«Cara Teresa,
seguendo le traiettorie di altri ricci, ho da poco appreso dell’esistenza a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, di un centro di recupero unico in Italia, specializzato nella salvaguardia e nel recupero dei ricci.
Nonostante i quasi settemila aculei di cui è rivestito, il riccio rimane un animale incapace di difendersi, per colpa del mondo che l’uomo non ha costruito a misura di riccio, un mondo pieno di tombini, pesticidi, piscine, barattoli e incidenti stradali dove senza avere la patente il riccio si trova suo malgrado invischiato, schiacciato il più delle volte sotto il peso di una gomma che poi neanche si buca.»
(Massimo Vitali, L’amore non si dice, Fernandel 2010, p. 44)
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(ma la cosa veramente disarmante – in senso buono di estrema tenerezza prossima alla commozione – è che tutto ciò esiste davvero, clicca pure qui per accertartene, e alza il volume per un’esperienza ancor più coinvolgente a livello di emotività)
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