La matéina

More about Intercity
«Mè, l’è sgònd cmè ch’a m svégg, u i è dal matéini
ch’a stagh alè a cuvè te lèt, si ócc céus,
a péns, acsè, cmè ch’a insugnéss, dal robi,
ènca dal bèli robi,
ch’a m putéva suzéd e al n’è suzèsti.»

(Raffaello Baldini, La matéina, in Intercity, Einaudi 2003, p. 103)

Io, a seconda di come mi sveglio, ci son della mattine | che sto lì a covare nel letto, a occhi chiusi, | penso, così, come se sognassi, delle cose, | anche delle belle cose, | che mi potevano succedere e non son successe.

Tags: , ,

5 comments

  1. A me questa cosa della cova nel letto, pensando alle cose belle che potevano succedere e però non son successe, assomiglia un sacco ai miei film mattutini :-)

  2. Pure ai miei. Però devo dire io ci ho anche i film pomeridiani… e la sera prima di addormentarmi do il meglio di me! ;)

  3. …logicamente non dimenticherei il “sognare tra un sogno e l’altro” (o “farsi un film tra un film e l’altro”).

    Gli innamorati e i pazzi hanno i cervelli in tale ebollizione,
    e tanto fervide son le loro fantasie, che concepiscono più
    di quanto il freddo raziocinio mai comprenda.
    Il lunatico, l’innamorato e il poeta,
    sol di fantasie sono composti.
    L’uno vede più demoni di quanti l’inferno ne contenga -
    e questo è il pazzo. L’amante, frenetico altrettanto,
    vede la beltà di Elena nel volto d’una zingara.
    L’occhio del poeta, roteando in sublime delirio,
    va dal cielo alla terra e dalla terra al cielo,
    e mentre la fantasia produce
    forme ignote, la sua penna
    le incarna, ed all’etereo nulla
    dà dimora e nome.
    Tali artifici possiede la fervida immaginazione
    che se una gioia percepisce,
    sùbito concepisce qualcosa che l’arreca.

  4. Shakespeare, “Sogno di una notte di mezza estate”, atto V

  5. Bellissimo.

    Grazie.

    :-*

Dimmi pure, eh

Similmente