«Ora dalla notte al giorno.
Ora da un fianco all’altro.
Ora per i trentenni.
Ora rassettata per il canto dei galli.
Ora in cui la terra ci rinnega.
Ora in cui il vento soffia dalle stelle spente.
Ora del chissà-se-resterà-qualcosa-di-noi.
Ora vuota.
Sorda, vana.
Fondo di ogni altra cosa.
Nessuno sta bene alle quattro del mattino.
Se le formiche stanno bene alle quattro del mattino – le nostre congratulazioni. E che arrivino le cinque, se dobbiamo vivere ancora.»
(W. Szymborska, Le quattro del mattino)
Com’è vero. Anche se le tre e mezza sono persino peggio, secondo me. Perchè sai che le quattro sono dietro l’angolo, ovvio.
son d’accordo. ma guarda io esser proprio sincera sincera a seconda dell’andazzo delle volte inizio a preoccuparmi già verso le due e mezzo/tre, per avvantaggiarmi.
e comunque ci son certe notti che sono un’unica, infinita quarta ora del mattino. e non è mica per niente bella, come cosa.