Autoritratto del lunedì n. 6: a pezzi, ma con sylvia plath

Autoritratto del lunedì n. 6: a pezzi, ma con sylvia plath
(della serie non-è-che-stia-proprio-benissimissimo)

autoritratto_n6_01

«(…) Sono abitata da un grido.
Di notte esce svolazzando
in cerca, con i suoi uncini, di qualcosa da amare.

Mi terrorizza questa cosa scura
che dorme in me;
tutto il giorno ne sento il tacito rivoltarsi piumato,
la malignità.

Le nuvole passano e si disperdono.
Sono quelli i volti dell’amore, quelle pallide
irrecuperabilità?
E’ per questo che agito il mio cuore?

Sono incapace di maggiore conoscenza.
Che cos’è questo, questa faccia
così assassina nel suo strangolio di rami? -

Sibilano i suoi acidi serpentini.
Pietrificano la volontà. Queste sono le colpe isolate
e lente
che uccidono e uccidono e uccidono.»

(Sylvia Plath, Olmo, in Ariel)

autoritratto_n6_02

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7 comments

  1. PS: che meravigliosa

    meravigliosa

    meravigliosa poesia

  2. PPS: che poi a me la sylvia plath mi sta anche discretamente sui coglioni

    fondamentalmente

  3. Manfredi
    ma guarda, se scruti a dovere c’è ancora ;p

  4. questi autoritratti del lunedi mi piacciono!

  5. Il labbro è molto sexy, altro che baffone o baffetto….
    L’occhio mi sconvolge un po’, però…..Uno sguardo egizio?
    Forse per restare in tema con l’allegra poesia…..

  6. Francesca
    son contenta! ;)

    Maurizio (che anche te come il Manfredi mi eri finito nello spam, io vi chiedo perdono a tutti e due, spero ci farete l’abitudine col tempo)
    grazie neh, anche se su di me di sexy non c’è niente, giuro, ma a maggior ragione grazie!, è un complimento inconsueto, il labbro ringrazia. l’occhio, non so… sarà che il viso preso a pezzi decontestualizzati finisce per sembrare una roba stranissima… comunque magari sì, l’umore e lo sguardo erano abbastanza intonati con l’allegra poesia, stamattina, effettivamente.

Dimmi pure, eh

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