Discorso all’Ufficio Oggetti Smarriti

«Ho perso qualche dea per via dal Sud al Nord,
e anche molti dèi per via dall’Est all’Ovest.
Mi si è spenta per sempre qualche stella, svanita.
Mi è sprofondata nel mare un’isola, e un’altra.
Non so neanche dove mai ho lasciato gli artigli,
chi gira nella mia pelliccia, chi abita il mio guscio.
Mi morirono i fratelli quando strisciai a riva
e solo un ossicino festeggia in me la ricorrenza.
Non stavo nella pelle, sprecavo vertebre e gambe,
me ne uscivo di senno più e più volte.
Da tempo ho chiuso su tutto ciò il mio terzo occhio,
ci ho messo una pinna sopra, ho scrollato le fronde.

Perduto, smarrito, ai quattro venti se n’è volato.
Mi stupisco io stessa del poco di me che è restato:
una persona singola per ora di genere umano,
che ha perso solo ieri l’ombrello sul treno.»

(Wisława Szymborska, Discorso all’Ufficio Oggetti Smarriti)

Quanto mi piace, a me, questa poesia.
Anche oggi che mi dispiace tutto, lei invece continua a piacermi, la leggo e la rileggo e ogni volta la sento più mia, perché è semplice, dice l’essenziale, e se mi dicessero Continua io direi No, perché mai, c’è nient’altro da sapere.
Azzardo una dedica: a chi non ci son proprio riuscita, a spiegarmi, nella speranza che l’aiuti ad intuire, da lontano, l’improbabile perché del mio tutto e del mio niente (soprattutto il niente, io credo, si fa fatica, mi rendo ben conto).

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4 comments

  1. Insomma, è un periodaccio. Non un giorno nero e fine, proprio un periodo. Beh, la poesia pare elevi l’anima, conforti, dia sollievo, e questa è davvero bella. Io me ne intendo poco, eh, ma insomma, mi pare proprio bella. Persino mi sembra che forse l’ho capita anche tutta. Forse.
    Questa nuova veste grafica mi piace, anche se sulle prime son rimasta sconcertata e dal cambio di colori e dal cambio di nome. Sembra che sia nevicato sul blog di prima, mi fa winter time minimal.
    Un abbraccio soffocante, coraggio.

  2. Tiè, ti rispondo quasi in diretta! :)
    Periodo veramente di supercacca, sì.

    Eh, il nuovo look: ieri mi era preso un bisogno fortissimo di vuoto e di bianco, di pulizia e chiarezza, e questo povero blog è condannato a subire i miei sbalzi d’umore e di personalità. E’ schizofrenico per devozione.
    Devo dire, son soddisfatta del risultato. Abbaglia un po’, ma mi piace questa scritturona grande che galleggia nel nulla, con pochi fronzoli intorno.

    Ti abbraccio anche io, e poi torno a nascondermi sotto al piumone.

  3. Si, concordo; bella la poesia….
    lo dico da profano e da non-troppo-amante del genere, per cui il mio commento lascia il tempo che trova, ma mi andava di dirlo!

  4. Io anche, molto profana. Sto riprendendo in mano testi di poesia in quest’ultimo periodo dopo anni e anni di assoluta non frequentazione. Ed è una bella sensazione.

    Credo però che sia una delle cose più preziose della poesia, questa cosa che arrivi a “parlarti” e possa piacerti a prescindere dall’abitudine o dall’esperienza che puoi averne fatto. E poi, va bè, la Szymborska secondo me è grandiosa :-)

Dimmi pure, eh

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