Non so se vi è mai successo.
Che un giorno – tipo oggi alle ore 12.47 – ti arriva la newsletter di una nota casa editrice e vedi un nome che non ti suona per niente nuovo, fai mente locale e pensi Noddài, non è possibile che quel cretino pervertito pallonegonfiato maniaco sessuale insulso squilibrato* che anni fa ci trovammo a scambiarci parole e non solo – soprattutto non solo – in riva a un fiume in un momento di mia particolare dissolutezza e sbandamento e lui mi raccontava della famosa scuola di scrittura creativa che frequentava e io pensavo che schifo, le scuole di scrittura creativa, e soprattutto quella che frequentava lui, e mi mandava da leggere i suoi fessi raccontini nel cassetto che facevano il verso a chi insegnava nella famosa e odiata scuola di scrittura creativa testé ricordata, e insomma al di là di tutto era veramente un cretino, fidatevi, e ora mi tocca ricordarmi come si chiamava solo per via del suo nome e cognome stampato sulla copertina di un libro in uscita per una nota casa editrice. Diosanto. Dove-andremo-a-finire.
E allora mi chiedevo: vi è mai successo?
Ecco, sappiate che fa tantissimo ridere, quando succede.
E comunque gli scrittori secondo me è sempre meglio non conoscerli di persona. Anche quelli futuri. Proprio a livello di precauzione.
* per la cronaca: fui io a troncare. sennò sembra che è il mio orgoglio ferito che parla, quando invece sono io

Questo post mi suona così familiare… No, non intendo dire che ho avuto una relazione omosessuale con il tuo ex “pervertito pallonegonfiato maniaco sessuale insulso squilibrato”… Mi riferisco all’odio per gli autori prodotti dalle scuole di scrittura creativa (puro controsenso, la creatività in salsa accademica), ma soprattutto alla rassegnazione del “dove andremo a finire”. Giusto per farti un esempio, nel corso dell’Università, ho conosciuto tanti cretini e tanti incompetenti (gente che sì e no avrà letto 10 libri e visto 20 film nell’arco dei primi 25-26 anni di vita). Sai che tristezza vedere che alcuni di loro sono finiti in Rai (come opinionisti…!), altri (raccomandatissimi) bazzicano nell’ambiente dei Premi letterari nazionali e altri ancora lavorano oggi in prestigiose riviste di critica cinematografica!
In sostanza: sì, mi è successo, purtroppo.
ah ecco, vedi, è una roba endemica: che profondo sconforto.
c’è tutta una parte di Kammerspiel, di Paolo Colagrande, sulle scuole di scrittura creativa che secondo me è splendida (”E la sera durante la mesta cena l’allievo della scuola di scrittura creativa Bruno tutto dogmatico a spiegare agli incompetenti genitori che il mercato di porta palazzo è un primo segmento nel percorso della coscienza del proprio potenziale creativo ritmico gergale comunicativo e via discorrendo, con la mamma che ha gli occhi rossi dal gran piangere e il papà che esce e va al bar che a sentir certe cose gli viene addosso un dispiacere, con tutti i sacrifici che fa”)
Non mi è mai successo. Però ci sarebbe davvero da ridere…o piangere?!
Fortunato lui che vende il suo libro! Anche se venderlo da raccomandato davvero non saprebbe di niente.
Alcuni scrittori non me ne fregherebbe una emerita… ehm… mazza :) conoscerli mentre qualcun altro sì. Però certo magari poi non ti ci diverti ad uscirci la sera per una pizza perchè sarebbero alquanto noiosi… però magari, quando sono lì nella loro stanzetta, incontrano qualcosa, e la raccontano: ed allora quando si legge, s’incontra pure noi questo qualcosa ed è incredibilmente emozionante.
Per il fatto che questo tizio sia un cretino, beh, credo che quando uno si espone e diviene un po’ pubblico, tipo quando pubblica un libro, sicuramente per qualcuno è un cretino. Mica tutti possono essere d’accordo su quel che si scrive/pensa! No? Però se te dici che questo lo conosci… beh, mi fido :)
@Francesco
bellissima, grazie. me lo segno, il Colagrande.
@Francesca
alla fine la mia filosofia è sempre quella del “ridere per non piangere” ;)
@Lorenzo
il fatto è che fa un pò impressione, vedere una persona che hai conosciuto per bruttissima diventare uno “scrittore” e soprattutto vederlo riconoscere come tale, sapendo di che pasta marcia è fatto.
Poi va bè, io come se non bastasse nutro anche un’idiosincrasia particolarmente incarognita verso chi, uscito da una di queste “scuole” (in questo caso parliamo della Holden di Baricco, presumo si fosse capito), si crede automaticamente uno scrittore solo per aver pagato fior di milioni. Se poi trovano chi li pubblica, capirai, il “gonfiaggio” è completo e irreversibile. L’andazzo è quello: orde di pseudo-scrittori fatti con lo stampino e che se la credono tantissimo. E addio letteratura.
Il discorso su meriti scsvalcati dai nepotismi (o anche solo dalla fortuna, dalla classica botta di culo, nella società moderna ci porterebbe lontano…….Non sriguarda olo la letteratura, ovviamente……..
Nel campo a me più familiare della musica succede di tutto…….A cavallo tra i ‘70 e gli ‘80 in Italia nel panorama pop/rock italiano uno degli artisti più interessanti era Fausto Rossi (in arte Faust’o). Per anni è stato escluso dal “giro buono” ed i suoi lavori successivi al 1981 (mi risulta ancora in attività) non li trovi nei negozi normali, ma magari scrivendo a casa del micro-editore che glieli ha pubblicati……In compenso hai visto arrivare (e vincere!) Sanremo 2009 un tal Marco Carta, a me completamente sconosciuto, il cui unico merito per raggiungere quella importante passerella era stato quello di far la comparsa in un programma di buffoni in una rete televisiva del signor silvio berlusconi……
@maurizio
bè insomma dài, l’esempio di Sanremo e di Marco Carta non so quanto possa essere indicativo: a Sanremo han vinto anche i Jalisse e la Lola Ponce, santiddio, che dalla De Filippi non c’erano passati. Cioè a dire che a Sanremo vincon delle merde a prescindere, anche senza l’aiuto della Maria.
Ad ogni modo, certo, magagne del genere le trovi in ogni campo…. Quello che a me mi fa incazzare è l’idea che si pubblica magari un povero di spirito uscito dalla Holden e non si pensa neanche lontanamente a ristampare libri “veri” e con le palle ormai introvabili…
Purtroppo però è una cosa molto ovvia: se si fa di tutto per rincoglionire un intero popolo, e ci si riesce così bene, è ovvio che poi quello stesso popolo sarà in grado di chiedere e “consumare” solo l’ennesimo scrittorucolo uscito dall’ennesima scuola di scrittura creativa. Bah, che amarezza.