Un po’ come i marinai, io credo

Ho notato che in questo periodo dell’anno, quando all’imbrunire mi metto affacciata alla finestra a fumare la sigaretta dell’imbrunire, c’è Venere, la prima stella della sera, che ce l’ho lì, mi si accende proprio in fronte.

Allora poco fa ero alla finestra, con intorno questa serata che reclamava qualcosa di violento, qualcosa tipo quelle cose che ti lasciano a terra che per un po’ non ti puoi rialzare, che sembra che debba esplodere tutto da un momento all’altro, odio o amore non importa, e io invece quel qualcosa adesso mi manca tantissimo, ma sulle prime pensavo soltanto Va’ però che bella questa cosa di averci Venere in fronte in questo periodo dell’anno durante la sigaretta dell’imbrunire.

L’ho guardata per un po’, ho pensato che io senza quel qualcosa però proprio non ci so stare, senza quel “troppo”, è inutile riprovarci ogni volta, vedere se funziona, forzarmi nei ranghi, nella normalità. La quiete, il tiepido sentire, io dopo un po’ mi sembra di affogarci dentro. Una maledizione come tante, non fosse che è la mia. Un modo sconvenientissimo di stare al mondo, ma l’unico che conosco, in fondo, che mi sembra valere la pena.

L’ho guardata, Venere, dato che ce l’avevo proprio in fronte, e mentre la guardavo pensavo che io è arrivato quel momento che temevo, che mi ci sento affogare. Ho pensato che preferisco quando sto male, allora, quando posso esagerare, amare nel mio modo assurdo o soffrire da non poterne più, a questo stagno di emozioni educate che non mi riesce, che dopo un po’ mi stritolano, mi spremono fuori sangue e aria e tutto, divento un vuoto a perdere, sbando, inizio a fare cazzate a ripetizione, cerco vie di fuga a casaccio, sbatto nei muri.
Un po’ come i marinai, io credo, che quando sbarcano barcollano, sulla terraferma, perché è troppo ferma.

Io l’ho guardata bene, Venere, perché in questo periodo mi splende proprio lì tra gli occhi e non si può fare a meno di guardarla: fanculo, ho pensato. Fanculo Venere e le stelle e i marinai e questa serata e io e tutto.

Non è tempo di poesia.

Non è tempo, per niente.

Tags:

2 comments

  1. “Non è tempo di poesia”
    a me spessissimo quello che dici mi suona dolcemente poetico…

    “Non è tempo, per niente”
    o per tutto, basta guardare specularmente ;-)

    a proposito, non vorrei a ver fatto una cavolata :-|

    si possono commentare i post “passati”?

  2. sì che si possono commentare :-)

    Quanto alla storia dei “punti di vista”, che basta provare a cambiare angolazione per mutare segno ai guai, mah, mi trovi scettica. I miei guai son tali visti da tutte le parti: sicché, più che girargli intorno, ho imparato di tanto in tanto ad ignorarli bellamente. E’ una soluzione del cazzo ma fa la sua porca figura, e per un po’ regge, funziona. Mi accontento :-)

Dimmi pure, eh

Similmente