«Ti cercherò sempre
sperando di non trovarti mai
mi hai detto all’ultimo congedo
Non ti cercherò mai
sperando sempre di trovarti
ti ho risposto
Al momento l’arguzia speculare
fu sublime
ma ogni giorno che passa
si rinsalda in me
un unico commento
ed il commento dice
due imbecilli»
(Michele Mari, Cento poesie d’amore a Ladyhawke)
Allora certe volte io ho come l’impressione che tutti questi trent’anni di vita e d’amore mi sian serviti essenzialmente a capire che quando una cosa tra due persone finisce bisognerebbe fare come quando sei sul treno e hai attaccato bottone con un altro/a passeggero/a e per quanto sia un piacevole intrattenimento poi arriva la tua stazione e allora ti prepari a scendere con la grazia di chi se l’aspettava e il congedo si riduce a un disinvolto disincanto che dovrebbe suonar così, più o meno:
- Allora ciao, eh.
- Ciao.
Tutto il resto è imbecillitudine.
Tags: michele mari, poesie

Eh sì è vero. Ma mica è facile. E’ sempre un casino.
sì infatti, proprio per quello io non ne potrei quasiquasi più.
che poi io negli ultimi anni ho sperimentato una frequenza di congedi al di sopra della media, eh: riuscire a vivermeli con un po’ di sano fatalismo non è più un “buon proposito” ma proprio una necessità, a questo punto.
e comunque sospetto di averci una menopausa sentimentale precoce.
se la grande letteratura è dire quel che tutti sanno ma non saprebbero dire, questa è grande letteratura. bello. grazie.
la grande letteratura, io non lo so.
comunque prego :)
Però, arguto. Davvero. Ho addirittura l’impressione di aver già seguito, qualche volta, simili precetti.
eh anche io, solo che l’imbecillitudine mi riacchiappa matematicamente una volta scesa dal treno, nel post-ciao, e non va mica per niente bene. c’è ancora molto da perfezionare.
mondiale sta poesia :-)
io non mi sono mai innamorato (ho 48 anni compiuti) e (forse non dovrei dirlo) sono stato anche sposato per 14 anni, adesso mi verrebbe da dire:” felicemente divorziato”, ma forse non è del tutto vero…
tutte ste parole inutili per dire che anche l’innamoramento credo dipenda dalla genetica…
esagerando: credo che la troppa intelligenza sia un forte impedimento :-)))
in compenso mi sento sempre ben disposto verso il mio prossimo ed anche più lontano (mi pare, mi piace pensarlo)
ciao Serena, buona serata
Perché non dovresti dirlo? C’è mica da vergognarsi, a esser stati sposati. E’ una robaccia che succede a un sacco di gente, in giro ;-)
Quanto all’innamoramento, non so: per quanto mi riguarda è la cosa peggiore che mi sia successa nella vita. Ma anche la migliore, eh. E quindi, capirai.
Ad ogni modo, la buona disposizione verso il prossimo è una gran bella cosa: a me sconosciuta – ahimè – ma bella. Immagino che ti procuri serenità, e non è poco.
a proposito della buona disposizione, anche questa dipende dalla genetica, non credo nel libero arbitrio, come decisione di uno spirito (nel senso immateriale della parola) dato che sono convinto che siamo la risultante di processi elettro-chimici della nostra corteccia cerebrale.
Il discorso lo possiamo complicare (per la fortuna di molti :-) credo anche nella plasticità della nostra corteccia, quindi con i giusti imput (odio scrivere input con la “n”) alimentando correttamente il nostro cervello, possiamo spingerlo, in qualche modo in una certa direzione, come risultante ottenere qualcosa che possiamo leggere come una sorta di libero arbitrio.
nel caso non fossi riuscito a spiegarmi, e conscio della refrattarietà con cui si accetta questa realtà… quanto meno apprezza il tentativo, lo sforzo che ho fatto :-)
io credo che i libri (certi libri) possano modificare “bene”, “correttamente”, apportare più luce nella nostra vita, mentre altri, purtroppo, spegnere qualche lampadina;
uno dei libri che ho letto anni fa, (e che mi ha rovinato, ahahahah) , ha fatto più luce nella mia vita, detto diversamente, è “Il Sé sinaptico” – Joseph LeDoux – Raffaello Cortina Editore;
un altro libro che sto rileggendo, tanto lo considero importante e visto che miglioro nella comprensione della lingua romena è “Flux. Psihologia fericirii” di Csikszentmihalyi Mihaly;
in inglese: “Flow: The Psychology of Optimal Experience”;
non mi risulta al momento una traduzione nella lingua italiana.
La lettura di questi due libri non possono mancare nel tuo bagaglio, credimi sulla parola;
perdona la presunzione ed il trasporto con il quale a volte mi lascio andare, ma quando credo davvero in qualcosa che valga la pena di sforzarmi :-)
… sono fatto così!
“Tutto il resto è imbecillitudine.” mi verrebbe da dire…
ciao Serena, una serena notte
p.s.:
non rileggo che sono stanco: a parte i limiti
nell’ esprimermi scrivendo, perdona qualche eventuale strafalcione.