dicembre, 2010

31 dic 10

Un’idea ganziale e originalissima (almeno così pareva)

Strauffa. Stamattina mi son svegliata con un fastidioso bisogno di sancire questa fine d’anno in qualche significativa maniera. Buoni propositi non ne parliamo, peccarità! Allora ho pensato potevo azzardare un bilancio dell’anno 2010 appena trascorso, solo che il progetto rischiava seriamente di esaurirsi nella seguente affermazione: l’anno 2010 appena trascorso è stato un anno veramente di merda sotto molteplici aspetti per non dire quasi tutti, merdosissimo proprio, come anno. Allora, capirete, lì per lì ho lasciato perdere, mi son messa a far la lavatrice.

Poi, essendo donna dalle insospettabili risorse ed essendo soprattutto la lavatrice giunta al termine, ho pensato che potevo proprio partire da tutte le cose merdosiche occorse nell’anno 2010 appena trascorso per vedere se mi riusciva rivoltarle per trovarci il fantomatico “lato positivo”, così il mio 2010 merdosico si sarebbe trasformato in un 2010 merdosico pieno di fantomatici lati positivi. Perbacco che idea ganziale e soprattutto originalissima!, mi son detta.

seggiolina_ferrara

Questa immagine scattata a Ferrara e di preciso nel Giardino dell’Amore che c’è fuori da Palazzo Schifanoia mi sembrava che ci stava bene nel post a causa della sua atmosfera di poetico disfacimento, poi per il resto non c’entra nulla

Sicché ora sciroppatevi l’elenco di fantomatici lati positivi del mio merdosico 2010, che di preciso inizia così: Continua →

23 dic 10

Di preciso non saprei

No, niente, è che stasera mi è un po’ venuto da pensare al come mai non ci scrivo più, su questo blog, che son due mesi quasi tondi che non ci scrivo e mi dispiace anche un pochino, eh.

Allora boh, mi son detta, chissà: sarà che è un periodo che sto un po’ a corto d’ironie, che ci ho qualche difficoltà a prendermi per il culo come facevo prima e invece da queste parti è condizione sine qua non; oppure potrebbe anche essere che non sono abbastanza disperata, che io, non so se si notava questa cosa della disperazione, ma io questo blog qui l’ho costruito sulle mie disperazioni, e anche per questo ci voglio tutto questo bene da dispiacermi se non mi riesce scriverci più, e ora che ci penso mi sembra una cosa bellissima, questa: bellissima. (non bellissimo che non son più disperata, eh, che guardate anche la disperazione ci ha i suoi lati positivi, a volte; intendevo bellissimo il fatto che era un blog costruito sulle disperazioni, ecco).

E insomma di preciso non saprei.

Magari è solo che i blog (e questa cosa mi pare l’ho già scritta da qualche parte non mi ricordo dove quindi vuol dire che mi sembra giustissima) dopo un po’ prendon su una loro personalità autonoma che non gliela stacchi più di dosso, c’è niente da fare, e va benissimo finché restate in buona, te e il tuo blog, ma se fai tanto di averci un momento peregrino lui il blog ti butta fuori e Torna quando ti riconosco!, ti urla dietro. E che ci vuoi fare? Allora guardate io non lo so come facciate la maggior parte di voi là fuori a rimaner sempre amici coi vostri blog, anno dopo anno (!), coerenti nei toni e negli intenti, in più o meno perfetta sintonia. A me mi sembra fantascienza. Io, esser la stessa me stessa per più di qualche mese, ci son trentun’anni ormai quasi trentadue di vita vissuta che son lì a testimoniare che non ce la farò mai mai mai. Punto.

E sicché niente. Per il momento va così. Torno tra un anno o tra una settimana, boh, nel frattempo se vi dovesse venir la curiosità mi trovate (almeno per il momento) di là, tra i miei fiocchi di neve e le mie foglie di tè, dove è tutto diverso, né migliore né peggiore.

E buon Natale, caritutti :-)


PS – ma tu guarda! Ho scoperto una cosa, e cioè che alcune delle copertine dei libri che c’eran nei post di questo blog, col codice preso di peso da quel disastroso social network chiamato aNobii (ormai definitivamente perduto senza più speranza alcuna di redenzione), son diventate larghe anche 30 centimetri di lato: dei poster. Tipo guarda bellina questa. E niente, era così per fare una constatazione.