Ciao.
Nonostante che siamo neanche ad agosto la mia trasferta settembrina ha quasi preso la sua forma definitiva allora ora ve la illustro come d’abitudine per non pensare al disastro di questi giorni che mi avvolge interamente e morte & distruzione: bon: ho scoperto che a Pesaro – provincia di PU (ahah!) regione Marche – vi è una mostra fotografica di Ghirri e Giacomelli contemporaneamente, intitolata: Paesaggi * (un’ottantina di foto, fino al 19 settembre).
Questa cosa dell’accoppiata Ghirri-Giacomelli, devo dire, lì per lì ero perplessa poi dopo mi è parsa ganzissima: cioè capito voglio dire: Ghirri e Giacomelli: che ardito e fecondo contrasto!

Luigi Ghirri, Lido di Spina, 1973

Mario Giacomelli, Campagna marchigiana. Presa di coscienza sulla natura, 1977-2000
Svolgimento: da una parte il Luigi, la sua metafisica di incantamenti immobili e sospesi con quei colori sbiaditi di nebbia e malinconia che ti fan commuovere di meraviglia strana e dura; dall’altra il Mario, che è tutto un contrasto di graffi e cicatrici, ci ha i paesaggi che ti urlano negli occhi robe nere e bianche disperate.
Da una parte questa cosa delicatissima e sfumata eppure affilatissima straziante che era il mondo visto da Ghirri, dall’altra questa cosa manichea tremenda ma forse paradossalmente meno insostenibile che era il mondo visto da Giacomelli.
(pensierino inerente: perché le cose dall’aspetto “cattivo”, ti vien naturale metterti subito in guardia, il colpo lo accusi meno, se colpo dev’esserci; le cose che ti paion così belle e buone e dolci, invece, quelle ti prendono a tradimento, quelle sì che ti spaccano, mentre sei lì che le contempli tutto intenerito e grato – addirittura grato! -, e a un certo punto parte il colpo e te lo prendi pieno, fai neanche in tempo a scansarti, in piena faccia te lo prendi, il colpo subdolo delle cose belle e buone e dolci).
… Che forza! Allora io ci vado. Poi ho bisogno di rivedere il mare, dobbiamo dirci i segreti; e ci ho anche un desiderio cretino da affogarcelo dentro.
Poi da Pesaro senza passare dal via mi trascino a Carpi – provincia di Modena regione Emilia Romagna – onde prender parte al consueto Festivalfilosofia * (17/19 settembre, a Modena Carpi e Shasshuolo) che per il decennale ci ha un tema noiosissimo e cioè la Fortuna, e l’anno scorso l’ho saltato o forse l’ho saltato per due anni, boh non mi ricordo, comunque quest’anno mi è venuto da tornarci perché la disperazione a me mi fa questo effetto che mi viene da far le cose bislacche (per me andare a un festival di filosofia è cosa molto bislacca perché la filosofia per me è come la matematica possiedo un cervello refrattario e totalmente inane: sto lì non capisco un cazzo mi si forma un bellissimo vuoto mentale, è una specie di zazen *; poi ogni tanto mi innamoro dei filosofi anziani che non capisco cosa dicono e vorrei che mi portassero via).
Poi dopo Carpi volevo andare anche a Parma ma non ci vado. E che non se ne parli più. Mai più.
Al posto di Parma (che non se ne deve parlar più mai più) vado a Roma per tipo quattro giorni a cavallo di ottobre. Ci ho una gran voglia di vedere il MAXXI * della Zaha Hadid (più l’involucro che il contenuto) e la Centrale Montemartini * con le turbine i motori diesel le caldaie enormi e le statue greche e di sedermi su una panchina qualsiasi (purché ci sian alberi e foglie intorno) star lì un pomeriggio a leggere poesie o a non far niente, cose così, non ho grandi programmi stavolta, ci ho solo bisogno di morbidezze silenziose e lente, voglio solo star lontana da qui e da me il più possibile. Poi nel caso in quei giorni ci sono anche gli incontri del Festival della Letteratura di Viaggio * (30 settembre/3 ottobre, Villa Celimontana), allora cosa voglio di più dalla vita, eh? Eh appunto, bravissimi, esattamente.
Devo obbligarmi a muovermi, se pure a caso e con l’andatura da ubriaca. Se sto ferma va a finire peggio di così.
ps: stamattina c’è un’aria tersa e le cose fuori han certi contorni nitidi, sembra di stare in isvizzera; ogni foglia ci ha il suo bravo sbrilluccichio; son belle le mattine d’estate che il giorno prima è piovuto un sacco: belle e buone, le maledette.
Tags: carpi, luigi ghirri, mario giacomelli, modena, pesaro, roma
Ti ho linkato, linkatò, allink, e poi anche scritto (in realtà ho copiato un pezzo del tuo post, sono pigra). Qui (Modena) le giornate terse in estate sono un regalo straordinario, e con oggi sono quasi tre! Ciao