ottobre, 2009

13 ott 09

Eh #1

Io non lo so come mai stasera mi sento che mi sta arrivando una tristezza ma una tristezza, e ho voglia solo di infilarmi subito a letto iniziare a leggere un libro che secondo me non mi piacerà neanche e sicché forse non lo inizio nemmeno, guarda, e comunque la mia priorità sarebbe non essere qui, soprattutto. Starei così lo stesso ma son sicura sentirei più giù, più in fondo, forse in maniera più dolce o disastrosa o stanca, non così che non si capisce. Che per esempio stasera mi piacerebbe tantissimo essere triste in un posto tipo ferrara, ecco sì ferrara sarebbe perfetta, che quando fa freddo dal fossato del castello la sera esce tutta quella nebbia e si infila dappertutto e negli occhi e nei pensieri e sembran tutti dei fantasmi e uno anche se è triste va benissimo, con quella scenografia, e quel silenzio che c’è lì a ferrara se fai tanto di uscire dalla piazza della cattedrale, puoi esser tranquillamente disperato, a ferrara, secondo me, puoi essere tranquillamente una specie di fantasma e mimetizzarti nella nebbia e nelle stradine traverse che di notte sono buissime e puoi anche far finta di scomparire, o aspettarti che da dietro arrivi di punto in bianco quella persona che vorresti fosse lì e invece non c’è perché forse nemmeno esiste, ma a ferrara secondo me si potrebbe far finta di sì, stasera. E poi infilare l’acciottolato di corso ercole I d’este e passare davanti al parco massari e poi alla certosa che a me passarci di notte mi ricordo mi faceva una specie di impressione paurosa, e arrivare in fondo che di sicuro c’è buio e nebbia e non c’era mai nessuno a quest’ora, e lì in fondo c’ho anche dei ricordi e di preciso mi ricordo che anni fa ci ho anche dormito e la mattina per colazione c’eran delle torte buonissime fatte dalla mamma del padron di casa, e fuori un giardinetto che confinava con la certosa e io la notte mi affacciavo a fumare e c’era un tale silenzio e mi sembra di ricordare che una volta ho anche pianto e non mi ricordo nemmeno più se ero da sola o con un uomo che tanto certe volte fa lo stesso e comunque in ogni caso era come esser fuori dal mondo, proprio fuori dal mondo. Completamente fuori dal mondo.

Che poi io un po’ lo so, perché, stasera.
Ma non ve lo dico.

12 ott 09

Quando si giocava un unico gioco meraviglioso

«Avventure Romanzesche, Agenzia di (AGAR)

Fondata in forma di S.p.A. dal Dott. P.G. Northover, tra i primi soci del → Club dei Mestieri Stravaganti, e situata in Tanner’s Court 14, Fleet Street, l’AGAR è nata per assecondare una sentita esigenza della vita moderna. Da ogni parte, nella conversazione come nella letteratura, si sente esprimere il desiderio che il teatro delle nostre avventure si allarghi, che qualcosa sia in serbo per noi, che possa aprirci strade meravigliose e più grandi. Chi prova un simile desiderio versa un quota annuale all’AGAR che in cambio s’impegna a circondarlo di avvenimenti strani e straordinari. Allora può succedere che uscendo ci si imbatta in uno spazzacamino che confusamente ci mette al corrente di un complotto contro la nostra vita, che prendendo una carrozza si venga condotti a una fumeria d’oppio, che si ricevano misteriosi telegrammi e drammatiche visite e ci si ritrovi così, all’improvviso, in un vortice d’avventure. Uno degli illustri romanzieri alle dipendenze dell’AGAR s’incarica di stendere la trama di una storia pittoresca e piena di emozioni. Continua →

11 ott 09

Troppa grazia

Il fatto è che io, da quando mi son comprata un librino in cui c’è scritto, tra le altre cose, che la colazione sarebbe cosa buona e giusta che coprisse il 40% delle calorie giornaliere perché così dai una bella scrollata al metabolismo appena sveglio e lui di conseguenza pensa Uh siùr, se questa mangia così alle 7:30 di mattina, chissà cosa mi combina a mezzogiorno, e allora si mette di buzzo buono fin da subito a bruciare calorie, tutto sta nel saper sfruttare l’effetto sorpresa, insomma dicevo che da quando ho letto questa cosa qui, mi s’è aperto un mondo.

Sicché ultimamente faccio delle colazioni pantagrueliche, dal punto di vista gastronomico devo dire sto attraversando un periodo veramente radioso, tutte le sere mi addormento beata fingendomi nel pensiero la colazione del giorno dopo.

Stamattina per esempio, complice lo svacco domenicale, mi son fatta due crêpes integrali profumate alla cannella tutte ricolme al limite dell’esplosione di composta di mirtilli e una volta chiuse c’ho anche spremuto sopra una considerevole dose di malto di riso, che non si può mai sapere, magari al 40% non c’ero ancora arrivata, eran deliziose mi veniva quasi da piangere dalla golosità.

Volevo mica parlare di questo, però. Continua →

09 ott 09

Una specie di saluto

«Mi sveglio per l’improvviso silenzio.
Il treno è fermo a una stazioncina sconosciuta. Il nonno prepara, con mille gesti inutili, il pasto del nipotino irrequieto che la nonna tiene in piedi presso il finestrino. Termos, zucchero, tovagliolo, tazza cambiano continuamente posto.
Nonno: “Sta’ fermo, dove vuoi andare? Non vedi che è buio fuori? Fuori c’è il lupo…che ti mangia. Se caschi, qui in stassione non c’è il dottore”.
Nipotino: “Non c’è il dottore?”.
Nonno: “No, non c’è”.
Nipotino: “E l’ambulansa?”.
Nonno: “Neanche l’ambulansa. Se caschi muori”.
Nipotino: “E poi?”.
Nonno: “E poi sei morto”.
Nipotino: “E poi?”.
Nonno: “E poi vai al cimitero”.
Nipotino: “E poi?”.
Nonna (abbracciando teneramente il nipotino): “E poi ti mettono sottoterra”.»

Čhecov a Sondrio e altri viaggi, di Aldo Buzzi
(Como, 10 agosto 1910 – Milano, 9 ottobre 2009)

Un grande. Un grandissimo.

02 ott 09

Di germogli e cotton fioc

Io, quando mi capita di andare nei supermercati biologici NaturaSì, è un casino. Lucignolo nel Paese dei Balocchi in confronto era un novellino. Mi sale su tutta un’esaltazione, comprerei tutto.

Allora oggi ci sono andata che dovevo comprare solo le spezie biologiche per fare la chai – quel tè speziato tipico indiano che si dice al femminile, me l’ha detto uno che di cose indiane se ne intende tantissimo sicché cortesemente fidatevi – alla fine sono uscita avevo una borsa che pesava 64,20 euro, di preciso. Eh.

E la marmellata di rosa canina dolcificata con succo d’agave e le hamburger di seitan e i fagioli mung – son quelli verdi che li chiamano soia verde ma in realtà son mica soia, sono mung – e le polpettine di cous cous e lo zenzero candito e gli gnocchi di kamut e insomma tutte cose di questo tipo, di indubbia indispensabilità; ho comprato anche il miele di lavanda, io che il miele solo a sentire l’odore mi viene da vomitare (ma veramente, non dico per dire, mi viene proprio istantaneamente).
E allora, capirete.

Ma l’acquisto di cui vado fierissima è… : il germogliatore!!! Continua →