29 apr 10 Se hai qualcosa da dire, non far complimenti

«E a Nestore lì gli è incominciata a non star dritta le testa; e ha ripetuto le frasi che diceva alla sua lavatrice, delle frasi dolcissime, per quello che si capiva, e di tenero amore; ma con la voce fluttuante e lo sguardo come un po’ rilasciato. E anch’io avevo il sonno che mi ronzava negli occhi.
Poi muoveva solo la bocca per forza d’inerzia, e si doveva essere perso in un dormiveglia sereno e improvviso, un dormiveglia da pomeriggio.»
(Ermanno Cavazzoni, Il poema dei lunatici, Guanda 2008, p. 56)
28 apr 10 Ci sono ben 9 commenti
Mr. Rino aerosol a pistone.
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Ho l’aerosol più bello del mondo. Roba che stamattina svegliarmi con la laringotracheite son stata quasi quasi contenta. Grazie che esisti, Mr. Rino!
27 apr 10 Ci sono ben 2 commenti

«Da dove stavo là in alto, si poteva benissimo gridargli addosso tutto quel che volevi. Ci ho provato. Mi facevano tutti schifo. Non avevo il fegato di dirglielo durante il giorno, quando mi ci trovavo di fronte, ma da dove stavo non rischiavo niente, gli ho gridato “Aiuto! Aiuto!” solo per vedere se quello gli farebbe qualcosa. Proprio niente gli faceva. Spingevano la vita giorno e notte davanti a sé gli uomini. Gli nasconde tutto la vita agli uomini. Nel rumore che fanno loro stessi non sentono niente. Se ne fottono. Ve lo dico io. Ho provato. Val mica la pena.»
(L.-F. Céline, Viaggio al termine della notte, in una pagina che ora mi fa fatica)
26 apr 10 Ci sono ben 7 commenti
Autoritratto del lunedì n. 6: a pezzi, ma con sylvia plath
(della serie non-è-che-stia-proprio-benissimissimo)
«(…) Sono abitata da un grido.
Di notte esce svolazzando
in cerca, con i suoi uncini, di qualcosa da amare.
Mi terrorizza questa cosa scura
che dorme in me;
tutto il giorno ne sento il tacito rivoltarsi piumato,
la malignità. Continua →
22 apr 10 Se hai qualcosa da dire, non far complimenti
Jethro Tull, Bourée (Stand Up, 1969)
based on Bach’s Suite in E Minor for Lute (BWV 996)
Eh. Beh.
19 apr 10 Ci sono ben 7 commenti
Autoritratto del lunedì n. 5 con baffi finti (eh!), e per giunta triplo (eeeh!!!), che mi veniva anche molto da ridere e spero che dopo questo non saprò più cosa inventarmi.
Continua →
18 apr 10 Se hai qualcosa da dire, non far complimenti
…
Giovanni Sollima, When We Were Trees part VI: The Family Tree (Vivaldi)
Giovanni Sollima, Monika Leskovar, Netherlands Youth String Orchestra. Played at the Amsterdamse Cello Biënnale festival on 18th October 2008
Da non poterne più.
17 apr 10 Se hai qualcosa da dire, non far complimenti
Interlocutore Telefonico: «E allora insomma dài, dimmi, aggiornami»
Sere: «Ma senti boh… perché devi sapere che io… blabla… e sicché poi… blablabla… morte e distruzione… anche se, certo… puah, rigurgito di amarezza… ma anche l’esatto contrario… e allora cosa vuoi che ti dica… … e poi non mi sento neanche tanto bene…
… Oh ma tu guarda!: tanterrime margherite»
I.T.: «Eh?»
S: «Mar-ghe-ri-tis-si-me»
Nient’altro che margherite. Continua →
16 apr 10 Ci sono ben 2 commenti

«Lontano, il rimorchiatore ha fischiato; il suo richiamo ha passato il ponte, ancora un’arcata, un’altra, la chiusa, un altro ponte, lontano, più lontano… Chiamava a sé tutte le chiatte del fiume tutte, e la città intera, e il cielo e la campagna, e noi, tutto si portava via, anche la Senna, tutto, che non se ne parli più.»
(Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte, Corbaccio 2005)
L’ansia sconsiderata e grottesca di quest’ultima ora, cercando in casa questo libro che non si trovava, come fosse aria, da non poterne fare a meno un minuto di più – nessun libro mai, mai, mi ha fatto né mi farà un effetto simile. Nessun libro. Mai. Continua →
15 apr 10 Ci sono ben 9 commenti
Parrucchiere: «Allora, come li facciamo?»
Sere (con l’aria di chi non si aspetta più nulla dalla vita che le viene sempre quando si guarda negli specchi e dei parrucchieri e dei camerini della Upim): «Eeeh… qui c’è poco da fare… non lo so guarda, vedi te. Taglia un po’ qui un po’ lì, ma il meno possibile!, quel tanto che basta per non farmi sembrare così… così…»
P: «… Così come?»
S: «Così a metà tra David Bowie ai tempi d’oro e uno spazzolino da water ipertrofico»
P: «…»
S: «Lo spazzolino, ipertrofico, non il water eh»
P: «Sì sì, si capiva»
S: «Ah ok. … Ah e quasi mi dimenticavo: non mi scoprire le orecchie percaritàdiddìo!, che altrimenti sembro Cucciolo»
P: «Cucciolo»
S: «Sì Cucciolo, hai presente: il settenano, quello con le orecchie a sventola» Continua →