Ascolta. Piove

Gabriele D’Annunzio, La pioggia nel pineto (da Alcyone, 1903).
Lettura di Roberto Herlitzka su musica di Yann Tiersen

«… E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
»

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5 comments

  1. Io amo questo video! superba poesia e musica intonatissima… e si abbina alla malinconia che sento.

    BUENA VIDA

  2. Capitano
    non ci crederai, ma quando l’ho guardato la prima volta mi sei venuto in mente. giuro. ti assomiglia.

  3. A me la lettura invece non mi piace. Calca troppo su certe parole, il tizio mi sembra ridicolo. In certi punti tipo l’incipit è tutto un ahhhh! Ahhhh! AHHHHH! Ah che? Piove. Non facciamone un caso. E’ bello eh, ma non esageriamo.
    La musica invece mi guta parecchio e mi sa di già sentito, ma vai te a sapere dove.

  4. Diarista
    eh, a me invece mi piace proprio per il sincopato, per il disarmonico, ché una poesia come questa letta con pedissequa armonia, non so, mi sembrerebbe di farle un gran torto. e mi piace anche l’esaltazione da naturalismo panico, il tono estatico che segue la sensualità delle parole più che il significato, che è poi il nocciolo di tutta la poesia del D’Annunzio – naturalismo panico e sensualità della parola – , o meglio del “buon” D’Annunzio, o meglio ancora del D’Annunzio che mi piace a me.

    la musica ci sta tu l’abbia sentita nel Meraviglioso mondo di Amélie, se l’hai visto, oppure in sottofondo di qualche servizio televisivo, essendo suo malgrado una musica-puttana, un po’ come i primi secondi del Köln Concert di Jarrett.

  5. Amélie! Ecco dove! Mi pareva. Io comunque la pioggia nel pineto la preferisco letta dalla mia vecchia profia, che aveva più garbo pur non mancando di incisività dove serviva. La sensualità si avvertiva (e dire che la signora era d’un rigido…) ma c’era più misura. A me la misura mi fa effetto.

Dimmi pure, eh

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