«Avventure Romanzesche, Agenzia di (AGAR)
Fondata in forma di S.p.A. dal Dott. P.G. Northover, tra i primi soci del → Club dei Mestieri Stravaganti, e situata in Tanner’s Court 14, Fleet Street, l’AGAR è nata per assecondare una sentita esigenza della vita moderna. Da ogni parte, nella conversazione come nella letteratura, si sente esprimere il desiderio che il teatro delle nostre avventure si allarghi, che qualcosa sia in serbo per noi, che possa aprirci strade meravigliose e più grandi. Chi prova un simile desiderio versa un quota annuale all’AGAR che in cambio s’impegna a circondarlo di avvenimenti strani e straordinari. Allora può succedere che uscendo ci si imbatta in uno spazzacamino che confusamente ci mette al corrente di un complotto contro la nostra vita, che prendendo una carrozza si venga condotti a una fumeria d’oppio, che si ricevano misteriosi telegrammi e drammatiche visite e ci si ritrovi così, all’improvviso, in un vortice d’avventure. Uno degli illustri romanzieri alle dipendenze dell’AGAR s’incarica di stendere la trama di una storia pittoresca e piena di emozioni.
L’aspetto più deplorevole della vita moderna, sostengono all’AGAR, è il fatto che l’uomo moderno debba sempre ricercare l’esperienza artistica in uno stato sedentario. Per far vela verso il mondo della fantasia, deve leggere un libro; per ritrovarsi anima e corpo nel furore della battaglia, deve leggere un libro; per librarsi in cielo, deve leggere un libro; per fare una scivolata sulla ringhiera delle scale, deve leggere un libro. L’AGAR gli procura queste illusioni, ma al tempo stesso gli procura il movimento, la necessità di saltare da un muretto all’altro, di lottare con strani individui, di correre a rotta di collo per le strade per sfuggire agli inseguitori, tutti esercizi piacevoli e salutari.
Ai propri clienti l’AGAR apre una finestra su quello stupendo mattino del mondo di Robin Hood e dei cavalieri erranti, quando sotto il cielo splendente si giocava un unico gioco meraviglioso, restituisce loro la propria infanzia, quel tempo divino in cui ci è dato di recitare avventure, d’essere noi stessi gli eroi e insieme di danzare e sognare.
Fonte: Gilbert K. Chesterton, Il Club dei Mestieri Stravaganti, Piemme, Casale Monferrato 1999, pp. 28-32»
In: Paolo Albani, Dizionario degli istituti anomali nel mondo, Quodlibet Compagnia Extra, 2009
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