Qui

«Qui – vuol dire qui, dove il fiore del ciliegio
vuol essere più nero che laggiù.
Qui – vuol dire questa mano che ad esserlo lo aiuta.
Qui – vuol dire quella nave sulla quale
rimontai il fiume di sabbia:
stretta agli ormeggi essa giace
nel sonno che tu cospargesti.

Qui – vuol dire un uomo che conosco:
la sua tempia è bianca
come la brace che egli spense.
Mi scagliò in fronte il suo bicchiere
e venne,
trascorso un anno,
a baciare la fronte risanata.
Egli mi disse la mala e la buona parola
e nulla più disse da allora.

Qui – vuol dire questa città,
che è retta da te e dalla nube
dall’alto delle sue sere.»

(Paul Celan, Qui, in Di soglia in soglia, Einaudi 1996)

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Da Parma: il mio ostinato, faticoso, inflessibile eppur paziente “qui”.

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Dimmi pure, eh

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