzo incriminato e ora pur mancante di un pezzo è vivo sta bene e rompe i coglioni uguale preciso come prima di averci il tumore, fors’anche maggiormente anzi di sicuro, guarda, rompe veramente tantissimo i coglioni da non sopportarlo più, ma almeno è ancora vivo, e non mi sembra un fantomatico lato positivo da poco

2) nel 2010 è giunta al definitivo termine la mia storia d’amore col Marito (senti scusa Marito, forse mi sbaglio, era per caso il 2009? mi sa di sì eh; ma facciamo finta sia stato nel 2010 sennò mi viene meno un fantomatico lato positivo di fondamentale importanza ;-)), cosa di cui mi sono a suo tempo dolsa (doluta?) (ah no, giusto: dolta) e di cui talvolta ancor mi dolgo, MA è anche vero che ciò mi ha permesso di rientrare a pieno titolo nel fantastico mondo dei singli, onde ricominciare a nuocere a me stessa e agli altri come ai bei vecchi tempi con rinnovata e baldanzosa speme, illudendomi di amori totalmente immaginari e imbarcandomi in improbabili relazioni di stampo smaccatamente surreale (di cui una attualmente in corso)

3) e quindi sì, il 2010 per la maggior parte del tempo mi ha vista sola come lucina di Natale a Ferragosto, MA la riconquistata spaiatezza di cui sopra mi ha anche permesso di intraprendere un considerevole numero di trasferte in solitaria, che son tra le cose più intense e preziose che io abbia vissuto nella mia intera vita, per esempio (in ordine sparso con qualche scorrettissima incursione nel 2009): Milano, Parma (eeeh povera me che grulla), Venessia (forse la più bella tra tutte anzi di sicuro, credo, bellissimissima), Roma, Reggio Emilia/Tivoli, fino all’ultima solitaresca in quel di Pesaro/Carpi… roba che io, a rileggerle, mi rendo conto che le uniche cose di cui vado fiera di questo 2010, nel senso le cose per cui mi pare sia valso la pena di esser vissuto nonostante tutto, son queste mie trasferte tra me e me, ecco cosa; tutto il resto lo rottamerei senza pensarci due volte, e non è una bella cosa, secondo me

Va be’ poi direi basta, mi è passata la voglia. Si vede che non era poi così ganziale, come idea, l’avevo molto sopravvalutata.

Bon, allora niente, vi saluto; sono anni che non festeggio l’Ultimo e oggi mi guardo bene dal fare eccezione. Mi aspetta un tranquillo pomeriggio casalingo col seguente programma: guardare La Bella e la Bestia (il cartone della Disney) – preparare una torta alla portata delle mie (in)capacità [di cui vi appongo la ricetta qui di seguito in quanto buonissima facilissima e di sicura riuscita e se ve lo dico io ci potete credere ciecamente: colate in una ciotola il contenuto di 1 vasetto di yogurt al naturale e dopo che l'avete ripulito usatelo come unità di misura per gli altri ingredienti, e cioè: 2 vasetti scarsi di zucchero, 3 vasetti di farina (o se ci avete la fecola in casa fate 2 di farina e 1 di fecola), 1 vasetto scarso di olio (che io uso quello di semi di girasole o di arachidi dipende da cosa c'è in casa, voi fate un po' come vi pare), 2 uova intere, 1 bustina di lievito, buccia di limone grattugiata; mescolate il tutto per benino e versatelo nella tortiera che intanto l'avete imburrata e infarinata a dovere, infine ficcate l'ambaradan nel forno che spero non vi siate dimenticati di accenderlo nel frattempo perché dev'esser ben caldo a 180°; dopo 35 minuti circa è pronta; è molto ganza anche perché è un po' una base che se vuoi ci puoi aggiungere tipo le mele, i pinoli o quel che più ti aggrada] che poi mi papperò insieme ad una bella tazza di tè nero o di Ciobar – mangiare lo zampone stasera a cena – andare a letto più presto del solito a causa dell’antipatia che mi suscita questa serata che allora è meglio se dormo, credete a me.

Ci si sente l’anno prossimo, caritodos!

7 comments

  1. Ah, come ti invidio, io non sono mai riuscita a fare finta che il Capodanno non esista, perché c’ho troppo gente intorno che rompe, che pensa che se uno se ne vuole stare a casa da solo l’ultimo dell’anno c’ha qualcosa che non va e quindi bisogna assolutamente impedirglielo!
    Però quest’anno non mi è andata troppo male, sono stata con degli amici in un ristorante BUONISSIMO, e le ore sono volate come niente fosse!

    Comunque, sono contenta di vedere che sei tornata a scrivere qui! Dai che questo 2010 ce lo siamo finalmente lasciato alle spalle!!! ^_^

    BUON ANNO NUOVO!

  2. Cara Serena,questo tuo entativo di trasformare il tuo anno di m…attraverso la ricerca di lati positivi, mi sa tanto di uso della pietra flosofale, come dicono gli strizzacervelli “elabori”…magnificamente. Il famoso bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto è quello che abbiamo, può essere pieno di spumante ghiacciato o acqua freschissima. Bisogna assaporarlo… Ti auguro un anno pieno di emozioni che assomiglino alla felicità così tanto da credere che esista per più di un momento; pieno di amore quello terreno, dove la pelle è il confine e gli occhi dell’altro l’orizzonte; di solitudine intenzionale e di allegre compagnie. Buon anno.

  3. Felice di rileggerti su questo Blog, è sempre un piacere.

  4. Ciao Sere, come spesso mi capita mi ero persa qusto tuo post.
    Anche alla mia mamma nel merdosico 2010 hanno trovato un tumore, per giunta di quelli stronzissimi, ma comunque è ancora viva e vispa (be’…) anche lei, e almeno non rompe le palle, ma d’altronde poverina non le rompeva nemmeno prima.
    Anche la mia storia è finita per la 742esima volta (non so se ho contato bene, eh), e però non si capisce bene ma all’incirca è pure ricominciata, boh, chissà.
    In compenso questo anno 2011 è cominciato in maniera promettente, ma per scaramanzia non dico ancora niente.
    Dunque speriamo che prosegua bene, e anche a te auguro un po’ di bene, ché te lo meriti.
    PS. La foto è stupenda, a dir poco.

  5. un anno di pulizia, chiamiamolo così
    ;-)
    un abbraccio e carta bianca, ora

  6. Ciao, ho trovato solo ora il tuo blog, è davvero divertente, spero continuerai a scrivere! Un saluto da Udine (che non è tanto in culo ai lupi…più o meno…)

  7. Ciao. ho visto che regalavi libri ma non lo fai più. Io ne ho un po’ da regalare: conosci qualcuno che li vuole?
    sono a roma.
    grazie

    Chris

Dimmi pure, eh

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