Milano è lontanissimo

(l’altro giorno nel mio vagone c’era una classe di bambini in gita, una bambina raccontava che era stata a Milano, un bambino le ha detto Milano?? Ma è lontanissimo!!!, con il tono di uno che è veramente stupito e tantissimo ammirato per cotanta prodezza. io nel sedile dietro ridevo perché a trent’anni a me Milano mi sembra ancora, lontanissimo. mi fa un effetto avventuroso tipo fascino dell’esotico. e niente. chiusa parentesi.)

Il dramma di Milano è che sta lassù al nord, va mica bene.
Se era al sud mi tornava meglio.

Spiego: io, come potete ben rendervi conto sbirciando l’apposita cartina, le mie trasferte tendo a concentrarle nel pezzo di Italia che va da Firenze (mia terra natale e domiciliare) in su. Non è che lo faccio apposta. E’ che in quel pezzo lì per esempio c’è l’Emilia Romagna che io quella regione la amo di un amore incondizionato, mi tocca tornarci spesso proprio per un fatto di innamoramento, per dire; poi c’è Milano che non la amo per niente – cioè Milano non mi dispiace, come città, più che altro sono i milanesi che, mh, insomma – però essendo una città molto ricca essa ospita delle esposizioni d’arte senza pari in Italia che io delle volte non posso proprio farne a meno, e stando lassù al nord mi scompiglia tutti i piani di incrementare le mie scorribande verso sud.

Allora niente, ero tutta contenta che avevo deciso a fine marzo di andare finalmente a Napoli approfittando delle lusinghe del ciclo di mostre Ritorno al Barocco (tra cui una al MADRE intitolata Barock, che uno se è curioso può visitarla virtualmente, lasciamo stare che a me mi viene da vomitare istantaneo, ma comunque è ganzo il virtual tour, provate, se non soffrite troppo il mal di macchina ce la potete fare, c’è anche la voce di una signorina che vi spiega opera per opera), e insomma, dicevo: non ci posso mica più andare, a Napoli, per via di Milano e il suo essere esageratamente al nord. Però si sappia che c’ho provato, ad invertire la rotta.

(sull’andare a Milano vi volevo anche dire una cosa di natura pratica che magari a qualcuno può tornare utile come a me mi è tornata, utilissima: a Milano la cosiddetta “bassa stagione”, cioè quella che si paga meno per dormirci, è nei periodi non fieristici: periodi non fieristici che così a prima vista possono sembrare inesistenti in quanto a Milano su trecensessantacinque giorni trecensessanta circa son di fiera: allora il mio consiglio è: salvatevi nei preferiti questa pagina qui onde riuscire a scucire i prezzi più bassi agli alberghi e b&b prenotando in periodi senza fiere, che se uno è bravo con un po’ di allenamento ce la fa a individuarli, giuro, e quando ci se la fa come ce l’ho fatta io poco fa, è bellissimo, son veramente soddisfazioni)

Con Hopper l’ho scampata, dato che dopo Milano scende a Roma e io me l’andrò a vedere lì (tiè). Ma a Schiele e il suo tempo ci resto sottissimo, non c’è verso.

Ve l’ho mai detto che Schiele è uno dei miei pittori preferiti se non IL preferito? Ebbene: Schiele è uno dei miei pittori preferiti, se non IL preferito.

Ora, a pensarci, Schiele è forse IL preferito tanto quanto lo è Chagall: quindi i miei due pittori preferiti sono quanto di più antitetico l’uno dall’altro. Questo spiega tante cose. A pensarci, questo spiega di me più di quanto possano spiegare vagonate di parole (io credo).

Per esempio:

schiele_04

Schiele…

chagall_01

…Chagall…

schiele_02

…Schiele…

chagall_02

…Chagall.

Angoscia, sconcezza di segno e d’intenzione, ferita aperta, pena che la puoi toccare, graffia gli occhi, ti contamina, ti impiastriccia i pensieri di colori immondi; fiaba, nuvola leggera, piccole magie d’amore, lacrime forse sì ma di gioia, di sogno, di stupore, di ingenuità infinita. Patisco il fascino di tutti e due in maniera esagerata e identica. Quello che sono e quello che vorrei, ma non troppo, anzi quello che ero, che non sono più, che non potevo proprio essere, probabilmente, chi lo sa, chi se ne importa.

Son malato d’infanzia e di ricordi
e di freschi crepuscoli d’aprile

cantava il cantautore.

E niente. Ho perso il filo.

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21 comments

  1. Bel post… mi piace-mi è piaciuto… assai! :-)

  2. No dai non è lontanissimoooo da Firenze. Bisogna solo farci l’abitudine. Ed io ancora non ce l’ho fatta. Io sono di zone non lontane da Firenze :) ma vivo e lavoro a Milano da due anni. Voglio scapppareeeeeeeee! :) Mi manca troppo la mia terra! Qui si vede il sole solo per 3 mesi all’anno, la nebbia la fa da padrona e gli uomini sono malati da ufficio… che posto strano che è Milano. A Milano si lavora… :(

  3. Spero tu venga a Napoli, il Madre è una cosa bella assai. Ho vissuto a Milano, e se si vuol andare per mostre, si va a Milano. E poi Schiele…quasi, quasi…

  4. E sicché sei in ritiro forzato a Milano? Povero! :)
    Comunque a dirti la verità a me mi piace quando i posti mi paiono lontanissimi, così andarci diventa un’avventura: tutto ciò che mi avvicina alla sensibilità dell’infanzia io lo vedo di buonissimo occhio… ;)
    E poi credo sia una sensazione inevitabile, un retaggio dei miei anni di prigione/depressione: in quegli anni lì Milano non era lontanissimo: era proprio irraggiungibile; così come era irraggiungibile qualsiasi altro luogo, a partire dal supermercato sotto casa.
    Tanti posti per me sono rimasti a tutt’oggi impossibili da raggiungere, e quelli che invece ora ce la posso fare la mia mente continua ad intenderli come “lontanissimi” perché ciò che per una persona “sana” è un viaggetto da niente per me rimane una piccola Odissea dall’esito sempre incerto. Ma in fondo mi piace, ha tanti lati positivi questo mio mondo “fuori scala”, è pieno di inevitabile meraviglia :)

  5. Lo spero tanto anche io! Avevo anche già trovato una tana provvisoria che faceva al caso mio… C’avessi abbastanza soldi non ci penserei due volte, non rimanderei; ma considerato che son qui a raschiare il barile, mi tocca dar la precedenza a Schiele. Intuisco che un pò mi capisci ;)

  6. Ma guarda……avrei scommesso che diceva
    “…Son malato d’infanzia e di ricordi
    riflessi in crespuscoli d’aprile…..”

    Evidentemente è troppo tempo che non riascolto “La luna”…….

    Ma anche un altro cantore diceva:
    “Lontana è Milano dalla mia terra
    tremila sogni più al nord….”

    ed il sommo Tommaso Landolfi:
    “….Milano, è evidente, non esiste.”

  7. Ma quanto sarà bella quella canzone lì?
    (Confessioni di un malandrino di Branduardi, per chi legge e non sa, non come noi che siamo bravissimi)

    Oh ma io non mi ricordavo questa cosa che ti piace Landolfi, chissà se me l’avevi mai detta prima, probabilmente sì. Dove lo dice, te lo ricordi?
    Che nostalgia… bisogna assolutamente che riprenda in mano qualcosa di suo al più presto: Rien va, magari; o Le più belle pagine raccolte da Calvino, che fu il libro attraverso cui lo conobbi ed è tutto avvolto da un’aura di ricordi e malinconie.

    ps: a leggere che era arrivato un tuo commento mi son ricordata d’un tratto del ristorante per firenze: chiedo perdono: scomparso dalla mente in maniera completa un minuto dopo la promessa. ‘desso provo a chiedere poi ti dico (sempre che a firenze non ci siate già stati nel frattempo :)

  8. In breve:
    1. Il racconto di Landolfi in questione si intitola, appunto, “Milano non esiste”; è quello che chiude “A caso”, ma si trova anche ne “Le più belle pagine” scelte da Italo Calvino.

    2.Mi sono dimenticato di riascoltare “La luna” ….più che altro per controllare se la mia memoria – un tempo infallibile – mi ha tradito sulla frase in questione…..e dire che “confessioni di un malandrino” è una delle canzoni della quale ricordavo tutto il testo a memoria (è una bella poesia di Esenin, per chi colpevolmente non ne fosse edotto)

    3.Gita a Firenze: Il giro della settimana scorsa è saltato (moglie richiamata al lavoro per malatta di collega => sue ferie cancellate); se ne riparla FORSE tra 15gg, oppure quando io rientrerò dal mio prossimo viaggio asiatico (fine marzo)…..

    4. il succitato viaggio asiatico (17 febbraio/18 marzo) mi preclude bellamente le tre date della tournée italiana della Dave Matthews Band, accidenti……

  9. 1. ah ecco, grazie! certo che con un po’ di fantasia ce la potevo anche fare, arrivarci da sola ;)
    2. ecco vedi per esempio io molto colpevolmente non ne ero mica edotta, che era una poesia di Esenin! ora sollo. comunque son sicurissima che la mia dice “di freschi”, non “riflessi”, giuro
    3. ve’, mi dispiace!
    4. che sculo (che non so se in tutta Italia significa la stessa cosa di qui in fiorentinia, cioè una specie di “che sfortuna”)

  10. Bellissimo blog, scoperto oggi. Schiele piace molto anche a me, solletica il mio animo tardoromantico come pochi altri. Al momento, comunque, il problema principale di Milano sono le polveri sottili. Finchè non risolvono questo problema per me può benissimo rimanere al nord :P

  11. sono molto d’accordo con te (ah, e benvenuto! :)

  12. PS: sai che a me uno scrittore molto antipatico e non tanto famoso con cui intrattenni uno scambio epistolare anni fa mi disse che a Milano ci son dei tramonti meravigliosi, tutti arancioni e viola come non li vedi in altre parti d’Italia, proprio per via delle polveri sottili. per dire. c’hanno anche un loro perché, a volerglielo trovare ;)

  13. Ti dirò, alla fine a me Milano piace. Dopo 6 anni comincia a starmi stretta, però riesco ancora a farmela piacere. I palazzi signorili del centro e l’atmosfera vagamente bohemien dei navigli me la fanno preferire a molte altre città, però ha alcune pecche che col passare dei mesi sopporto sempre meno: una certa vacuità (soprattutto se parlare di borsette Gucci non rientra esattamente tra le tue priorità), l’insopportabile chiusura mentale che si respira già in provincia (a Milano non te l’aspetti), infine questa fastidiosa cappa di smog che, nella migliore delle ipotesi, dimezza le tue aspettative di vita. Poi è vero, qualche bel tramonto c’è anche qui, ma per vederli riuscire a superare i mille casermoni di cemento che segnano l’orizzonte. Grazie per il benvenuto comunque :)

  14. Alla fine neanche a me dispiace eh: starci tre giorni di tanto in tanto, però: di più non so, mi sa che entrerei ben presto in conflitto con i milanesi (generalizzo) e mi verrebbe la malinconia.
    Ma poi io non faccio testo perché fondamentalmente sono una campagnola: star troppo senza alberi e uccellini e erbette, o prima o dopo mi viene per forza, la malinconia.

    Comunque mi ricordo un tramonto visto in cima in cima al Duomo, proprio a cavalcioni, in un gennaio insolitamente limpido. Che bel ricordo, quella passeggiata sul Duomo, con tutte quelle guglie e quei pinnacoli. Bella proprio.

  15. I milanesi, quelli di città, milanesi al 100%, di fatto non esistono più, forse anche per questo non sono così terribili… Le cose peggiorano man mano che ti allontani dalla città. Si va dal brianzolo che si sente un figo della madonna perchè è ancora abbastanza vicino alla metropoli, al valligiano orgoglioso di esserlo. Il primo vedrà come massimo obiettivo l’acquisto del Cayenne; il secondo simpatizzerà con la Lega Nord proporzionalmente al numero di insulti razzisti dei suoi rappresentanti. Il quadro non mi sembra dei migliori… E’ anche vero però che, alla lunga, impari a relazionarti anche con simili elementi, e quindi il problema principale resta lo smog (o, nel tuo caso, l’assenza di verde). Comunque a Firenze (e zone limitrofe) non avete nulla da invidiare a Milano, io gli interni della Basilica di Santo Spirito me li sogno la notte!

    PS: vediamo se il tuo WP mi considera spam per la terza volta ;)

  16. Che poi io a ben vedere Milano la invidio solo per le mostre di Palazzo Reale, essenzialmente, così come invidio Roma per lo stesso motivo (anzi Roma la invidio di più, dai).
    Ma come città da viverci, di Firenze non oso lamentarmi: piccina, raccolta, è tutto a due passi, col suo medioevo e il suo rinascimento… è a misura d’uomo come una città “minore”, ma ricca di meraviglie come la più preziosa città d’arte: mica poco, neh! ;)

    PS: ma sai che non me l’ha mai fatta una cosa del genere? Di mettere i commenti nello spam anche dopo avergli specificato che non lo sono. Mai, giuro. Mi spiace, sono in totale balìa di WP: speriamo che gli passi, che ti devo dire :(

  17. A me è capitato solo su un altro sito, nessuno si è mai accorto che ero finito nello spam e così ho anche smesso di visitarlo. Almeno tu ora lo sai che il filtro si è affezionato a me! Ti basterà controllare di tanto in tanto… Ho anche provato a cambiare mail per evitare tutto quel ripetersi di “manfredipomar” che poteva trarre in inganno il filtro, ma niente! Non è che Akismet non ha ancora fatto l’aggiornamento per rendere il plugin compatibile al 100% con l’ultima versione di WP?

    Comunque il Palazzo Reale ha perso colpi. Ha raggiunto il top con De Lempicka, Botero, Bacon, Kandinskij… poi, all’improvviso, un crollo verticale, con mostre che potevano benissimo essere allestite da comuni città medio-grandi (o in alternative ladrate come quella di Monet, presentata come una mostra epocale quando in realtà era una esposizione assai scarna). Solo ora, con Lichtenstein e Schiele, secondo me, Milano sta cercando di tornare a competere con le esposizioni delle grandi metropoli.

    Ora vado a ripassare che domani ho l’ultimo esame universitario (si spera)! Mi ha fatto molto piacere chiacchierare con te, spero di sentirti presto! Buonanotte!

  18. Mi sa che hai ragione, su Palazzo Reale. Io per dire l’ultima che ho visto lì è stata quella su Magritte che mi è piaciuta proprio poco, non so a te, a te magari tanto, a me invece poco davvero. Non so, forse subii il confronto con quella – bellerrima – che vidi a Parigi anni fa, alla galleria Jeu de Paume. Boh. Ad ogni modo mi parve proprio scarsina, quella di Milano.

    Lichtenstein è alla Triennale, giusto? Eh allora mi sa che ci tornerò, ché l’ultima volta c’era ancora Haring, son passati degli annetti.

    Ah poi lo sai sì che insieme a Schiele apre anche Goya, sempre a Palazzo Reale? Già che uno è lì, un salto ci va fatto :)

    Spero tutto benissimo con l’esame. Quanto a quel rompiballe di Askimet, ‘desso vedo se mi riesce rimetterlo in riga.

  19. Lichtenstein, sì, è alla Triennale ma ancora non so dirti se effettivamente merita. La mostra di Magritte l’ho persa, ma comunque sapevo di non perdermi granchè, mi era arrivata la soffiata (anche per Magritte vale il discorso fatto per Monet). Guarda, io ero al Palazzo Reale fino a due giorni fa per la mostra di arte erotica del periodo Edo. Interessante, ma terribilmente ripetitiva nei contenuti e nelle spiegazioni molto approssimativa. Un esempio: i disegni sono tutti pieni di scritte… ci fosse stata una scheda in cui veniva spiegato il senso di quelle scritte! Cos’erano? Poesie? Racconti erotici “da contorno”? Consigli d’arte amatoria? O mi sono perso qualcosa io o non hanno mai dato una spiegazione ad una curiosità che non credo di essere stato il solo ad avere!

    Ho letto che Sgarbi ti sta notevolmente antipatico (anche se lo apprezzi come critico, posizione condivisibile) però – obiettivamente – quando c’era Sgarbi alla cultura qua a Milano le mostre avevano uno spessore ben diverso. Far scappare uno come Sgarbi è stato un errore grossolano, credo che anche la Moratti se ne sia resa conto.

    Quanto all’esame, l’esito lo saprò il 9 febbraio; non sono molto soddisfatto ma tengo le dita incrociate… Grazie per l’interessamento comunque :)

  20. D’accordissimo sulla faccenda delle scritte. I curatori delle volte curano poco.

    Sgarbi: hai letto che gli han dato il padiglione Italia per la prossima Biennale? Probabile che mi risolverò ad andarci per la prima volta – dopo anni e anni che me lo riprometto – giusto per la curiosità di vedere cosa combina :)

Dimmi pure, eh