Di preciso non saprei

No, niente, è che stasera mi è un po’ venuto da pensare al come mai non ci scrivo più, su questo blog, che son due mesi quasi tondi che non ci scrivo e mi dispiace anche un pochino, eh.

Allora boh, mi son detta, chissà: sarà che è un periodo che sto un po’ a corto d’ironie, che ci ho qualche difficoltà a prendermi per il culo come facevo prima e invece da queste parti è condizione sine qua non; oppure potrebbe anche essere che non sono abbastanza disperata, che io, non so se si notava questa cosa della disperazione, ma io questo blog qui l’ho costruito sulle mie disperazioni, e anche per questo ci voglio tutto questo bene da dispiacermi se non mi riesce scriverci più, e ora che ci penso mi sembra una cosa bellissima, questa: bellissima. (non bellissimo che non son più disperata, eh, che guardate anche la disperazione ci ha i suoi lati positivi, a volte; intendevo bellissimo il fatto che era un blog costruito sulle disperazioni, ecco).

E insomma di preciso non saprei.

Magari è solo che i blog (e questa cosa mi pare l’ho già scritta da qualche parte non mi ricordo dove quindi vuol dire che mi sembra giustissima) dopo un po’ prendon su una loro personalità autonoma che non gliela stacchi più di dosso, c’è niente da fare, e va benissimo finché restate in buona, te e il tuo blog, ma se fai tanto di averci un momento peregrino lui il blog ti butta fuori e Torna quando ti riconosco!, ti urla dietro. E che ci vuoi fare? Allora guardate io non lo so come facciate la maggior parte di voi là fuori a rimaner sempre amici coi vostri blog, anno dopo anno (!), coerenti nei toni e negli intenti, in più o meno perfetta sintonia. A me mi sembra fantascienza. Io, esser la stessa me stessa per più di qualche mese, ci son trentun’anni ormai quasi trentadue di vita vissuta che son lì a testimoniare che non ce la farò mai mai mai. Punto.

E sicché niente. Per il momento va così. Torno tra un anno o tra una settimana, boh, nel frattempo se vi dovesse venir la curiosità mi trovate (almeno per il momento) di là, tra i miei fiocchi di neve e le mie foglie di tè, dove è tutto diverso, né migliore né peggiore.

E buon Natale, caritutti :-)


PS – ma tu guarda! Ho scoperto una cosa, e cioè che alcune delle copertine dei libri che c’eran nei post di questo blog, col codice preso di peso da quel disastroso social network chiamato aNobii (ormai definitivamente perduto senza più speranza alcuna di redenzione), son diventate larghe anche 30 centimetri di lato: dei poster. Tipo guarda bellina questa. E niente, era così per fare una constatazione.

Tags: ,

8 comments

  1. Se questo blog è diventato inutile perché c’è stata una svolta positiva nella tua vita, non posso che gioirne e considerarlo il miglior regalo ricevuto in questo Natale. Auguri piccola porcospina cresciuta, spero davvero di non leggerti più anche se i tuoi interventi mi mancheranno. Buon Natale!

  2. Eheh, grazie! :-) Ma temo di essermi spiegata malissimo, al solito: nessuna “svolta positiva”, anzi.

    Non confondiamo la non-disperazione con la serenità. Al contrario, potrebbe voler dire semplicemente un’amarezza che non sa neanche più disperarsi, una roba flaccida e inerte che non ha più nulla da dire e di cui non si ha più voglia di parlare, né su un blog né altrove. Ecco cosa intendevo.

    Ad ogni modo, buon Natale a te! ;-*

  3. Ci sono oscurità fertili e luci desolanti..

    Io che nell’oscurità ho passato abbastanza tempo da imparare ad amarla, da sentirne persino la mancanza di tanto in tanto, sono grata della serenità e della luce, forse anche più di quanti al buio non sono mai stati davvero. Ma sopratutto sò che se le perderò di nuovo, non avrò paura di incontrare quello che ci sarà ad aspettarmi. Qualcosa da afforntare, da vincere, con cui venire a patti o perdere… Un lotta interessante. Nel mio buio ci sono immagini, nel tuo parole. Spero di incontrarti ancora qui, ai margini delle nostre oscurità segrete, nella loro penombra gentile.

    Buon natale!

  4. Ah, guarda, ti posso capire perché io di blog ne ho abbandonati parecchi, come dici tu ad un certo punto uno non ci se sente più a casa! L’unico che resiste è quello sui libri, perché l’amore per la lettura, per fortuna, non viene mai meno!

    Mi spiace sentirti rimpiangere la disperazione (anche qui, ti capisco, non si può stare senza pr troppo tempo!). Ma… sei tornata a scrivere, almeno stavolta, no? Può essere un buon segno! :)

  5. P.S.

    Tanti auguri di Buon Natale (passato)!

  6. Beh, buon per te se non c’hai più quella “disperazione scrivifera” che ti ha fatto condividere le tue sfighe varie…però la tristezza dell’accettare tutto come “il solito trantran sfigato che non ci posso fare niente tanto è ormai un dato di fatto” non è mica bella neanche questa!

    Comincia un’altra avventura sociale gioiosamente festosa……che so, magari puoi iscriverti ad un circolo di cucito…..

    Per tirarti un po’ su di morale ti consiglio un libro abbastanza inquietante, che ho letto da poco e che ho pensato bene di regalare ad una amica:
    Giacomo Gardumi, “L’eredità di Bric” (Marsilio)

  7. Io ce l’ho solo da qualche mese, un blog, e spero di riuscire a tenerlo sotto controllo. Anche se sospetto che un giorno o l’altro qualche libro mi tenderà un agguato, cercando di farmi fuori.
    Sono contento di ritrovare il tuo, intanto.

    Ciao

Dimmi pure, eh

Similmente