«Quelli però stavano tutti quanti a parlare che nemmeno mi sentivano. Quell’altra seguitava a smaniare. Stavo a sedere su questo letto e guardavo per terra. Mi guardavo le scarpe scucite. Pure i calzini, che era poco che me l’ero comprati, erano già tutti rotti pure quelli, con tutto che gliel’avevo detto, a quello dove li avevo comprati, che magari volevo spendere qualche cosa di più ma li volevo di qualità buona. Hai visto che qualità buona, che m’avevano dato. No, qui allora si vedeva proprio che era inutile che uno cercava sempre di fare le cose bene. Perché tanto, dopo era uguale. Mannaggia, no. Mannaggia.»
(…)
«Sul sedici, c’erano pure diversi altri che si vedeva che andavano pure loro a San Giovanni, essendo che parecchi portavano i frutti per i parenti.
“Ah, ma che,” gli chiesi a una col figlio che portavano una busta con l’uva e un’altra con le noci, e pure un pacchetto tutto incartato bene che diceva premiata pasticceria Alpino, “si possono portare pure i generi di pasticceria?”
“No,” dissi, “perché io, anzi, mi credevo che magari si poteva portare solo l’uva! Perché credevo che le monache,” dissi, “facevano osservazione.”
(…)
«Andai con Gina fino dove stavano quelli, che era poco dopo la fermata, poi tornai indietro. Stavo un po’ alla fermata a guardare che era nuvolo, e non sapevo se m’andavo a mettere a un caffè che stava lì davanti, oppure se riandavo a questa Villa Adriana, che l’altra volta ero sempre rimasto vicino all’entrata per paura che poi magari facevo tardi.
Dopo pareva che era meno nuvolo, anzi si vedeva che dalla parte di Roma stava a schiarire. Mi mettevo a camminare per questa strada che s’arrivava all’entrata.
Dentro poi non c’era nessuno. Camminavo davanti a una fontana lunga senz’acqua, sotto un muraglione che sul libretto diceva che era, ma poi diceva che l’identificazione era inaccettabile, essendo che era molto più grande e la forma nemmeno corrispondeva. Diceva che insomma, veramente che era, non si sapeva.»
(…)
« “… Ma che or’è?”
“E’ presto. Perché? Hai da fare?”
“No, subito no. Ma dicevo perché magari è finito l’orario di visita.”
“Ma qui ai Pensionanti,” disse, “non c’è l’orario di visita.”
“Ah, menomale,” dissi. “Sennò poi mi faccio sempre strillare da queste monache del cazzo.“»
(…)
« “Ma io voglio andare dove ti pare,” si mise a piangere. “Dove ti pare. Voglio andare dove ti pare. Dove voglio andare, io? Dove ti pare.”
Piangeva forte, appoggiata al muraglione.
Poi tirava la mano che gli stavo a tenere questa mano, mi faceva sentire che era tutta bagnata pure lei sulla faccia che era stata a piangere.
Stavamo lì che ci stringevamo con queste mani che stavamo a piangere, che nemmeno sapevamo dove stavamo.
Stavamo stretti appoggiati a questo muraglione.»
(…)
«… ma che poi chi lo sa chi eravamo, e tutto quanto che era.»
(Franco Lucentini, Notizie degli scavi, Mondadori 2001)