Bien sûr, il est temps

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«Lontano, il rimorchiatore ha fischiato; il suo richiamo ha passato il ponte, ancora un’arcata, un’altra, la chiusa, un altro ponte, lontano, più lontano… Chiamava a sé tutte le chiatte del fiume tutte, e la città intera, e il cielo e la campagna, e noi, tutto si portava via, anche la Senna, tutto, che non se ne parli più.»

(Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte, Corbaccio 2005)

L’ansia sconsiderata e grottesca di quest’ultima ora, cercando in casa questo libro che non si trovava, come fosse aria, da non poterne fare a meno un minuto di più – nessun libro mai, mai, mi ha fatto né mi farà un effetto simile. Nessun libro. Mai.

L’attimo prima sei lì che ti fumi una sigaretta alla finestra e ne hai fumate troppe ah davvero troppe oggi e questo libro saranno mesi o anni che non ci pensi e ricalchi il profilo delle colline già nere intorno e qualche ultimo volo sperduto e intanto incautamente rifletti, consideri; l’attimo dopo non si sa come – ma sì che lo sai, tu sì che lo sai – sei lì che butti all’aria gli scaffali come una matta e alzi la voce e Dove cazzo me l’avete messo Céline, dove, dove me l’avete messo che non lo trovo più, dove.
Poi lo trovi e capisci, poi finalmente lo trovi e dal sollievo assurdo capisci, scorri confusa le pagine a cercare quel finale così obbligatorio così necessario, che non se ne parli più, riconosci il tono e il richiamo e come un cane abbassi le orecchie guaisci appena, prendi atto non fai resistenza, qualcosa l’ha capito al posto tuo, che allora è tempo di finirci dentro, di nuovo – e di nuovo in aprile, come l’ultima volta. Che ti piaccia o meno è tempo, con tutto ciò che ne consegue.

Bien sûr, il est temps.

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2 comments

  1. Grandissimo libro…..io l’avevo preso in considerazione ai tempi del liceo, ma mi sono arreso dopo poche decine di pagine…..L’ho finalmente (e colpevolmente!) letto solo pochi anni fa.
    Mi è venuta pure una riflessione, su questo fatto: le cose cha abbandoni dopo averle iniziate pieno di speranze, in seguito fai molta fatica a riprenderle…..
    Sull’imprescindibile libro di Céline, c’è poco da dire: basta sfogliarlo un po’ e capisci che lo devi leggere, anzi che lo “devissimi” leggere!

    La mia pagina preferita è questa, ormai giunti alla fine del Viaggio:

    “L’osteria del canale apriva giusto prima dell’alba per i battellieri. La chiusa cominciava a ruotare lentamente verso la fine della notte. E poi è tutto il paesaggio che si rianima e si mette a lavorare. Gli argini si separano lentamente dal fiume, s’alzano, si stagliano ai due lati dell’acqua. Il lavoro emerge dall’ombra. Si ricomincia a vedere tutto, tutto semplice, tutto duro. Gli argani qui, le palizzate dei cantieri laggiù e lontano sopra la strada ecco che tornano da più lontano ancora gli uomini. Si infiltrano nella luce sporca a gruppetti intirizziti. Si riempiono di luce tutto il volto per cominciare passando davanti all’aurora. Vanno più lontano. Si vede bene di loro solo i volti pallidi e semplici; il resto appartiene ancora alla notte. Bisognerà pure che muoiano tutti un giorno anche loro. Com’è che faranno?
    Salgono verso il ponte. Dopo, spariscono poco a poco nella pianura e ne vengono sempre di altri, di uomini, ancora più pallidi, via via che la luce sale dappertutto. A cos’è che loro pensano?”

  2. bellissima, la tua pagina preferita.
    la mia, non so: cambio idea ad ogni apertura casuale, è un libro costellato di pagine preferite potenziali.

    al liceo, eh, troppo presto davvero. c’è gente che muore senza esser mai stata pronta per questo libro. e anche beati loro, volendo. ma anche no: beati noi.

Dimmi pure, eh

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