«Veleggio come un’ombra
nel sonno del giorno
e senza sapere
mi riconosco come tanti
schierata su un altare
per essere mangiata da chissà chi.
Io penso che l’inferno
sia illuminato di queste stesse
strane lampadine.
Vogliono cibarsi della mia pena
perché la loro forse
non s’addormenta mai.»
(Alda Merini, Veleggio come un’ombra, da qui)
Buon lunedì a tutti.
Presenti esclusi.
Tags: alda merini, letteratura italiana, poesie
Alda Merini…la mia preferita. Crono, il mio incubo diurno. Grazie per la poesia
Io invece la Merini la amo insomma: a sprazzi.
Ma certe cose sa dirle solo lei. Solo lei li sa e li sa dire, certi dolori.