dicembre, 2009

27 dic 09

Andar per mostre – Tutto il Nove100 a Parma

“NOVE100. ARTE, FOTOGRAFIA, ARCHITETTURA, MODA E DESIGN”

Dove: Parma, Palazzo del Governatore, Galleria San Ludovico e Scuderie della Pilotta
Quando: dal 16 gennaio al 25 aprile 2010
Link: www.palazzodelgovernatore.itwww.cultura.comune.parma.it

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Più di 12 milioni di opere archiviate, il maggiore fondo sul Novecento esistente in Italia. E’ la “Collezione infinita” dello CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma), il centro di documentazione creato da Arturo Carlo Quintavalle e Gloria Bianchino, che in questi decenni si è accresciuto moltissimo grazie – ed è un fatto unico per dimensioni e qualità in Italia – alle donazioni degli artisti che scelgono questa istituzione per renderla depositaria delle testimonianze del loro ingegno.
Nel colossale archivio è possibile trovare tutto il ‘900 nelle diverse discipline di espressione umana: arte, fotografia, architettura, moda, design. Ecco alcuni nomi: Schifano, Burri, Boetti, Fabro, Ceroli, Guttuso, Fontana, Sironi nell’arte; Armani, Versace, Ferré, Krizia nella moda; Man Ray, Iodice, Ghirri, Giacomelli nella fotografia; Sottsass, Munari, Castiglioni, Mari per il design; Ponti, Nervi, Scarpa, Gardella per l’architettura.
Citare i nomi di tutti gli artisti, stilisti, fotografi, designer, architetti le cui opere compongono la collezione dello CSAC significherebbe stilare un elenco lungo moltissime pagine. Basti dire che nell’Archivio ci sono tutti o quasi i nomi che hanno fatto la storia dell’arte, della fotografia, del design e della moda del secolo appena finito e dell’oggi. In Italia, ma non solo.
Si tratta di una miniera immensa di saperi e di creatività, una raccolta in continuo divenire: è uno dei grandi tesori di Parma che per la prima volta in assoluto viene organicamente presentato al mondo, grazie alla preziosa collaborazione tra Comune di Parma e Università degli Studi di Parma.
Luca Sommi, Assessore alla Cultura del Comune, dopo il grande successo della mostra su Correggio dello scorso anno (la mostra più visitata in Italia), ha chiesto al curatore Arturo Carlo Quintavalle, a Gloria Bianchino e a tutti i membri dello CSAC di selezionare, per questa grande mostra, una serie di opere di altissimo valore, che possano essere rappresentative dell’Archivio. Continua →

26 dic 09

I regali, che bella invenzione

Ah, il Natale, che meraviglia! (sospira) …Bè sì insomma, diciamo i regali, ecco, soprattutto. Sicché, da capo: ah, i regali, che meraviglia! (sospira di nuovo, ma con più gusto)

Soprattutto quelli destinati a me, specie quando sono libri, vieppiù quando sono libri che avevo desiderato in maniera appositamente rumorosa e inequivocabile tendente al supplichevole.

Babbo Natale, quest’anno, non gli si può dir niente: mi ha portato un carico di libri talmente stupendi che io veramente a vederli tutti insieme mi congratulo con me stessa, c’ho dei gusti veramente bellissimi, mi dico, complimenti.

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E di preciso: prima di tutti lui, proprio lui lui lui, il desiatissimo e cofanettato Nebbia di Eco-Ceserani (esulta facendo la hola); poi un altro con Eco di mezzo, ché questo Natale si vede m’era presa l’Echite: Vertigine della lista, s’intitola, e anche questo è un repertorio tematico dei suoi, libidinosamente illustrato; poi un inconsueto libretto di Tahar Ben Jelloun intitolato La via di uno soltanto, che parla di una via molto stretta e dell’arte di Giacometti, Alberto, quello delle sculturine secchesecche e lunghelunghe, in prevalenza; e infine L’Italia delle meraviglie di Sgarbi, ché a me Sgarbi a parlar d’arte non ci crederete ma quasi lo sopporto e anzi delle volte lo sto a sentire anche volentieri, mi vergogno un po’ a dirlo, e questo libro tra l’altro asseconda/alimenta il mio vizio dell’erranza peninsulare a sfondo artistico in maniera che ci piace molto, a noi. Ecco.

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Poi questa congiuntura favorevole di Natale passato e compleanno futuro (gennaio) mi sta pericolosamente istigando a un acquisto che pavento ormai da anni… che ora non voglio dirlo per scaramanzia ma vi do un indizio: comincia per “i” e finisce per “phone”, ed è un oggetto luciferino davanti al quale io mi commuovo fino alle lacrime per via di questa mia perversione tormentata ed estatica verso l’hi-tech fatto bene.
Son molto combattuta, eh. Mi sono apparsi anche l’angioletto e il diavoletto d’ordinanza sulle rispettive spalle, a contendersi quel che resta della mia anima. O meglio: ho un angioletto su una spalla e una torma di diavoletti molto fighi e motivati – e tutti tra l’altro muniti del suddetto “i” e poi “phone” – , sull’altra.

E’ una lotta tra il Bene e il Male che io però mi sento molto propensa verso il Male, vi avverto subito, e questa cosa mi prefigura vagamente un trentunesimo anno da vivere all’insegna della più bieca dissolutezza. (esulta furtivamente insieme alla torma di diavoletti viziosi)

22 dic 09

Ah, giusto: Natale

Tornata, son tornata. Solo che ora sono molto impegnata a comprare i regali impacchettarli e grufolarmi beata nell’atmosfera natalizia, sicché i minuzzoli romani li rimandiamo a dopo le feste, se non vi spiace.

L’unica anticipazione che mi par degna d’esser data è che nel viaggio di andata son rimasta chiusa dentro il bagno del treno, quei bagnetti agghiaccianti che misureranno 50cmx50cm, mi son ritrovata la serratura in mano e in testa la certezza che se qualcuno non mi apriva da fuori io sarei rimasta lì per l’eternità perché ero sprovvista di Marito che insospettendosi dopo massimo cinque minuti mi sarebbe venuto a salvare. Sicché venti minuti buoni a percuotere le pareti urlando Non si apre! Fatemi uscire! Aiuto! e nessuno mi sentiva e a pensare Ecco ora muoio, mi vien su un attacco di claustrofobia e muoio, ecco lo sapevo io che mi toccava morire, ecco, ecco, che brutto scherzo del destino, morir così per colpa di una pipì, lo sapevo io.

Poi niente, la signorina a cui avevo lasciato in custodia i bagagli si è insospettita al posto del Marito inesistente e alla fine mi ha salvata lei, santa donna, dio te ne renda merito.

Poi a raccontarlo in giro han riso tutti moltissimo.
L’ex Marito per esempio ha detto che son troppo piccola per viaggiare da sola senza l’apposito Marito. Ma che ci posso fare io, se son piccina e senza più un Marito. Eh.

Io comunque la lezione fondamentale che ho imparato è che non farò mai più pipì in treno e non mi chiuderò mai più in nessun posto nella mia intera vita, a prescindere dalla pipì.

Buon Natale a tutti quanti! :)

21 dic 09

Andar per mostre – Il Mediterraneo di Chagall

“CHAGALL E IL MEDITERRANO”

Dove: Pisa, Palazzo Blu (Lungarno Gambacorti, 9)
Quando: prorogata al 31 gennaio 2010
Link: www.chagallpisa.itwww.palazzoblu.org

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Marc Chagall, Saint Jean Cap-Ferrat, 1949 © by SIAE 2009

A Palazzo Blu, la mostra presenta 150 opere, tra dipinti, sculture, ceramiche e litografie, create dall’artista russo a partire dal 1926 quando, per la prima volta, incontrò la luce, i colori e il paesaggio del Mediterraneo e dei paesi che vi si affacciano, dalla Francia, alla Grecia, alla Terra Santa.
L’esposizione è la prima di un ciclo triennale dedicato ai grandi maestri dell’arte del Novecento e al loro rapporto con le tradizioni, la luce e le culture del Mediterraneo e che, nel 2010, vedrà protagonista Joan Miró.

Chagall e il Mediterraneo, curata da Meret Meyer e da Claudia Beltramo Ceppi, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, in collaborazione con il Comune di Pisa, organizzata e realizzata da Giunti Arte mostre musei, in collaborazione con AVIS Autonoleggio, Trenitalia, Coop, SAT – Pisa International Airport, presenta 150 opere, tra dipinti, sculture, ceramiche e tavole selezionate dalle storiche edizioni Tériade – provenienti dalle più importanti istituzioni pubbliche francesi, come il Musée National Marc Chagall di Nizza, il Centre Pompidou di Parigi, il Musée Matisse di Le Cateau Cambrésis e da collezioni private – che l’artista russo creò a partire dal 1926 quando per la prima volta incontrò la luce, i colori e il paesaggio del Mediterraneo. Continua →

13 dic 09

Mi annoio e me ne vanto

Io, se permettete, nell’epoca dell’Alta Velocità mi concedo il lusso di metterci 4 ore e 10, fare Firenze-Roma, invece delle modiche 1 ora e 35.
E ne vado anche molto fiera, averci di queste perversioni.

Ché a me già l’elenco delle fermate intermedie mi suona a forma di poesia:

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Ve’, mi sto già annoiando al solo pensiero. Che bello.
E poi venitemi a dire che non sono una molto alternativa, non sono. Eh.

Bon, ho esaurito le impellenze pre-partenza.
Ci si sente prossimamente.

05 dic 09

L’idea di andare a Roma

Io non lo so, l’idea di andare a Roma, mi provoca un po’ d’ansia da prestazione. Culturalmente parlando.

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Marcel Duchamp, Fontana (una replica del 1964 che di solito sta dentro la GNAM, ‘desso invece è alla mostra su dada e surrealismo che c’è al Complesso del Vittoriano)

Oggi per dire mi sono accorta non c’avevo neanche una guida di Roma, perché gli unici contatti che ho avuto con Roma in passato son stati in quanto dieci anni orsono ero provvista di fidanzato romano lì in sede sicché che me ne facevo della guida, c’avevo il fidanzato, eh.
E niente, allora ho preso atto della mancanza e di fidanzato romano e di guida, son passata in libreria ho parzialmente rimediato. Di preciso ho comprato una guida Chat@win (le pubblica la Rizzoli) che non c’ha nemmeno una figura ma nonostante questo mi pare proprio una buona guida, di quelle non troppo intellettualmente impegnate tipo quelle del Touring che io invece alla fine non le guardo mai, mi fan due palle così, le guide del Touring, anche se c’hanno le figure.

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Alexander Calder fotografato da Ugo Mulas nel 1963 (© Eredi Ugo Mulas), esposta nella mostra su Calder che c’è al Palazzo delle Esposizioni. Va’ che ganze le facce fatte col fil di ferro!

Poi ho comprato anche un altro libro di Marco Lodoli intitolato Isole. Guida vagabonda di Roma (Einaudi Tascabili). Tiè. Continua →

03 dic 09

Questo libro sarà mio

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«Nella nebbia si cammina piano, bisogna conoscere i tracciati per non perdersi, ma si arriva sempre e lo stesso da qualche parte. La nebbia è buona e ripaga fedelmente chi la conosce e la ama. Camminare nella nebbia è più bello che camminare nella neve calpestandola con gli scarponi, perché la nebbia non ti conforta solo dal basso ma anche dall’alto, non la insudici, non la distruggi, ti scivola affettuosa d’intorno e si ricompone dopo il tuo passaggio, ti riempie i polmoni come un buon tabacco, ha un profumo forte e sano, ti accarezza le guance e si infila tra il bavero e il mento punzecchiandoti il collo, ti fa scorgere da lontano dei fantasmi che si dissolvono quando ti avvicini, o sorgere all’improvviso di fronte delle figure forse reali, che ti scansano e scompaiono nel nulla. Nella nebbia sei al riparo del mondo esterno, a tu per tu con la tua interiorità. Nebulat ergo cogitoContinua →