Il sonno della ragione genera mostri l’iPhone

sonno_della_ragione_goya

Francisco Goya, El sueño de la razón produce monstruos, acquaforte, 1797.
Madrid, Biblioteca Nacional de España

Allora adesso ho deciso mi comporterò da persona adulta e responsabile stilerò una lista dei pro e una dei contro per valutare in tutta coscienza e obiettività se l’iPhone mi è davvero così indispensabile che lo devo comprare a tutti i costi oppure meglio di no.

PRO:

1. allora…
2. … eeeh va bè, troppo facile…
3. … per esempio: lo voglio
4. lo voglio tantissimo
5. è da quando è uscito che il pensiero di volerlo mi perseguita, comprarlo potrebbe essere una soluzione
6. se lo compro la mia vita diventerà bellissima, e io con lei (ma non è proprio sicura sicura come cosa)

CONTRO:

1. l’enorme esborso quattrinesco che tale acquisto comporta mi susciterebbe a livello di coscienza una pletora di sensi di colpa devastanti che mi costringerebbero entro spire fiammanti per i prossimi mesi e forse anni e forse per la vita intera, contribuendo al rigoglio delle mie turbe psichiche già così bastevolmente fiorenti di suo, figuriamoci con l’incentivo, non ci voglio neanche pensare

2. l’enorme esborso quattrinesco che un tale acquisto comporta mi provocherebbe una subitanea crisi finanziaria gravissima che mi obbligherebbe a diradare se non interrompere del tutto per qualche mese le mie altrimenti ricorrenti trasferte peninsulari, e considerato che le suddette e salvifiche trasferte mi sono necessarie come l’aria e fors’anche di più, trovandomi nell’impossibilità di compierle io è probabile che muoio d’inedia e di malinconia oppure impazzisco

3. ma poi ora a parte le trasferte ci sono un sacco di cose che mi sarebbero precluse – tipo libri tè libri libri tè libri e forse anche qualche libro – per un tempo molto lungo tendente all’infinito

4. a differenza di quanto accade con il mio attuale cellulare acquistato alla Coop alla modica cifra di 45 euro che scalando i punti dalla carta socio son diventati ancora meno, che lo posso tirar fuori in pubblico in ogni momento senza andare incontro a tormenti di tipo etico-morale, l’iPhone io dovrei usarlo di nascosto in quanto non sopporterei l’idea di sembrare una che tira fuori l’iPhone in pubblico per tirarsela della serie Guarda io come sono figa che c’ho l’iPhone e voi invece no, va’ che situazione disagevole, ma poi al di là dell’impressione del tirarsela un iPhone attira sempre l’attenzione e io attirare l’attenzione è sempre meglio quando no

5. ora che ci penso lo dovrei usar di nascosto anche in casa ché altrimenti ho il timore che mi interdicano, per dire io fossi in loro mi interdirei

(rilegge attentamente il tutto)
(eh)
(rilegge con maggiore assennatezza)

Ok ho deciso lo compro.

iphone

Apple Inc., iPhone 3GS, 2009

Tags:

29 comments

  1. Ma cos’è ’sto iphone? Un telefonino?
    Da quando mi è morta la batteria del SAGEM, io c’ho un Samsung di quelli che si chiudono, pagato 49 euro; c’ho anche cinque SIM (ne ho comprata una in ogni Paese dove lo uso perchè mi hanno detto che “il roaming” (che sarebbe avere lo stesso numero dappertutto) costa un casino…..
    Quello c’ha anche il “bluetooth” e fa anche le foto, però queste non riesco a trasferirle sul pc, per cui non me ne faccio un cazzo……
    Questo ipone, cosa fa in più? E quanto costa?

  2. eh, si fa prima a dire cosa non fa. a chiamarlo “telefonino” di sicuro si offende. se sei curioso: http://www.apple.com/it/iphone/

    quanto al prezzo: 600 euro, spicciolo più spicciolo meno, se vuoi l’ultimissimo modello uscito (e io lo volli fortissimamente). in linea con quelli che sono gli esorbitanti prezzi degli ultimi cellulari usciti per esempio da Nokia, insomma.

  3. ma poi devi sempre metterci la scheda della TIM (quella che ti fa pagare gli SMS che invii all’estero ma NON li inoltra e che, quando gli telefoni per chiedere spiegazioni dicono che “non è un loro problema”)…per cui il servizio finale a ci accedi con questo “mostro” tecnologico è quello che è…..

    Allora, dico io, ma ne vale la pena?

    E’ come il Ponte di Messina: lo facciamo, tra dieci anni potremo risparmiare mezz’ora nella traversata di quei tre km….fatti per collegare il niente con il nulla…..

  4. Gli smartphone sono un’altro tipo di oggetto rispetto ai telefonini e si possono cominciare a considerare dei microcomputer: possono non servire come possono essere di qualsiasi marca e prezzo (in genere sempre elevato), ma è senz’altro riduttivo considerarli dei telefonini di lusso. Io mi sono innamorato della categoria acquistando un vecchio Sony Ericsson P800 su eBay per 60 Euro per poi però tornare subito a Nokia con cui mi trovo meglio come interfaccia. L’arrivo all’iPhone è stato un passo naturale non perché faccia qualcosa di più del Nokia (anzi, è il contrario), ma per la compatibilità e la sincronizzazione totale col computer – un Mac – cosa che non mi era possibile col Nokia.
    Se si viaggia spesso all’estero la soluzione perfetta resta quella di acquistare delle SIM locali, però è da ricordare l’opportunità (credo di tutti gli smartphone) di mandare sms gratuiti in qualsiasi parte del mondo sfruttando la funzione push o di telefonare tramite Skype. C’è un mondo infinito dentro agli smartphone (ammesso che serva, ovviamente: io ho smesso di portare con me il portatile da quando ho un iPhone acquistato d’occasione come nuovo a metà prezzo ed ho smesso di smadonnare rientrando a casa).

  5. … allora, sono anni che lo desidero, tra mille dubbi ora una folgorazione …. mi hai convinta, lo voglio anch’iooooo

  6. ah … la scheda TIM funziona benissimo anche all’estero

  7. La scheda TIM può anche funzionare, per telefonare, non lo metto in dubbio; io non l’ho mai provata…..da fuori verso l’Italia chiamo sempre dal pc. con skypeout, a 1 Euro/ora verso i telefoni fissi…..
    Però ho provato ad inviare SMS ad un collega in Laos e, sebbene mi venisse addebitato il costo, non ne è arrivato nemmeno uno, nonostante sul display apparisse “messaggio inoltrato”: allora mi sono fatto prestare un telefono con SIM Vodafone, e da quello invece l’SMS gli è arrivato…..
    Quello che mi ha fatto girare le palle è stata la giustificazione del call center TIM a cui mi sono rivolto: “Non è un nostro problema”…Ah, no? E di chi è il problema? Del fornaio all’angolo?

  8. @ Maurizio2: Io non ho Tim ma Wind e non ho mai perso un sms né in entrata né in uscita, ma magari è stato solo un caso e dipende anche dai paesi. Però di sicuro vado a gonfie vele da quando non uso più Wind ma le altre possibilità dello smartphone (le stesse che usi tu sul PC col vantaggio e la comodità di continuare a portarti dietro un cellulare e non un computer).
    Tutto qui e questo spiega perché – al di là delle mode – gli smartphone stiano tanto prendendo piede: con l’iPhone lascio a casa il PC, il lettore di mp3, la compatta fotografica (ovviamente per documentare le cene con gli amici, non per le “uscite serie”), qualche giochino per ingannare l’attesa in fila dal medico (ma posso farlo anche rispondendo ai forum come adesso) ed ho sempre con me tutti i miei 4-500 contatti in caso di necessità, sempre aggiornati e sincronizzati col Mac come pure gli appunti, le note, gli appuntamenti, i calendari, etc.
    Spesso la tecnologia è ridondante e fine a se stessa, ma usata nel modi giusto può semplificare la vita. :)

  9. …io non lo comprerei mai :D
    Amo le cose piccole, essenziali. Ho un cellulare comprato nel dicembre 2006: niente fotocamera, bluetooth o diavolerie simili. Manda/riceve messaggi e manda/riceve telefonate. L’unico “vezzo” che ho ricercato è che fosse a conchiglia. Prezzo modicissimo: 59euro.

    Ma non è che questo iPhone è più uno status symbol che qualcosa di utile? su su, pensa a quanti viaggi/libri puoi regalarti risparmiando quei 600euro!!

    BUENA VIDA

  10. Giò, non mi dire così che poi mi tocca sentirmi in colpissima per averti portata sulla cattiva strada ;-)))

  11. Daiiii!!! C’ho messo un sacco a decidermi! Sabotatore! Mi tappo le orecchie e non ti ascolto ;-p

    L’iPhone è anche, senza dubbio – e forse soprattutto – uno status symbol per la maggior parte delle persone.
    Vedo in giro un sacco di gente che lo sfoggia e lo ostenta a non finire, e si vede benissimo che l’han comprato solo per quel motivo lì: l’iPhone considerato in questa veste io lo detesto, sia chiaro.
    Per questo è probabile che mi ritroverò ad usarlo quasi di nascosto (non lo dicevo così per dire): per non rischiare di sembrare “una di loro” ;-)

    Poi però c’è anche chi – per esempio io e l’ex Marito – magari usa un Mac già da un po’, e di conseguenza si è abituato ad un certo tipo di tecnologia “illuminata”, ad un certo tipo di “stile”, ad un certo tipo di creatività geniale e intuitività d’uso… e allora di fronte all’iPhone non può che commuoversi, perché è un po’ come avere un mini-Mac sempre in tasca ovunque vai, e tutto ciò è bellissimo.

    Io l’iPhone lo compro per questo, perché lo considero come una costola del mio Mac, e il mio Mac è una presenza fondamentale nella mia vita perché racchiude tutte le mie passioni, i miei interessi, e mi è ormai indispensabile per approfondirle, coltivarle e arricchirle. Ecco perché ho deciso di comprarmelo: perché ne riconosco e ne ammiro la sostanza, più che l’apparenza :-)

    (fine della dichiarazione d’amore)

  12. va bè dai però il discorso della Tim lo puoi fare per qualsiasi altro cellulare, a prescindere da marca e prezzo.
    Comunque ti capisco: io con i call center son sicura di averci perso degli anni di vita, in generale, dalle incazzature che mi son presa e dalla sofferenza derivante dal non poter esser lì per strangolarli dal vivo.

  13. leggendoti ho rivissuto tutti gli acquisti, o meglio detto, tutti quei sensi di colpa che mi hanno accompagnato, in passato… molto, ma moltissimo meno adesso… dovuti agli acquisti dettati dal DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo)… che pare adesso riesca a controllare… speriamo :-)

    ma che fa di interessantissimo sto iPhone 3GS, devo andare a leggermi le caratteristiche tecniche :-)

    io una volta spendevo una cifra in computer, annessi e connessi…

    Comunque, sento di dire una cosa importante, vitale, una sorta di segreto che voglio condividere con te:
    bisogna imparare, sempre di più, a godere di quello che si ha, e non cercare di soddisfare quell’insana sensazione che abbiamo che ci spinge a credere che quando avremo quella data cosa la nostra vita finalmente cambierà… spero di essermi spiegato…

    detto questo se proprio lo vuoi compratelo :-)
    e goditelo…

    speriamo che dopo aver letto quello che ci puoi fare, non venga pure a me la voglia di comprarlo :-|

    ciao, un abbraccio

  14. porcaccerina… lo sapevo… non sono guarito completamente (dal DOC):

    a leggere tutto quello che ci puoi fare, GPS, internet, la possibilità di caricarci dei programmi (ho pensato che potrei caricarci Fritz Chess, un fantastico programma per giocare a scacchi, sempre a portata di mano…

    insomma adesso vado a vedere quanto costa st’aggeggio :-)))

  15. alla fine da quanti gigabyte lo hai comprato?

    Con 499 euri ho visto che ci compri quello da 8GB… potrei caricarci il Fritz Chess senza problemi… per dirne una che m’interessa moltissimo…

    però ho in cantiere l’acquisto di una “buona” ellittica…

    quindi faccio meglio a dimenticarlo per adesso, mi sa! :-)

  16. @Francesco
    bè dai, non è che penso veramente che “la mia vita cambierà” se mi compro l’iPhone, eh, spero sia chiaro! o_O
    Ma sai com’è, di vite ho il sospetto che me ne tocchi una sola, e siccome so con certezza che arriverà il momento in cui dovrò obbligatoriamente accontentarmi di quello che ho, poco o tanto che sia e che mi piaccia oppure no, ecco, io finché me lo posso permettere sono ben felice di non accontentarmi, di desiderare cose superflue e di godermi il “di più” senza farmi tante seghe mentali.
    Sono belle parole, Francesco, non dico di no: ma io le trovo un po’ poco “umane”, diciamo così.

    Poi: i programmi ce li puoi caricare, ma perché girino direttamente sull’iPhone devono essere compatibili. Su iTunes c’è un apposito Apps Store da cui si possono scaricare un numero impressionante di applicazioni di ogni tipo: dai giochi alle utility a… tutto.
    Di applicazioni di scacchi ce ne sono un visibilio, per esempio. Ma il tuo Fritz Chess non ce lo potresti far girare.

    Non l’ho ancora comprato, ma prenderò sicuramente l’ultimo modello, il 3GS (quello da 8 giga che dici tu è il modello precedente, il 3G), da 16 giga.

    un abbraccio a te :)

  17. “Sono belle parole, Francesco, non dico di no: ma io le trovo un po’ poco “umane”, diciamo così.”

    è bello soprattutto se riusciamo in qualche modo a metterle in pratica… oppure continuare a spendere, come continuo a fare io, ma con la consapevolezza di non voler sottostare a certi meccanismi automatici “negativi”… non aggiungo altro, ho appena aperto gli occhi, e quindi non rispondo di quello che ho scritto adesso :-)))

    poi ormai sono abitutato a spiegarmi e capirmi da solo… questo devo confessarti che mi regala, induce, uno stato di pace interiore…

    maggiore consapevolezza, o maggiore pazzia? Ai posteri l’ardua sentenza! :-))

    una buonissima giornata te la auguro di vera corteccia (sempre più spesso preferisco questa espressione a quella di “vero cuore”), specialmente da quando ho capito che un casino di gente crede che i sentimenti, la nostra coscienza risiede nel cuore o chi sa in quale parte “spirituale” del nostro essere…

    p.s.: della serie i soldi in tasca scottano: ho comprato un dizionario, lo Zingarelli 2010, mi pare un “ottimissimo” prodotto, a parte il fatto che il cd-rom incluso puoi solo installarlo una volta, più un’altra di backup… come devo fare io che formatto circa una volta al mese il mio pc?

    Poi ci si lamenta che la pirateria informatica prende sempre più piede e sempre meno sono i fessi, come me, che comprano i programmi originali, senza ricorrere allo “scecco” in dialetto siciliano, in italiano all’asino (emule :-)

    passo e chiudo!

  18. riapro:

    a proposito del titolo del post:
    “Il sonno della ragione genera mostri…”

    il mio “amato” Piergiorgio Odifreddi scrive:

    “Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato e la vita più degna di essere vissuta. Che ciascuno porti dunque il suo contributo, grande o piccino, affinché questo succeda, per la maggior gloria dello Spirito Umano.” PGO

    richiudo.

  19. Francesco, non è che non ti capisco eh: comprendo perfettamente quello che intendi circa il sottostare a tutta quella valanga di bisogni indotti artificialmente che ci prendono di mira da ogni parte e ci inducono uno stato di insoddisfazione perenne…
    Capisco, ma non condivido. Riconosco il “meccanismo perverso” ma sono ben lieta di assecondarlo, alle volte (e questa è una di quelle volte): è ben diversa come cosa.

    Ad ogni modo, sono dell’idea che ognuno debba essere libero di sollazzarsi a suo piacimento (purché non nuoccia al prossimo, che discorsi), nel corso di questa manciatina d’anni che ci toccano da vivere: l’apostolato, anche quello laico, io non l’ho mai sopportato.

    Quanto alla citazione di Odifreddi… Io non sono credente e l’oroscopo lo leggo perché mi diverte… Ciò nonostante l’idea di un mondo, di una visione dell’esistenza basata solo su numeri e formule mi fa accapponare la pelle.

    E poi scusami ma la religione, che ci piaccia o meno, è un bisogno primordiale dell’uomo: uno scienziato che non tiene conto di questo e che liquida la questione con questa nonchalance mi sembra quantomai approssimativo, abbi pazienza.
    Quanto “degna” di esser vissuta sia una vita lo può decidere solo ogni singolo individuo relativamente a se stesso e alla propria singola esistenza: pensare di essere depositario della “formula della vita degna” mi sembra di una presunzione infinita, al pari della presunzione infinita della Chiesa.
    Sono due posizioni manichee, e di conseguenza similmente ottuse, secondo il mio punto di vista.

  20. W l’ipone (pronuncia: ipone), W!
    Sono anni che cerco di regalarlo al sant’uomo, e lui non lo vuole. Adesso dice che sta aspettando quello dopo quello che ti prendi tu, perchè sarà fichissimo. So che scrivendo questo (sant’uomo di solito ci prende, è un technoracolo) ti potrei generare sudarella, dispnea, capogiro e un vago prudore, MA, se il sant’uomo tiene d’occhi l’ipone vuol dire che è un technoggetto che merita attenzione. Quindi prendilo, che cavolo. Un giochino di tanto in tanto che sarà mai.
    (Parentesi polemica. Odifreddi è un vero genio. Un poeta. Un uomo che se ce ne fossero di più io dilapiderei tutto il mio patrimonio in un razzo e me ne andrei sulla luna. Fine della parentesi polemica. Qui don Camillo, passo e chiudo)

  21. Questo dell’attesa del modello nuovo è un po’ un circolo vizioso: anche l’ex-Marito, quando ha osato prospettarmi l’eventualità di aspettare il 4G, l’avrei strozzato; perché lui SA che io son qui ad aspettare il modello nuovo ormai da anni, e aspetta che ti aspetta alla fine non son mai riuscita a comprarlo perché avevo la psicosi da “obsolescenza precoce” che mi inibiva tantissimo.

    Sicché basta così, è arrivato il momento dell’acquisto risolutivo! (sperando che ci mettano ancora qualche mesetto prima di sfornare il 4G… con buona pace del Sant’Uomo ;-)

    qui Peppone
    (che a questo giro, però, è ben d’accordo con te quanto a parentesi polemiche)

  22. ok… io niente polemiche :-) accetto e rispetto le vostre idee… non potendo fare diversamente :-)))

    Serena, non scaldarti, non ho voluto fare nessuna critica semplicemente dire quell che penso al riguardo…

    del resto anch’io mi regalo tantissime cose pensando sempre alla fine imminente, che nel mio caso potrebbe essere statisticamente molto prossima… non faccio le corna o mi “tocco” perché non sono superstizioso…

    non dico altro, per adesso…

    ti abbraccio ed auguro una serena giornata

    (ti abbraccio molto! :-|)

    :-))

    p.s.: questa me la dovrei, forse, risparmiare:
    ma cercare d’interpretare la realtà che ci circonda attraverso i numeri (detto in modo brutto, forse per qualcuno) non toglie per niente “magia” alle cose, anzi ti posso assicurare, nel mio caso di sicuro, che aggiunge quel qualcosa in più!

  23. vedi, a me le approssimazioni soggettive spacciate come “verità” – mi riferisco a Odifreddi – mi fanno quest’effetto; fortunatamente, aggiungerei.

    quanto allo “scaldarsi”, smetterò solo – forse – quando sarò morta stecchita. e sicché.

  24. La mia vita cambierà senza mostri e con l’iPhone?
    Anche io lo voglio!

  25. … e comunque se poi la vita non dovesse cambiare c’abbiam sempre l’iPhone come premio di consolazione.

    (grazie della solidarietà ;-)

  26. Non conosco l’Odifreddi-pensiero, ma già da qualche millennio è stato detto (credo da Epicuro) “fu la paura, all’origine, che creò gli dei”.
    Sebbene impopolare e magari “scomodo”, è questo, il mio unico CREDO religioso.
    Forse non sarò umano, Serena, ma personalmente non sento il bisogno di credere in qualcosa di soprannaturale a cui delegare le mie scelte o a cui assegnare d’ufficio la conoscenza innata di risposte che io non ho……
    Quando è morto mio padre, 9 anni fa, ero presente e ti posso assicurare che non ho visto niente di soprannaturale uscire dal suo corpo ed involarsi nell’aere…..

  27. non capisco cosa intendi dirmi, maurizio.

    che la religione sia un bisogno che nasce dalla paura della morte è risaputo e, secondo me, chiaro come il sole (nonché affascinante): non mi dici niente di nuovo, e anzi, ribadisci il concetto del “bisogno primordiale dell’uomo” (un’evidenza storica sotto gli occhi di tutti, dove per “uomo” si intende il genere umano come entità astratta, non certo ogni singolo individuo: mi pare ridicolo doverlo specificare ma a quanto pare ce n’è bisogno).

    quindi boh, il tono con cui mi scrivi, mi sfugge il senso: non c’è niente da contrapporre né da giustificare, dato che la tua “non-fede” è la stessa mia. “forse non sarò umano”, non capisco proprio cosa ci incastri, dirlo.

    l’unica differenza forse è che io, pur da non credente, sono profondamente convinta che ognuno debba essere libero di credere, e di trarre serenità e beneficio e conforto da ciò che vuole, e che ognuno abbia diritto di viversi la propria spiritualità come meglio crede.
    questo accanimento da parte di molti atei e/o agnostici verso chi è credente il più delle volte mi sembra del tutto gratuito, non lo capisco e non lo condivido, tutto qui.

    dire “oh ma che bello se non esistesse la religione ma solo numeri e scienza” mi sembra una tale cazzata, ma una stronzata immensa proprio, di una superficialità imbarazzante, che io, a uno che lo afferma (e si torna a Odifreddi), non sto neanche lì a perder tempo a prestargli attenzione.

  28. Se fosse inteso come sostieni tu, a livello personale di cercare di esorcizzare l’ineluttabile inventandosi una seconda chance, sarebbe accettabile: si dice che i bambini abbiano “bisogno” di credere a babbo natale, e lo posso anche accettare: altro è voler fare di babbo natale una ragione di vita e fomentare e strumentalizzare a scopi “politici” tale credenza..

    Non più tardi di due gg fa il signor ratzinger è apparso alla sua finestra pubblica” affermando che non si deve credee ai maghi e agli economisti perchè il futuro è in dio. E il telegiornale nazionale lo trasmette senza commenti e ce lo propina come una cosa normale.
    E’ questo, che io non considero “normale”
    .
    Vabbè, siamo un po’ fuori argomento…..
    Buona prosecuzione di anno e divertiti con il marchingegno tecnologico, ma senza abbandonare le sane abitudini cartacee!

    Io sto faticosamente procedendo ne “L’incantatrice di Firenze”…. non mi sta prendendo affatto, a differenza del precedente “Shalimar il clown” che era molto bello

  29. ah bè, allora però chiariamoci: non state parlando di religione ma di Chiesa, e di Chiesa cattolica nella fattispecie.

    Io li considero dei concetti assolutamente distinti, talvolta addirittura inconciliabili, e trovo che accomunarli in un unico discorso, senza fare i dovuti distinguo, sia una semplificazione onestamente impraticabile e fuorviante.

    giusto per concludere.

Dimmi pure, eh