No, niente, a pensare la cosa dell’Ugo Cornia sui lenzuoli che si riempiono di robe in bilico e poi Dio li chiude diventano vite, ecco, mi è venuto così da chiedermi ma chissà cosa ci avran messo mai, nel mio, di lenzuoli, chissà. Allora ci ho un po’ pensato.
(eh certo. …ma vaffanculo vai)
Dopo attenta riflessione secondo me più o meno le cose principali in esso originariamente contenute credo di averle individuate sono le seguenti:
un libro corto. un altro libro (con dentro le figure dell’arte). un magnum double. biglietto ferroviario interregionale destinazione emilia. biglietto ferroviario interregionale destinazione a scelta. qualcosa di molto viola. drum e cartine. fazzoletti tempo sensitive skin con estratti di aloe (minimizza gli effetti del continuo sfregamento, cit.). la parola “aiuto” costruita di lego. una poesia di quelle che si capiscono. foglie di tè. burrocacao. una boccetta che se la apri esce un silenzio fortissimo e diventi subito solo. adesivo Io sto col WWF. vaccino anti-Dio. confezione 30 cp da 50 mg di serotoninergico. album L’amore è * mancante di tre figurine di fondamentale importanza. pillola rossa (le blu gli dovevan tornare). reggiseno imbottito. un urlo lungo. un fiore di cactus. l’iphone.
Mi ripeto che poteva andar peggio.
Potevano dimenticarsi l’iphone.
PS – e tipo nel tuo, di lenzuoli, secondo te cosa ci han messo? se vuoi me lo puoi anche dire. sennò fa nulla eh, non me la prendo, giuro.
Tags: cose che capitano, iphone, ugo cornia

Eh mica facile da dire cosa ci sia nel lenzuolo… sicuramente un sacco di roba. E tanta di quella roba che ci sarebbe da starsene allegri, solo che poi a volte vedi che il lenzuolo è diventato troppo pesante, ma troppo troppo pesante che ormai non si muove più.
E allora, siccome mi piace viaggiare, ed in genere mi piace viaggiare leggeri, mi dispiace tanto e mi rattrista il fatto che il lenzuolo sia così pesante che tentare di tirarlo in qualche direzione si vede bene che si strappa.
Quindi tutta quella roba dentro alla fine, anche se da una parte piace e piace tanto, dall’altra mi sembra quasi un ingombro.
Anche se non ho risposto alla domanda alla fine. La risposta potrebbe essere: un ammasso di roba, una montagna di roba che appena si vedono gli angoli del lenzuolo.
Eh. Niente. Mi sa. Non per copiarti il titolo del blog eh, lungi da me, ma se penso a cos’è che mi porto dietro mi vengo in mente solo io, nel senso di io io, con tutti gli acciacchi e difetti e caratteristiche eccetera. Il resto o è superfluo o sono i fagotti di altre vite che mica stanno nel mio, di fagotto. Ma descrivermi attraverso le cose non son mica tanto capace.
Lorenzo
io mi consolo al pensiero che senza quella pesantezza non esisterei. allora, mi dico, meglio ingombrantissima e strappucchiata che niente. almeno credo, ci dovrei pensare meglio.
Diarista
eh ma guarda ti capisco. sarà che io mi pasco di superfluità (credo per legittima difesa).
saluti a fagiolino (oh ma quando arriva di preciso? :)
Bah a volte nel mio pessimismo cosmico mi viene anche da pensare che, se non fossi esistito, sarebbe stato poco male. Un po’ meno sofferenze da gestire… però vabbè, so’ pensieri neri di questi tempi.
Lorenzo
[pat pat]
:) applausi?
eheh, no: pacche amichevoli et affettuose come a dire “su su dài” :))
:))) ahahahah grazie
Arriva a ottobre. Nel frattempo mi godo i piedi gonfi e l’afa in modo tutto speciale.
Un collegamento a “….giustodueparole…” :-)
Francesco
eh ma allora si vede che quel giorno lì c’era lo sciopero dei riempitori di lenzuoli, io fossi in te inoltrerei regolare reclamo :)