quei libri che uno li compra tipo dieci anni prima, stan lì intonsi tutti e dieci gli anni dan per niente fastidio come se non ci fossero – senza contare che se son degli Oscar Mondadori si logorano prematuramente anche se nessuno li tocca per una cosa proprio intrinseca agli Oscar Mondadori che fa sì che il passare del tempo li sfinisca con la forza del solo pensiero, ma ora a parte questo – , questi libri che uno li compra con larghissimo anticipo sulla propria vita, ecco, pensavo.
Allora la cosa che più mi piace di questi libri è che poi viene quasi sempre il momento che se uno non ce l’avesse, quel libro lì comprato con dieci anni di anticipo sulla propria vita, toccherebbe uscir di casa di corsa andare in libreria a comprarlo, dalla voglia che ti prorompe tutta insieme di leggere proprio quel libro lì e nessun altro: che fenomeno avvincente.
Questa cosa a me mi succede spesso, ieri sera mi è successa con Il serpente di Malerba che l’avevo a suo tempo acquistato nell’anno duemila (e che essendo per l’appunto un Oscar Mondadori quando l’ho aperto ha fatto giusto in tempo ad esclamare Ah!, muoio!, ed è morto).
- tra l’altro nella mia sconfinata ignoranza non lo sapevo nemmeno, che Malerba era nato a Berceto (provincia di Parma), e a scoprirlo mi ha fatto molto piacere, fosse nato proprio a Berceto (provincia di Parma), ché io com’è noto ultimamente ho questa sensibilità allertata nei confronti della (provincia di Parma), ahimè, son problemi grandi, ma va beh via sono anche cose mie intime personali, lasciam perdere -
Che poi io in realtà volevo solo dire che un libro che nella prima pagina ci trovi scritto «Le banane sono pericolosissime», ecco, secondo me è un libro che uno bisogna leggerselo, non c’è verso, anche con dieci anni di ritardo sulla propria vita, ma volendo anche in anticipo, è uguale, di conseguenza son qui a consigliarvelo caldamente, come si dice, anche se sono solo a pagina 7 (eh lo so: è che ieri sera ci avevo molto sonno).
Ciao.
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Oh be’, è una di quelle cose che faccio sempre anche io.
In realtà è una di quelle cose che mi piace fare: comprare libri e abbandonarli lì, nella libreria, per qualche anno, per poi riscoprirli e cercare nella mia mente il perché di quell’acquisto. E’ come ricercare una storia anche nello stesso volume, e non solo nel testo (benché più importante).
Comunque -andando un po’ fuori tema- molto bello questo tuo blog. E non è vero che non eleverebbe neppure una mucca (riporto fedelmente). Per esempio, io, che il Malerba fosse nato proprio a Berceto (provincia di Parma), non lo sapevo affatto. Certo, per far in modo che l’”elevazione” sia completa, a questa sconosciuta città di Berceto bisognerebbe dedicarci un post!
No ma infatti guarda ci ho già in programma che in autunno ci vado, a Berceto, per scriverci a proposito con cognizione di causa. Tocca aspettare un po’. Poi voglio andare anche a Luzzara nella stessa occasione ma questo ora non c’entra.
(poi grazie dei complimenti che per emozione non so mai cosa dire di preciso, comunque grazie, son contenta che ti piace)