Autoritratto del lunedì n. 7 da Tivoli, con pescetti appiccicosi e tubo per la cartaigienica sullo sfondo e il solito Poldo su mezza faccia.

E allora niente, son tornata, ora domani però rivado via, sicché per i consueti minuzzoli ci si sente quando torno anche da Reggio Emilia, eh.
Vi anticipo i punti salienti dei giorni appena trascorsi: ha piosso continuativamente, una scolaresca ha tentato di uccidermi a Villa Gregoriana, mi sono persa dentro Termini cercando il deposito bagagli e per la prima volta ho fatto pipì in uno di quei bagni automatici a tempo che ti sigillano dentro senza via di scampo e sono strumenti di morte e soprattutto senza che ci fosse qualcuno fuori che poteva eventualmente salvarmi. Trasferta avventurosissima.
PS: che gran faccia di culo mi viene negli autoritratti. era tempo di prenderne atto. il bello è che ce l’ho davvero anche dal vero, sappiatelo, però molto peggio perché nella realtà non sono presenti gli appositi effetti fotografici atti ad abbellirmi sconsideratamente (sic).
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assolutamente d’accordo per i bagni…sono un inferno autorizzato (uno tra i tanti). ciao