
«Portami con te nel mattino vivace
le reni rotte l’occhio sveglio appoggiato
al tuo fianco di donna che cammina
come fa l’amore,
sono gli ultimi giorni dell’inverno
a bagnarci le mani e i camini
fumano più del necessario in una
stagione così tiepida,
ma lascia che vadano in malora
economia e sobrietà,
si consumino le scorte
della città e della nazione
se il cielo offuscandosi, e poi
schiarendo per un sole più forte,
ci saremo trovati
là dove vita e morte hanno una sosta,
sfavilla il mezzogiorno, lamiera
che è azzurra ormai
senza residui e sopra
calmi uccelli camminano non volano.»
(Attilio Bertolucci, Portami con te, da Viaggio in inverno,
in P.V. Mengaldo, Poeti italiani del Novecento, Mondadori 2000)
(io nella prossima vita ho deciso voglio un uomo che mi ami così, come l’Attilio alla Ninetta. con le stesse parole, voglio che mi ami. virgole comprese.
o così o niente.)
Tags: attilio bertolucci, poesie, sulla via emilia

ahahahahah :) brividi!
E perchè solo nella prossima vita?
Lorenzo
pecché mai tu osi trarre buonumore dai miei serissimi desideri d’amore??? ;-)
…desiderarlo per la prossima vita è molto più plausibile che sperarlo in questa: son più propensa a credere alla possibilità di un’altra vita dopo la morte (benché non ci creda) che non a quella che mi possa capitare un amore del genere in questa qui, di vita. e t’ho detto tutto.
Ehehehe… Beh, non si sa mai che possa succedere… anche se “chi visse sperando morì a Montecatini” in malo modo :) credo che un desiderio sia diverso da una cieca speranza-pia-illusione…
“chi visse sperando morì non si può dire”, per dirla con i Litfiba dei tempi che furono ;-)
le mie speranze io ora preferisco riderci su e prenderle poco o niente sul serio.
anzi no, non “preferisco”: è proprio obbligatorio, a livello di sopravvivenza.
E’ pure bello non avere speranze, nemmeno credere nelle speranze – ma senza cadere o far capolino a Disperazione! – e scoprire che accade anche quel che non si è osato neppure sperare. Accade l’assenza di quella speranza non sperata. A volte capita…
“Accade l’assenza di quella speranza non sperata” è bellissimissimo da leggere, a prescindere dall’eventuale significato ;-))
Parafrasando un noto adagio americano riguardante la giocherellona imprevedibilità della vita: “love happens”.
(oh yeah)
ahahahah oh my god! :) sì sì sì sì sì… it happens! Bussa, fa toc toc, posso entrare? Mmmhh, non lo so mica. Dai solo un attimo, non voglio disturbarti per molto. Così lo fai entrare, poi lo fai sedere e dopo un po’ ti accorgi che sono cinquant’anni che state chiacchierando su quel divano, ma sembra la prima volta che vi vedete.
Ecco per me è così che “o così, o niente”. O così o niente. O così o niente, tutta la vita.