Questo libro sarà mio

umbertoeco_nebbia_einaudi

«Nella nebbia si cammina piano, bisogna conoscere i tracciati per non perdersi, ma si arriva sempre e lo stesso da qualche parte. La nebbia è buona e ripaga fedelmente chi la conosce e la ama. Camminare nella nebbia è più bello che camminare nella neve calpestandola con gli scarponi, perché la nebbia non ti conforta solo dal basso ma anche dall’alto, non la insudici, non la distruggi, ti scivola affettuosa d’intorno e si ricompone dopo il tuo passaggio, ti riempie i polmoni come un buon tabacco, ha un profumo forte e sano, ti accarezza le guance e si infila tra il bavero e il mento punzecchiandoti il collo, ti fa scorgere da lontano dei fantasmi che si dissolvono quando ti avvicini, o sorgere all’improvviso di fronte delle figure forse reali, che ti scansano e scompaiono nel nulla. Nella nebbia sei al riparo del mondo esterno, a tu per tu con la tua interiorità. Nebulat ergo cogito

(dall’articolo di Umberto Eco apparso su Repubblica del 25 novembre scorso,
e che si può leggere qui)

E poi, capite: con le foto di Ghirri. Che per me Ghirri è IL fotografo.
Voglio dire: un libro così, con dentro anche le foto di Ghirri, eh, che esagerazione, me l’han fatto apposta per portarmi sulla cattiva strada, i maledetti. E io, resistere, come faccio, non ci provo nemmeno.

luigighirri_nebbia_ultimafoto

A proposito di questa foto, sul sito di Beppe Sebaste vi invito a leggere Fino all’inizio del mondo (l’ultima fotografia di Luigi Ghirri) – scorrete, è in fondo.

E niente.
Magari a qualcuno gli interessa.

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8 comments

  1. Mi piace correre tra la nebbia, anche fotografare a volte, ti offre un naturale effetto flou…

    ciao

  2. Sere, ma quando lo ri-cambi il nome di questo blog ???!!! : )

    Ho un suggerimento ( e tu rispondimipure echissenefrega ) chiamalo SOPRATUTTO !!!!

    Saluti

    : )

  3. Beeeeeeeeeello!!!!! Lo voglio pur’io!!!! :)

  4. Eh sì la nebbia è fotogenica, non c’è che dire.
    Vien bene anche se aliti sull’obiettivo, comunque, una specie di flou. Io qualche anno fa ci feci una foto, d’inverno che era tutto pieno di neve nel mio giardino, con questo metodo dell’alitata, venne fiabeschissima, meglio di Photoshop.

  5. Ah ma io c’ho mica voce in capitolo, eh! Questo blog il nome se lo cambia da sé in base a come gli gira, infatti ogni tanto lo apro e non lo riconosco, penso Va’ che ho sbagliato blog, invece no, è lui che di sua sponte nottetempo ha cambiato nome e qualche volta anche aspetto. E sicché, ci vuol pazienza ;-)

  6. Eh sì è uno spettacolo. Oggi son passata in libreria l’ho pure sfogliato un pochino, peccato per i 65 euri che sono uno stonfo di soldi, ma che vuoi farci, c’ha pure il cofanetto… Comunque io ho deciso che provo a chiederlo a Babbo Natale, che tanto a lui i libri glieli dan gratis :-)

  7. “… è lui che di sua sponte nottetempo ha cambiato nome e qualche volta anche aspetto …”

    ahahahahahah sei troppo forte! :-)

  8. Un libro sulla nebbia?
    potrebbe essere interessante….

    Una scena dove la nebbia è fondamentale:
    prendi il capolavoro di Michelangelo Antonioni, “Identificazione di una donna”.

    C’è una sequenza nella quale il protagonista (un irriconoscibile Tomas Milian) corre in auto nella nebbia, con al fianco, atterrita, una delle personificazioni della “donna” del titolo….

    Indimenticabile

Dimmi pure, eh

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